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Rappresentazione dell'Italia sulla Scena Elisabettiana

Informazioni tesi

  Autore: Antonietta Cestari
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Salerno
  Facoltà: Lingue e Letterature Straniere
  Corso: Dams - Discipline delle Arti, della Musica e dello Spettacolo
  Relatore: Antonella Piazza
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 50

Rappresentazione dell'Italia sulla scena elisabettiana si propone di raccogliere e discutere tutta una serie di drammi scritti e rappresentati in epoca elisabettiana ambientati in Italia. Lo scopo è quello di analizzare tutti i fattori che hanno portato i principali autori elisabettiani a descrivere, documentare o anche immaginare l'Italia in un certo modo.
Meno semplice risulta essere la distinzione tra quali di questi fattori abbiano avuto origine da fonti reali e quali da fonti fittizie, dovute a pregiudizi e alla pura invenzione di chi si è fatto bastare informazioni superficiali piuttosto che dettagliate sull'Italia.
Ma cosa c'era e c'è di così interessante proprio in Italia?
La tesi è divisa in tredici paragrafi in cui sono spiegati i diversi fattori che nel periodo elisabettiano contribuirono alla costruzione dello stereotipo di “Italia” e dell' “italiano”, classificandone gli aspetti positivi e quelli negativi, provando a spiegare in che modo essi si diffusero in Inghilterra e soprattutto quanto il contesto storico e culturale avesse influito su di essi.

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4 Introduzione Rappresentazione dell'Italia sulla scena elisabettiana si propone di raccogliere e discutere tutta una serie di drammi scritti e rappresentati in epoca elisabettiana ambientati in Italia, con lo scopo di analizzare tutti i fattori che hanno portato i principali autori elisabettiani a descrivere, documentare o anche immaginare l'Italia in un certo modo. Meno semplice risulta essere la distinzione tra quali di queste fonti corrisponda alla realtà e quali, al contrario, ad un insieme di pregiudizi dovuti alla ignoranza e alla pura invenzione di chi si è fatto bastare informazioni superficiali piuttosto che dettagliate sull'Italia. Ma cosa c'era e c'è di così interessante proprio in Italia? Basta oltrepassare il confine in qualsiasi direzione per notare quanto gli stranieri siano attratti dalla parola “Italia” e come gioiscano al solo pensiero di poter vedere un italiano gesticolare o di poter ascoltare qualcuno parlare il nostro idioma così buffo con quella famosa cadenza altalenante: queste le caratteristiche dello stereotipo italiano internazionale attuale. Inoltre, nonostante l'Italia sia uno stato nuovo, nato appena nel 1861, lo stereotipo dell'italiano esiste già da qualche secolo prima che tutte le città-stato si unissero sotto il nome politico di Italia. Caratterizzato sia fisicamente che caratterialmente, il cittadino italiano è il rappresentante di una cultura per lo più gioiosa e rilassata anche nei momenti difficili, grazie alla sua arte di “arrangiarsi”. Quando si chiede agli stranieri di tutto il mondo cosa pensano a proposito dell'Italia la loro risposta sarà quasi sicuramente “mafia”, “pizza”, “spaghetti” ecc. I popoli di tutto il mondo, in particolare l'America e il resto dell'Europa vedono l'Italia come un “paradiso” a livello paesaggistico, ma sono consapevoli che sul piano politico abbiamo sempre avuto qualche difficoltà, al punto di lasciare in piedi un sistema politico corrotto, spesso a braccetto con la criminalità organizzata che loro ben conoscono sotto il nome di “mafia”. L'Italia, insomma, ha sempre esercitato un certo fascino sui popoli di tutto il mondo con i suoi aspetti sia positivi che negativi, aspetti che oggi vengono divulgati soprattutto attraverso i mass media, nei film, nei video on-line ecc. Ma come hanno

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