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Indagine sull'applicabilità del chitosano nella rimozione di ioni arseniato dalle acque destinate al consumo umano

Informazioni tesi

  Autore: Mariangela Consoli
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi di Napoli - Federico II
  Facoltà: Ingegneria
  Corso: Ingegneria per l'ambiente e il territorio
  Relatore: Massimiliano Fabbricino
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 149

L'acqua distribuita dagli acquedotti urbani deve rispondere a specifici requisiti che le conferiscono il giudizio di potabilità. Tali requisiti sono relativi alle caratteristiche organolettiche (il colore, il sapore e l'odore), fisiche, chimiche, batteriologiche. Infatti i suoi caratteri fisici e organolettici devono conferirle gradevolezza e senso rinfrescante; inoltre, un'acqua potabile non deve contenere: microrganismi patogeni, sostanze chimiche in concentrazioni tali da poter nuocere alla salute e sostanze tossiche. Le più comuni sostanze tossiche che possono essere ritrovate nelle acque sono: l'arsenico, l'argento, il bario, il cadmio, i cianuri, il cromo, il mercurio, il piombo e il selenio. Tali sostanze possono essere di origine naturale e/o provenire da fonti di inquinamento industriale.

Le sostanze tossiche su citate possono causare gravi malattie all'uomo; possono dar luogo al fenomeno del bioaccumulo e, quindi, della persistenza ambientale. Le problematiche connesse a tali sostanze hanno suscitato un interesse particolare sempre più volto al miglioramento delle tecniche utilizzate per la rimozione delle stesse. Oggetto di questo elaborato di tesi è la rimozione dell'arsenico dalle acque destinate al consumo umano.

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14 1 INTRODUZIONE L’ acqua, per definizione, è un composto chimico costituito da idrogeno e ossigeno di formula H 2 O. Essa è presente in natura nei suoi stati di aggregazione: solido, liquido ed aeriforme. In realtà questa definizione appare riduttiva in quanto l’ acqua porta in sé l’ essenza della vita. Infatti l’ acqua risulta fondamentale per tutti gli organismi viventi sia come loro costituente principe sia per le funzioni biologiche degli stessi. Inoltre l’ acqua assume anche significati religiosi e di culto essendo considerata come dotata di una sacralità intrinseca. Si pensi, ad esempio, all’ acqua come mezzo di purificazione e rigenerazione dell’ anima o ai vari usi della stessa nella liturgia cristiana. E ancora in una visione romantica l’ acqua può dare ristoro nelle lunghe e calde giornate estive; può rallegrare i passanti che la vedono sgorgare da fontane poste nelle piazze o da cascate calate in paesaggi naturali. Data l’ importanza rilevante che questo composto incolore ed inodore assume, si fa forte la responsabilità di chi, riprendendo le parole di un racconto di Calvino, ha “ il privilegio di vivere in un secolo e in un luogo in cui si può godere in qualsiasi momento della più generosa profusione di acque limpide” (Italo Calvino,1975). L’ acqua è sottoposta a un ciclo naturale, detto ciclo dell’ acqua; in particolare, della quantità di acqua che precipita sulle terre emerse circa il 62% ritorna direttamente all’ atmosfera per evaporazione e traspirazione. Il restante 38% scorre sulla superficie alimentando il deflusso superficiale o si infiltra nel terreno favorendo il deflusso sotterraneo. Attraverso il deflusso sotterraneo, l’ acqua può riaffiorare in superficie per mezzo delle sorgenti oppure emergere nei fondali marini. L’ acqua deve essere captata con opere di ingegneria per soddisfare la richiesta idrica da parte delle comunità le quali la utilizzano per usi domestici (8% dei consumi idrici globali), per usi agricoli (70% dei consumi idrici globali) e per usi legati ad attività industriali (22% dei consumi idrici globali). Quindi, al ciclo naturale si affianca il ciclo antropico dell’ acqua il quale prevede: la captazione delle acque dalle sorgenti o dalle acque superficiali; l’ impianto di potabilizzazione e,

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