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Palermo Costa Sud - un parco urbano costiero come opportunità per rivivere il mare

Lo studio condotto per l’elaborazione della Tesi di Laurea comincia all’interno di un laboratorio dal titolo: Rigenerazione urbana a Palermo. Processi strategici, approcci creativi e nuove centralità. Oggetto d’indagine è stata una ben precisa porzione del territorio della città di Palermo, il suo contesto sud orientale. Si tratta di un’importante “area porta” della città a sud, dalle numerose potenzialità, derivanti dalla privilegiata posizione geografica, ma anche ricca di criticità causate ad esempio da barbare politiche di espansione e speculazione. L’analisi è stata condotta nello specifico per l’intero waterfront meridionale, un tratto di costa compreso tra la foce del fiume Oreto ed il confine del territorio comunale. L’area dispone di una vasta eterogeneità di elementi che ne connotano l’attuale configurazione: la via Messina Marine come cesura e causa del progressivo allontanamento della città dal mare, le tracce del tessuto storico di borgata, tutt’ora riconoscibile ma soffocato dall’incontrollata espansione degli ultimi decenni, le architetture industriali ormai dismesse, a testimonianza dell’intensa attività produttiva ormai trascorsa o, ancora, tracce sparse del sistema di orti che anticamente si estendeva dal mare fino alle pendici dei monti che cingono l’ormai irriconoscibile Conca d’Oro. Uniche costanti percepibili del paesaggio costiero a sud risultano quindi, oltre ad un forte degrado ambientale e architettonico, la negazione del rapporto con l’elemento naturale “acqua”, un mancato dialogo col mare che, seppur a tratti visibile, rimane fisicamente troppo distante. La tesi si propone di restituire il waterfront agli abitanti, permettere loro di riappropriarsi di una risorsa anticamente vissuta, di recuperare vecchie modalità di vita legate al mare e di scoprirne di nuove, riconsegnando così ad un uso pubblico un territorio oggi fortemente compromesso, luogo di criticità urbana ed ambientale. Strumento della rigenerazione vuole essere la definizione di un nuovo paesaggio, capace di agire, attraverso un approccio mutevole, sia come strategia che come design, passando dalla scala urbana a quella architettonica o ancora a quella del paesaggio. L’intento sarà quindi di guidare il riassetto insediativo e paesaggistico degli spazi in attesa di nuove configurazioni, bloccando così lo spreco di territorio e ridisegnando nuovi luoghi legati alla fruizione del mare e della costa.

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2 1.1 Waterfront e trasformazioni possibili I territori costieri delle città europee costituiscono da sempre un continuo avvicendarsi di paesaggi storico-culturali, nei quali si susseguono centri urbani di diverse dimensioni, porti commerciali e turistici e insediamenti balneari. Grazie, dunque, ai traffici marittimi e al turismo balneare le coste sono tra i luoghi più insediati ed urbanizzati. Presentano molti caratteri comuni, dovuti ad una simile evoluzione ambientale, storica, commerciale ed urbana; pertanto, anche i problemi tendono ad assomigliarsi e a riproporsi similmente in diverse città costiere e in diversi litorali. L’agguerrita competizione internazionale tra le città, assieme alla disponibilità di aree che hanno perso la loro funzione originaria e che si prestano ad una riconversione, sono poi solo alcune delle motivazioni che hanno indotto molte città e località costiere a misurarsi con la progettazione e la rifunzionalizzazione dei propri waterfront. Questi, in quanto parti integranti del tessuto urbano esistente, divengono sempre più frequentemente gli interlocutori privilegiati degli interventi di trasformazione delle città, innescando quei processi che li hanno resi motori di sviluppo per l’intero contesto territoriale. I flussi di persone e veicoli, che si riversano nelle città costiere e balneari e sulle loro spiagge, hanno generato l’esigenza diffusa di ripensare il fronte mare insieme alla riorganizzazione della mobilità e degli accessi agli arenili. Entrando nel merito degli interventi di recente realizzati nelle aree urbane e metropolitane di diverse “città d’acqua”, il recupero dei waterfront è stato indiscutibilmente affidato alla sua valorizzazione come spazio aperto e a forte vocazione pubblica; spazio accessibile a diversi mezzi di trasporto pubblico; spazio sicuro; spazio verde, rinaturalizzato, attrezzato per il tempo libero e dotato di strutture sportive; spazio di sosta e passeggio per godere della vista sul paesaggio; spazio progettato per essere fruito dall’uomo e in cui l’accesso all’automobile è ridotto o organizzato attraverso parcheggi. Contemporaneamente, quindi, si trasformano architettonicamente i vuoti urbani e si favorisce lo sviluppo economico e culturale della città creando nuove e favorevoli occasioni: nuove attività produttive con nuovi orientamenti al consumo e nuovi e v en t i cu l tu r al i ch e r en d on o l e c i t t à p o l i a t t r a t t o ri d i n u ov i interessi. Partendo da queste generali considerazioni è stato altresì possibile intercettare ricorrenti e diffuse linee d’azione utilizzate per rigenerare il paesaggio delle aree costiere. Gli interventi basano la loro efficacia principalmente su due

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Architettura

Autore: Gianluca Bellavere Contatta »

Composta da 81 pagine.

 

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