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Cocktail Party, Xenakis, Jazequel. L'uomo, Il suono, La musica

Il primo capitolo, "Cocktail Party", tratta il meccanismo che intercorre nell'uomo circa la percezione dei suoni in determinati contesti. Spesso manteniamo una conversazione con una persona in un contesto dove sono presenti altre voci di sottofondo, eppure siamo in grado di recepire tutte le informazioni. Il lavoro qui presente ha l'obiettivo di mostrare una situazione "cocktail party" sottoponendo ad essa dieci soggetti campione e verificando gli esiti.
Nel secondo capitolo, "Xenakis: l'uomo e la musica", l'obiettivo è quello di constatare come l'uomo può creare musica sebbene non abbia delle conoscenze teorico-musicali, in quanto la musica è insita in ogni essere umano.
Tutti sono in grado di suonare e la musica arriva ad essere un ottimo collante nelle relazioni umane.
Infine, nel terzo capitolo, "La musicalità del bambino", viene esposto il terzo esperimento, il quale mette a confronto due contesti, quello scolastico e quello abituale. Le ipotesi di lavoro da verificare erano le modalità espressive utilizzate durante la specifica lezione di musica e al di fuori della scuola.

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4 INTRODUZIONE Suoni e rumori investono ormai quasi tutto lo spazio in cui viviamo e non potremmo pensare alla nostra esistenza senza la musica che ci accompagna ovunque. La tesi qui presente ha l'obiettivo di approfondire il rapporto che l'uomo ha con la musica e con i suoni, svolgendo tre esperimenti. Il primo relativo all'attenzione (esperimento Cocktail party), il secondo che vuole andare a verificare il rapporto dell'uomo con la musica (esperimento Xenakis) ed infine il terzo esperimento che va a mostrare il rapporto che i bambini hanno con la musica nella e fuori della scuola, e quali comportamenti e linguaggi espressivi mettono in atto (esperimento Jazéquél). Il primo capitolo, "Cocktail Party", tratta il meccanismo che intercorre nell'uomo circa la percezione dei suoni in determinati contesti. La situazione Cocktail party si presenta continuamente nella nostra quotidianità. Spesso manteniamo una conversazione con una persona in un contesto dove sono presenti altre voci di sottofondo, eppure siamo in grado di recepire tutte le informazioni a cui siamo interessati. Come facciamo? Questo capitolo ha l'obiettivo di approfondire gli aspetti neurofisiologici del cervello chiamati in causa. L'attenzione ha un ruolo fondamentale ed in particolar modo l'attenzione selettiva, la quale viene trattata in gran parte del capitolo. Vengono riportate le ricerche e la teoria del collo di bottiglia di Broadbent, il quale per primo sviluppa il modello dell'attenzione, paragonando il processo selettivo dell'attenzione ad un filtro, che seleziona e lascia entrare solo le informazioni che hanno specifiche caratteristiche fisiche ricercate dal selettore. Lo psicologo Cherry, ripercorrendo gli studi di Broadbent, inizia i primi esperimenti utilizzando la tecnica dello shodowing, ovvero il soggetto ascolta due messaggi simultaneamente e deve ripeterne solo uno. Dunque, entrambi gli psicologi affermano che solo uno degli stimoli sensoriali può arrivare fino al livello dei processi percettivi ed essere riconosciuto. Le ricerche di Moray e Treisman affrontano un'elaborazione del modello di Broadbent, dando origine al modello del filtro attenuato. Per questi studiosi, al contrario della teoria tutto o nulla di

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Marina Romano Contatta »

Composta da 93 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 568 click dal 12/03/2013.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.