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Determinazione del rapporto aggregato/legante di malte: affidabilità dello studio petrografico in sezione sottile

Informazioni tesi

  Autore: Anna Pistilli
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2012-13
  Università: Università degli Studi di Padova
  Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali
  Corso: Scienze e Tecnologie per i Beni Culturali
  Relatore: Claudio Mazzoli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 48

Nello studio delle malte storiche, un parametro fondamentale, sia per la determinazione e caratterizzazione delle tecniche costruttive, sia per la progettazione di eventuali interventi di restauro, è rappresentato dal rapportoaggregato/legante.
In questo elaborato sono esposte le valutazioni sulla determinazione del rapporto aggregato/legante basato su un approccio sperimentale in due fasi principali; la prima che riguarda la preparazione di campioni di malta con diverso rapporto aggregato/legante, la seconda la determinazione del rapporto aggregato/legante mediante stima visiva in microscopia ottica per confronto con tavole di comparazione, analisi d’immagine su sezione e analisi in microtomografia a raggi X.
Lo scopo del presente studio è la valutazione dell’affidabilità di diverse tecniche analitiche nella misura del rapporto aggregato/legante, ed in particolare dell’analisi petrografica al microscopio ottico in sezione sottile, dato che questa tecnica analitica viene considerata la più affidabile nello studio dei materiali artificiali, quali appunto le malte, tenendo conto anche della sua praticità ed economicità.

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4 1. Le malte Viene denominata “malta”, un impasto costituito da un legante, un aggregato sabbioso ed acqua, che forma una miscela di consistenza plastica e che è in grado di convertirsi progressivamente, attraverso specifiche reazioni chimiche irreversibili, in un prodotto di consistenza litoide, con un’adeguata resistenza meccanica e aderenza alle superfici sulle quali viene applicato (Cantisani et al., 2008). Le malte più comuni sono costituite da leganti aerei alla calce. Le malte furono, e lo sono tuttora, dei materiali diffusi e versatili; sono utilizzate come comuni malte di allettamento, ma anche per l’esecuzione di affreschi o decorazioni. Il largo impiego nel corso dei secoli è reso possibile dalle loro caratteristiche peculiari: la facilità di realizzazione, e applicazione e la notevole economicità. Come molti altri materiali artificiali, ogni epoca e luogo di produzione, è caratterizzato dall’utilizzo di particolari materie prime e tecniche produttive per il loro confezionamento. 1.1 L’origine dell’utilizzo della malta L’origine della malta risale all’utilizzo della calce come legante, prodotta dalla cottura di rocce di varia natura, anziché dell’argilla. La scoperta della calce fu probabilmente casuale, quando, nel periodo preistorico, venivano utilizzati dei sassi per delimitare i fuochi all’aperto, che in seguito all’esposizione ad alta temperatura appunto, producevano una polvere bianca e che, dopo il contatto con l’acqua, induriva all’aria (Berens et al., 1976). I primi esempi riguardanti l’impiego della calce li troviamo fin dalla protostoria (9000 a.C. a Catal Huyuk in Asia Minore (Stark et al., 1999), ma anche nelle civiltà mesopotamiche, egizie (a partire dal III millennio a.C.), e minoiche (1500-2000 a.C.). Le conoscenze tecnologiche di queste ultime civiltà furono trasmesse ai Greci, e attraverso questi, agli Etruschi (VIII sec a.C.) e ai Romani (III sec a.C.). Del periodo di produzione della calce romana abbiamo delle testimonianze scritte, quali il De Agricola (160 a.C.), scritto da Catone, in cui viene trattato il funzionamento del forno per la cottura della calce, e il De Architettura, di M. Vitruvio Pollione (I sec a.C.), che descrive l’arte di edificare. I Romani avevano

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Parole chiave

analisi malte
mortar analysis
rapporto aggregato legante
aggregate binder ratio
malta
analisi petrografico

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