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Le mafie straniere in Italia

Come dice Vincenzo Macri, procuratore generale presso la corte d'appello di Ancona, in Italia non ci facciamo mancare proprio niente, neppure in materia di mafia. Non contenti di essere la patria delle tre organizzazioni mafiose più note e potenti d'Europa e più conosciute e diffuse nel mondo, (Cosa Nostra, N'drangheta e Camorra), ospitiamo da quasi venti anni, un buon numero di mafie straniere che, evidentemente, hanno trovato nel nostro paese le condizioni ottimali per operare, arricchirsi e integrarsi nel circuito criminale.
Dunque, la convinzione che dovunque ci sono mafie locali ben radicate, lì è impossibile il radicarsi di criminali stranieri, è priva di ogni fondamento. Non è affatto vera l'ipotesi e la credenza che laddove ci sono già dei gruppi criminali al potere, non se né possano installare degli altri, questa è solo una pura e semplice illusione.
Ebbene si per chi non lo sapesse o forse perché non ci ha mai pensato, la Mafia non è un fenomeno prettamente italiano, è sbagliatissimo pensare che il fenomeno mafioso sia presente solo in Italia e riguardi solo gli italiani.
Il tema chiave del mio elaborato di laurea è proprio questo appena accennato: il fenomeno mafioso straniero.
Allora una domanda sorge spontanea: perché non si parla mai di criminalità straniera? E soprattutto come è possibile che la mafia italiana abbia permesso alla criminalità straniera di insediarsi nel proprio territorio?.
Dopo aver analizzato, approfondito dettagliatamente, la criminalità straniera presente in Italia, ho trovato risposta ai quesiti che mi sono posta e che poco fa ho posto. Tra mafie italiane e mafie straniere si sono installate delle sinergiche collaborazioni che non fanno altro che arricchire le varie associazioni criminali senza togliere nulla a nessuno, senza alcuna forma di restringimento, dei reciproci campi d’azione.
Che parliamo di mafie straniere o di mafie nostrane, il nocciolo della questione è uno ed è uguale per tutti; stiamo parlando di movimenti e di azioni che mirano ad un unico obiettivo: infiltrarsi in un modo o in un altro, nel tessuto economico- finanziario.
In conclusione doveroso enfatizzare che le mafie non sono nemiche tra loro, non si infastidiscono ma anzi collaborano tra di loro. Si può dunque parlare di cooperazione tra mafie straniere e mafie italiane piuttosto che di scontro permanente.

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INTRODUZIONE Dice Vincenzo Macri, procuratore generale presso la Corte d'Appello di Ancona, che in Italia si sa, non ci facciamo mancare niente, neppure in materia di mafia. Non contenti di essere la patria delle tre organizzazioni mafiose più note e potenti d'Europa e più conosciute e diffuse nel mondo, ospitiamo da quasi venti anni, un buon numero di mafie straniere che, evidentemente, hanno trovato nel nostro paese le condizioni ottimali per operare, arricchirsi e integrarsi nel circuito criminale. Quando si parla di mafia si è solito buttare l'occhio sulla penisola italiana, con la piena convinzione che il fenomeno mafioso sia nato in Italia e riguardi solo gli italiani, ma sappiamo benissimo che non è così. Perché allora non si parla mai di mafia straniera? Di quella criminalità che abita e circola liberamente nel nostro Paese? Ma soprattutto come è possibile che la mafia italiana abbia permesso alla criminalità straniera di insediarsi nel proprio territorio? A partire dai primi anni novanta del ventesimo secolo, in considerazione di quanto avvenuto a livello politico, sociale ed economico con il crollo del Muro di Berlino ( 9 novembre 1989) in Italia, particolarmente nelle zone centro-settentrionali del paese, hanno fatto la loro comparsa gruppi criminali stranieri, denominati Nuove Mafie o Mafie straniere. Nel corso della sua inarrestabile evoluzione, la criminalità organizzata ha subito notevoli trasformazioni passando da una dimensione individuale ad una sempre più complessa e transnazionale: da piccoli 4

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze dell'Educazione

Autore: Francesca Sannino Contatta »

Composta da 84 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2798 click dal 12/03/2013.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.