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Attribuzione dell’Intensità macrosismica EMS-98 nei comuni marchigiani colpiti dal sisma del 1997

Questo lavoro si pone l'obiettivo di applicare la scala macrosismica EMS-98 per la valutazione dell'intensità sismica del terremoto che ha colpito le regioni di Umbria ed Abruzzo nel 1997-98, analizzandone le analogie e le differenze in particolare con la scala Mercalli. L'intento finale è quello di contribuire ad una omogeneizzazione su larga scala (quella europea) della valutazione sismica degli eventi, tanto più che oggi le normative nazionali in campo di progettazione di strutture con criteri antisismici sono spesso rielaborazioni degli eurocodici con poca attinenza alle particolarità locali

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1 Introduzione Questo lavoro si pone l’obiettivo di contribuire alla necessaria e vitale integrazione dell’Italia nello scacchiere continentale europeo. Il primo passo da sempre compiuto nelle grandi unificazioni storiche è stato infatti quello di introdurre, o talvolta imporre, un linguaggio comune, capace di permettere un confronto, una crescita, un dialogo tra le varie componenti del nuovo organismo congiunto. Ho appositamente utilizzato il termine linguaggio anziché lingua proprio per sottolineare come non si tratti solo di omogeneizzare in qualche maniera un idioma, ma tutto un insieme di codici, protocolli, normative. Nell’ambito della sismologia in particolare, in varie parti del mondo, e quindi d’Europa, vengono tuttora utilizzate differenti scale di intensità macrosismica, con le quali si vuole quantificare in qualche modo un terremoto ed i suoi effetti. Questa disomogeneità è il retaggio di secoli di divisioni e conflitti tra i diversi stati dell’Unione, che festeggiano proprio quest’anno il cinquantesimo anniversario della firma dei Trattati di Roma del 25 marzo 1957; la funzione della nuova scala EMS-98 (European Macroseismic Scale 1998) consiste proprio nel superamento di tale anacronistica frammentazione. La EMS-98 è stato il prodotto dell’impegno congiunto di un gruppo di lavoro della ESC (European Seismological Commision) con il contributo di alcuni esperti esterni come R.M.W. Musson del British Geological Survey, J. Schwarz della Bauhaus University Weimar e M. Stucchi dell’Istituto di Ricerca sul Rischio Sismico del C.N.R; fondamentale è stata inoltre la supervisione del Consiglio d’Europa tramite il Centre Europèen de Gèodynamique et de Sismologie. In realtà la prima edizione di una scala macrosismica europea risale al 1992 ad opera della General Assembly of the European Seismological Commission riunitasi a Praga. Da sempre infatti la ESC ha posto grande attenzione alla classificazione dell’intensità dei terremoti, ma fino ad allora aveva solamente suggerito l’utilizzo della preesistente scala MSK-64 e successiva modifica del 1981; è proseguendo lungo questa linea alla ricerca di continui miglioramenti che nel 1992 dopo cinque anni di intenso lavoro si giunge alla stesura di una Scala Macrosismica Europea. Si prevedeva per essa un periodo di prova triennale per permettere modifiche e miglioramenti, durante il quale sarebbe stata usata in parallelo con le altre scale esistenti non solo a livello europeo ma internazionale, includendo così alcuni tra i principali eventi di quell’intervallo temporale come ad esempio Roermond in Olanda nel 1992, Kilari in India nel 1993, Northridge negli USA nel 1994, Kobe in Giappone nel 1995, Aegion in Grecia nel 1995, Cariaco in Venezuela nel 1997 e il sisma, oggetto del presente lavoro di tesi, che colpì l’Italia centrale nel bienno 1997/98.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Ingegneria

Autore: Alessandro Settimi Contatta »

Composta da 164 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1199 click dal 14/03/2013.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.