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Intervento e concorso dei creditori nell'espropriazione forzata

Informazioni tesi

  Autore: Filenia Sacco
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2011-12
  Università: Libera Univ. Internaz. di Studi Soc. G.Carli-(LUISS) di Roma
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Romano Vaccarella
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 184

La presente trattazione è volta all’analisi approfondita dell’istituto dell’intervento dei creditori nell’espropriazione forzata di cui agli artt. 498 e ss. c.p.c.
Il fine è quello di offrire al lettore un quadro completo, per quanto possibile, di una disciplina normativa che, evolutasi nel tempo, presta ancora oggi il fianco a molte difficoltà soprattutto dal punto di vista interpretativo.
Nella disamina degli istituti, punto costante di riferimento sono gli orientamenti di dottrina e giurisprudenza fondamentali per elaborare riflessioni personali che traspariranno nel corso della trattazione.
Il lavoro è diviso in sei capitoli.
Il primo capitolo è volto all’esame dei lineamenti essenziali dell’istituto: dalla nozione di intervento, all’individuazione degli aspetti strutturali dell’istituto; ponendo l’accento sulla natura dello stesso come domanda giudiziale accessoria ed evidenziando, sommariamente, le altre ipotesi di concorso dei creditori menzionate dal codice di rito.Sarà affrontato il tema del principio della par condicio creditorum di cui all’art. 2741 c.c., come parametro di riferimento di ogni procedura concorsuale; ne verranno evidenziate le peculiarità sia come principio in quanto tale, sia, soprattutto, come principio ispiratore dell’intervento.In tal modo si forniranno gli strumenti necessari a comprendere se, in concreto, il legislatore sia riuscito nell’ intento di adattare l’istituto dell’intervento al principio in parola.Sarà poi esplorato l’ambito dei dettami costituzionali e si avrà un excursus storico che muoverà dalla legislazione del 1965, con richiami al precedente Code Napoleòn al quale essa si ispirava. Verrà poi approfondito il sistema cosiddetto della “porta aperta”, introdotto dal legislatore del 1940 e legittimante al concorso tutti i creditori indistintamente; ciò in quanto il legislatore di allora aveva ritenuto che solo un’espropriazione indifferentemente condotta da tutti gli aventi diritto avrebbe realizzato a pieno il principio del pari trattamento.Questa considerazione sarà lo spunto per affrontare le criticità dell’allora vigente sistema.Si elencheranno, poi, in breve, gli interventi legislativi successivi al 1940: dal Disegno di legge n. 1288/S/X alla legge Kessler, passando per l’analisi del progetto della Commissione Tarzia, della legge Castelli e del progetto di riforma varato dalla Commissione Vaccarella. Si arriverà poi allo studio della normativa vigente di cui al terzo capitolo quale approdo delle riforme introdotte con le leggi n. 80 del 2005 e n. 263 del 2006.
Qui, sarà individuato l’attuale atteggiarsi del ricorso di intervento, si farà menzione della difficile portata dell’espressione “ titolo del credito” di cui all’art. 499 c.p.c. e si vedrà come la giurisprudenza, prevalentemente di legittimità, si è pronunciata in merito.
Saranno evidenziati i profili soggettivi ed oggettivi dell’intervento.
In particolare si distinguerà tra creditori titolati e non; si puntualizzerà sulla portata più tendenziale che reale del sistema della “porta chiusa”.Si distinguerà tra diritto al concorso e diritto all’accantonamento, e si affronteranno i dubbi interpretativi derivanti dall’attuale struttura della norma quadro, quale l’art. 499 c.p.c.. In particolare si ritornerà sul tema dell’accertamento anticipato del credito degli intervenuti non titolati, attraverso l’analisi dell’udienza di verifica di cui ai commi cinque e sei dell’art. 499 c.p.c.; si mediterà sulla ragionevolezza di tale scelta normativa, in particolare sul ruolo determinante, in tal sede, del debitore esecutato.Si rifletterà, inoltre, sulla rilevanza dell’accertamento, sulla base della non facile espressione di cui all’art. 499 c.p.c. che prevede che esso “rileva ai soli fini dell’esecuzione”.Si guarderà poi all’aspetto temporale dell'intervento.
Si tratterà poi dell’estensione del pignoramento.Il quarto capitolo sarà dedicato agli effetti processuali e sostanziali dell’intervento.Si farà poi menzione del problema della caducazione, nelle more della procedura, del titolo esecutivo del procedente in costanza di interventi titolati.Si metteranno a confronto giurisprudenza di merito e di legittimità.Nel quinto capito, infine, si tratterà della particolare situazione concernente l’intervento nell’espropriazione contro il terzo proprietario.
Infine si affronterà il tema dell’estinzione del processo esecutivo. Seguiranno, nel sesto capitolo, riflessioni personali.

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9 INTRODUZIONE La presente trattazione è volta all’analisi approfondita dell’istituto dell’intervento dei creditori nell’espropriazione forzata di cui agli artt. 498 e ss. c.p.c. Il fine è quello di offrire al lettore un quadro completo, per quanto possibile, di una disciplina normativa che, evolutasi nel tempo, presta ancora oggi il fianco a molte difficoltà soprattutto dal punto di vista interpretativo. Nella disamina degli istituti, punto costante di riferimento sono gli orientamenti di dottrina e giurisprudenza fondamentali per elaborare riflessioni personali che traspariranno nel corso della trattazione. Il lavoro è diviso in sei capitoli. Il primo capitolo è volto all’esame dei lineamenti essenziali dell’istituto: dalla nozione di intervento, all’individuazione degli aspetti strutturali dell’istituto; ponendo l’accento sulla natura dello stesso come domanda giudiziale accessoria ed evidenziando, sommariamente, le altre ipotesi di concorso dei creditori menzionate dal codice di rito ( riunione di pignoramenti, pignoramento cumulativo e pignoramento successivo). All’interno dello stesso capitolo sarà, inoltre, condotta un’analisi dei principi ispiratori dell’intervento, tanto di rango codicistico quanto di rango costituzionalistico. Sarà affrontato il tema del principio della par condicio creditorum di cui all’art. 2741 c.c., come parametro di riferimento di ogni procedura concorsuale ( a tal proposito sarà dedicato uno specifico, seppur breve, paragrafo all’attuazione del principio in ambito fallimentare); ne verranno evidenziate le peculiarità sia come principio in quanto tale, sia, soprattutto, come principio ispiratore dell’intervento.

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