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Effetti del gioco-sport sulla memoria nei giovani

La tesi svolta ha avuto come argomento lo studio degli effetti psicologici causati da un’attività fisica proposta in senso ludico presso un campo estivo a carattere ludico-sportivo durante l’estate 2012, in un campione di 29 bambini di età compresa tra i 7 e i 13 anni. L’indagine ha previsto la ripetizione di sequenze di parole somministrate prima e dopo un’attività fisica ben strutturata comprendente una seduta da 45 minuti di pallacanestro basato sul gioco-sport, e la compilazione di un breve questionario riguardante le abitudini sportive e gli stati emotivi prima del test e dell’attività.
L’obiettivo è stato quello di verificare quanto le capacità cognitive, in particolare la memoria a breve termine, possano essere influenzate da un’attività fisica strutturata tenendo in considerazione aspetti quali: attività fisica praticata, età, sesso, stato emotivo pre-test. I soggetti son stati sottoposti alla visione di tre elenchi di 20 parole ciascuno scritte una per pagina, somministrate prima dell’allenamento, subito dopo il termine dell’allenamento e a distanza di 12 minuti dal secondo elenco.
L’analisi dei dati attraverso il test di Friedman e il Rho di Spearman hanno permesso di stabilire comparazioni, discordanze e concordanze tra la memoria, l’ansia e l’attività fisica nel campione analizzato.
E’ emersa una prima differenza tra i due sessi, il sesso femminile ha una prestazione memonica migliore rispetto al sesso maschile se analizzate prima dell’allenamento; anche l’età ha permesso di stabilire che la fascia compresa tra i 10-13 anni ha una capacità di memoria migliore rispetto alla fascia 7-9 anni. La pratica di un’attività fisica durante tutto l’anno sembra non incidere in modo significativo sul compito di memoria iniziale.
E’ emerso inoltre che il genere è associato alla fiducia in sé stessi, risulta infatti che il sesso maschile è più fiducioso rispetto al sesso femminile nell’affrontare un allenamento sportivo con relativi test. L’ansia cognitiva sembra essere maggiormente presente nella fascia d’età più alta. La pratica di uno sport durante tutto l’anno incide notevolmente sullo stato d’ansia provato nei giovani, infatti chi non pratica alcuno sport è risultato più ansioso nell’affrontare l’intero lavoro. Analizzando i dati relativi alla performance di memoria risulta che la prestazione peggiora notevolmente subito dopo l’attività fisica, tuttavia migliora dopo una pausa di 12 minuti dal termine della seconda prova memonica.
Tali risultati hanno confermato la teoria di Cox (1991) il quale scoprì che l’esercizio fisico si oppone agli effetti nocivi dello stress sulla salute, e gli studi di Coles e Tomporowski (2008) i quali mostrano che gli incrementi nell’attivazione fisiologica (arousal) sono responsabili degli effetti dell’esercizio sulle memory performance, solo i giochi di squadra influenzano significativamente il richiamo immediato sia degli oggetti più recenti che di quelli meno recenti. Sulla base di quanto ottenuto si può affermare che la pratica di una corretta attività fisica, continuativa nel tempo, può influire positivamente sul controllo dell’ansia (cognitiva e somatica), mentre un breve programma di attività fisica sembra peggiorare la prestazione di memoria sui giovani.

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2 Introduzione Da sempre l’uomo ha avuto la necessità di muoversi, correre, sviluppare forza e resistenza per la sopravvivenza e la continuazione della specie. Da attività strettamente legata alla vita, il movimento si è poi trasformato in gioco, divertimento. Fin dal periodo dell’antica Grecia abbiamo le prime forme di sport e competizioni con le Olimpiadi di Atene. Il boom dello Sport avviene attorno al XX secolo, precisamente nel 1896, quando il barone francese Pierre De Coubertin ricreò l’evento delle Olimpiadi riprendendo lo spirito di quelle greche e modernizzandole. Da allora lo sport divenne uno stile di vita, soprattutto non riservato solo alle classi dirigenti e borghesi, ma popolare, accessibile a tutti; spaziando tra le competizioni più famose al mondo tuttora proposte quali: Olimpiadi, Tour de France, Corse automobilistiche, Roland Garros... Lo sport era simbolo di un’Italia in fase di progresso, modernità e innovazione dovuto al periodo della rivoluzione industriale. (Pivato, 1994) Con l’avvento dello sport gli studiosi appassionati svolsero ricerche e studi per approfondire tutti gli aspetti legati al mondo dell’attività fisica, passando dalla medicina, alla fisica, alla biomeccanica; ma soprattutto iniziarono a preoccuparsi di studiare gli effetti fisici e psicologici, e i benefici che si possono trarre da un’attività fisica sia a livello di fitness (quindi benessere psicosociale) che a livello agonistico. La nostra tesi ha avuto come argomento lo studio degli effetti psicologici causati da un’attività fisica proposta in senso ludico in un campo estivo a carattere ludico-sportivo durante l’estate 2012, in bambini con età compresa tra i 7 e i 13 anni. L’indagine ha previsto la ripetizione di sequenze di parole somministrati prima e dopo un’attività fisica ben strutturata che comprende una seduta da 45 minuti di pallacanestro basata sul gioco-sport, e la compilazione di un breve questionario riguardante le abitudini sportive e stati emotivi prima del test e dell’attività.

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Motorie

Autore: Martina Meloni Contatta »

Composta da 51 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2818 click dal 20/03/2013.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.