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Biomonitoraggio dell'inquinamento atmosferico tramite licheni epifiti come bioindicatori e bioaccumulatori nella provincia di Rovigo

Informazioni tesi

  Autore: Francesca Deperis
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1999-00
  Università: Università degli Studi di Trieste
  Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali
  Corso: Scienze Biologiche
  Relatore: Pier Luigi Nimis
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 117

Il presente lavoro ha come scopo principale l'analisi dello stato dell'aria nella parte occidentale della provincia di Rovigo (Veneto), utilizzando dati di biodiversità lichenica e di concentrazioni di metalli in talli lichenici.
I dati di biodiversità lichenica si riferiscono a comunità di licheni su tiglio, la cui ricchezza in specie e copertura sono fortemente correlate alla concentrazione di SO2 e altri gas fitotossici nell'atmosfera.
I dati sui metalli sono stati ottenuti tramite la raccolta e successiva determinazione delle concentrazioni degli elementi nei talli di un'unica specie lichenica; questa metodica si basa sull'elevata capacità di accumulo e sulla tolleranza dei licheni nei confronti di metalli in traccia.
Sia i dati di biodiversità lichenica che quelli riguardanti i metalli sono stati comparati con dati, ottenuti con le stesse tecniche, di precedenti studi nello stesso territorio (dati di biodiversità: 1989-1990 e 1995; metalli: 1995). Si è così ottenuta una valutazione dell'andamento temporale dello stato dell'alterazione ambientale.
I principali risultati si possono sintetizzare come segue:
a) l'area di studio presenta una vegetazione lichenica fortemente impoverita ed omogenea. I risultati, tuttavia, suggeriscono un miglioramento della qualità dell'aria nell'ultimo decennio, ed in particolare negli ultimi cinque anni. In tutta l'area di studio è evidente un processo di ricolonizzazione in atto da parte dei licheni, conseguente alla diminuzione delle emissioni di anidride solforosa.
b) le analisi dei metalli non rivelano alcun caso di alterazione ambientale particolarmente grave. Sia nel 1995 sia nel 1999 è evidente una tendenza verso concentrazioni più elevate nella parte più occidentale dell'area di studio. Per la maggior parte dei metalli, si riscontra una tendenza all'aumento delle concentrazioni dal 1995 al 1999. I casi degni di maggior interesse sono quelli del cromo (scarse variazioni temporali ma livelli di alterazione elevati), e del vanadio (aumento generalizzato delle concentrazioni e livelli di alterazione medio-alti). Particolarmente evidente è la capacità del vanadio di fungere da tracciante per le emissioni di grandi centrali termoelettriche, quali quelle presenti ai margini dell'area di studio.

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4 RIASSUNTO Il presente lavoro ha come scopo principale l’analisi dello stato dell’aria nella parte occidentale della provincia di Rovigo, utilizzando dati di biodiversità lichenica e di concentrazioni di metalli in talli lichenici. Il campionamento è stato portato a termine nel luglio del 1999, in seguito ad una convenzione fra l’Università degli Studi di Trieste e l’Agenzia Regionale per la Prevenzione e la Protezione Ambientale del Veneto. I dati di biodiversità lichenica si riferiscono a comunità di licheni su tiglio, la cui ricchezza in specie e copertura sono fortemente correlate alla concentrazione di SO2 e altri gas fitotossici nell’atmosfera. Sono state campionate 15 stazioni; i dati sono stati sottoposti ad analisi multivariata, per permettere la definizione della vegetazione nell’area di studio e sono stati successivamente cartografati per mezzo di metodiche computerizzate. E’ stata usata una scala standard, valida per tutto il territorio nazionale per valutare il grado di alterazione ambientale. I dati sui metalli sono stati ottenuti tramite la raccolta e successiva determinazione delle concentrazioni degli elementi nei talli di un’unica specie lichenica; questa metodica si basa sull’elevata capacità di accumulo e sulla tolleranza dei licheni nei confronti di metalli in traccia. Sono state campionate 9 stazioni e sono state effettuate analisi spettrofotometriche dei seguenti metalli: arsenico, cadmio, cromo, ferro, manganese, mercurio, nichel, piombo, rame, selenio, vanadio e zinco. I dati sono stati sottoposti ad analisi multivariata e successivamente cartografati, per individuare i pattern di deposizione comuni e dei singoli elementi. Come per i dati di biodiversità, sono state usate scale di comparazione standard, ricavate dai dati di decine di studi simili eseguiti su tutto il territorio nazionale, per una più efficace valutazione della misura dell’alterazione ambientale dell’area di studio. Infine, sia i dati di biodiversità lichenica che quelli riguardanti i metalli sono stati comparati con dati, ottenuti con le stesse tecniche, di precedenti studi nello stesso territorio (dati di biodiversità: 1989-1990 e 1995; metalli: 1995). Si è così ottenuta una valutazione dell’andamento temporale dello stato dell’alterazione ambientale.

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Parole chiave

bioaccumulatori
bioindicatori
biomonitoraggio
gas di combustione
inquinamento
licheni
metalli pesanti
ecologia
inquinamento atmosferico

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