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Oltre i Confini di Bollywood: middle cinema, diaspora e i rapporti con l'Italia

“Bollywood”: ormai tutto il mondo ha familiarità con questo termine che si riferisce all’enorme produzione cinematografica localizzata a Bombay -oggi Mumbai-, ma che ha, da qualche anno, una diffusione davvero internazionale. La “fabbrica dei sogni” indiana, però, può essere vista come un grande albero, le cui principali diramazioni sono il middle cinema e il SADC (South Asian Diasporic Cinema o cinema della diaspora indiana), analizzati in questa tesi. Bollywood è molto di più di un rutilante mondo di colori, danze e musica: è un cinema in continua evoluzione che ha ormai conquistato il pubblico mondiale e che sta approdando anche in Italia. È arrivato il momento di scoprirlo…

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7 PREMESSA «Not surprisingly, it was in the era of globalization that Bollywood cinema entered the Cinema Studies discourses. (…) Until the 1980s, critical work on Indian cinema was limited to iconic figures such as Dadasaheb Phalke, Satyajit Ray, Shyam Benegal and a few others. (…) It would be only in the late 1980s that Indian commercial cinema came to be counted as “valid” cultural product» (R. Bhattacharya Mehta, R. V. Pandharipande, Bollywood and Globalization - Indian Popular Cinema, Nation, and Diaspora, 2010) “Bollywood”: ormai tutto il mondo ha familiarità con questo termine che si riferisce all’enorme produzione cinematografica localizzata a Bombay, ma che ha, da qualche anno, una diffusione davvero internazionale. Per questo motivo, «Bollywood è qualcosa di più del cinema hindi commerciale rivolto ai soli indiani. Milioni di persone, oltre all’India e al resto dell’Asia meridionale, partecipano a (…) questo cinema». 1 Solitamente, però, gli “esperti” di cinema tendono a definire Bollywood solo in contrapposizione al cinema cosiddetto “d’autore”, quindi non in modo lusinghiero. Come sottolinea Edward Johnson, citato in Bollywood: sociology goes to the movies: «Il cinema indiano in Occidente ha una reputazione fondata più sul mito che sulla realtà. Registi “d’arte” come Satyajit Ray vengono osannati, mentre la maggioranza del cinema, quello commerciale, non riceve elogi, anzi è messo alla berlina da persone che spesso poi confessano di non aver mai visto alcuno dei film in questione». 2 A dir la verità, questa reputazione negativa del cinema hindi è stata alimentata dallo stesso governo indiano (come vedremo nel primo capitolo) che, però, ne ha sempre sfruttato l’appeal commerciale tassandolo pesantemente, ma persiste tuttora anche perché non è raro che persino gli studiosi di cinema includano nel termine “Bollywood” -già di per sé piuttosto omnicomprensivo per via delle 1 R. Kumar Dudrah, Bollywood: sociology goes to the movies, Sage Publications India Pvt Ltd, New Delhi, 2006, p. 31. 2 Ibid., p. 32.

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Interfacoltà Economia - Lettere e Filosofia

Autore: Luciana Smaldore Contatta »

Composta da 174 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1150 click dal 26/03/2013.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.