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L' Autenticità nel Turismo

Molti Sociologi sostengono che: “Il benessere turistico non può garantire che quel posto è veramente il Paradiso, perciò chi cerca l’autenticità ontologica corrono il rischio di essere turisti permanentemente frustrati o convertiti che lasciano definitivamente la casa e la città da cui vengono per stabilirsi nell’area di ricezione”. (La trovano ma perdono il ruolo di turisti).
L’immagine con cui i sociologi rielaborano le classiche teorie, per fare notare alcuni temi-quadro della sociologia del turismo, attraverso ricerche di mercato e sondaggi d’opinione si evidenzia che non tutti i turisti ricercano l’autenticità. Molti sono evasivi e ricreativi, non mostrano quella riflessività o quella predisposizione alla sperimentazione d’incontri orientati verso la “back region”, verso il superamento dell’ospitalità commercializzata.
Uno dei più importanti risultati del dibattito fatto da Dean MacCannell è che: “L’autenticità costruttiva che si è molto diffusa”. Essa si riferisce alle proiezioni di molteplici attori che agiscono da “interpreti” impegnati a presentare e ri-presentare con varie versioni l’autenticità riguardante il medesimo oggetto.
Si tratta di un’autenticità simbolica e non oggettiva, nel senso che una comunità locale non è autentica perché immobile nel tempo e chiusa agli “stranieri”; ma il turismo garantisce un’area libera, una fuga fisica e mentale dalla complessità pressante della società tecnologica per assicurare uno spazio di cura e nutrimento dell’identità umana più profonda.
Il turista è alla ricerca di luoghi ed esperienze “autentiche”, proprio perché percepisce la propria quotidianità come falsata nei ritmi e nei valori dalla produttività incalzante e dalle logiche perverse della modernità.
La missione del turista è quella del superamento di “confini” geografici, psicologici e sociali, il che consente di passare da un’assoluta esternalità ad una familiarità con la cultura ospitante che genera nuovi schemi di pensiero ed azione.
A far sognare, oggi, è quel mondo perduto che viene idealizzato. Tutto ciò che non esiste, o non esiste più, costituisce l’oggetto di una ricerca di tipo idealistico e utopica. Si spiegherebbe cosi il ritorno di concetti pre-moderni, con la nozione di TRIBU.
“Marketing Tribale” deriva dal termine Tribù, è una strategia di marketing volta a creare comunità intorno ad un prodotto o ad un servizio. Dando un contrasto fra tradizione e modernità.
L’innovazione della tecnologia porta a modificare l’ambiente, le scene e le strutture nei setting turistici, per dare a loro esperienze di trasformazione e sensazioni nuove (Fare sognare le persone con gli occhi aperti in una realtà non autentica).
Postmodernità = Sinergia dell’arcaismo e dello sviluppo tecnologico.
Con il passaggio della società industriale ad un segmento storico successivo che si può dichiarare come “postindustriale”, è la moderna concezione del tempo libero sfruttata in uno stato dalla formazione moderna ed industriale.
Tratta dalla canzone di J.Blamchard:
“ …. Otto ore per lavorare, otto ore per riposare, otto ore per vivere e sognare….”.

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- 5 - CAPITOLO I 1. La definizione d’autenticità 1.1 Il Turista La domanda che ci poniamo è questa. Da dove viene il turista? Dipende! Se intendiamo qual è il suo luogo di provenienza rispetto alla meta o qual è la sua storia. Ci domandiamo da chi discende quest’individuo che, da solo o in gruppo, visita luoghi diversi da quelli in cui abita per poi tornarsene a casa. Si possono riassumere differenti prospettive, per cui il turista può essere: “…Chi soggiorna lontano di casa in cerca di novità, sensazioni ed esperienze nuove...” “…Chi ha scopo di svago e libero da impegni di lavoro, viaggia ricercando un cambiamento…” Nella prima versione si enfatizza lo scopo di viaggio, nella seconda il tempo libero. Perché l’individuo lascia la propria casa, inteso come territorio geografico ma anche come routine, situazione di riferimento sociale e culturale, per avventurarsi in luoghi spesso lontani? Abbiamo visto che le persone procedono con una logica confermativa delle proprie aspettative; alcuni studi in ambito turistico hanno addirittura mostrato che l’impatto con una cultura estranea può provocare forme di shock culturali 1 : la perdita di ogni elemento famigliare della quotidianità, dalla realtà di ogni giorno può portare a sentimenti di forte stress e ansia . Perché allora scegliere questa condizione di lontananza, investendo tempo e denaro? Il turismo garantisce un’area libera, una fuga fisica e mentale dalla complessità pressante della società tecnologica, per assicurare uno spazio di cura e nutrimento dell’identità umana più profonda. Il turista, allora, viaggerebbe alla ricerca di luoghi ed esperienze “autentiche”. Il viaggiatore sarebbe alla ricerca di luoghi incontaminati che si sono mantenuti nella loro originaria purezza culturale e sociale 2 da “vedere” 3 . Il termine “turista” indica un 1 Oberg,1960 2 Mc Cannel, 1976; Iso-Ahola, 1982; Cohen, 1988 3 Urry, 1990

Laurea liv.I

Facoltà: Facoltà di Economia Rimini

Autore: Marlen Kazani Contatta »

Composta da 49 pagine.

 

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