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Patto civile e passioni nel Leviathan di Thomas Hobbes. Il caso del timore

Sul frontespizio del Leviathan, si trova posta come epigrafe, una citazione biblica: «Non est potestas super terram quae comparetur ei», che indica nella "potenza" la caratteristica essenziale dello Stato.
Ho avuto modo di mostrare come questo abbia un peso considerevole nella lettura della passione del "timore" fornita da Hobbes.
Nei due contesti dello stato di natura e dello stato civile, la paura, pur presentandosi in contesti molto differenti, risulta sempre essere una passione che sollecita l'uso della ragione e porta l'uomo ad ordinare, in un certo senso, i propri impulsi e le proprie pulsioni.
Nel contesto del determinismo meccanicistico hobbesiano, che nega il libero arbitrio, la paura funziona come un principio che sottrae l'uomo alla propria assoluta individualità e lo "costringe" a limitarsi e relazionarsi agli altri individui.
Con l'istituzione invece di un potere coercitivo la paura diventa l'unico rimedio che permette il mantenimento dello Stato e fa sì che gli uomini mantengano la parola data per paura delle conseguenze che posso derivare dalla punizione.
Se la naturale eguaglianza di forze che si trova nello stato di natura è l'origine della guerra di tutti contro tutti, la disuguaglianza in termini di potenza e di forza che viene introdotta con la costituzione dello Stato porta alla sottomissione ed alla autolimitazione degli individui in ragione della paura che lo Stato, il dio mortale, incute.
Il Leviatano con la sua potenza e superiorità, sottomette con timore gli uomini alla sua volontà, garantendo la pace e la loro sopravvivenza.
Nella prospettiva teorica hobbesiana, il timore permette di mantenere stabile lo Stato, spinge l'uomo a rispettare i patti stipulati tra gli uomini per paura della punizione e infine diviene un deterrente fondamentale per la pace e la loro difesa comune.

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3 INTRODUZIONE Il Leviathan è un'opera di grande respiro e vigore, di vasta concezione e ricca di riferimenti ed esperienze storiche. Gli elementi che hanno condizionato e stimolato il pensiero filosofico di Hobbes sono sia di carattere culturale, come la sua formazione umanistica e la rivoluzione scientifica del Seicento, sia di carattere politico, come alcune vicende inglesi molto rilevanti (dalla monarchia degli Stuart alla guerra civile culminata con l'esecuzione di Carlo I nel 1649, dalla parabola politica di Oliver Cromwell alla restaurazione di Carlo II nel 1660). Il filosofo inglese, sostenitore del materialismo meccanicistico e schierato in ambito scientifico dalla parte di Galileo, si interessa anche di temi di filosofia morale e politica a tal punto da costruire un sistema, che concepisce in base alle grandi tematiche del corpo, dell'uomo e del cittadino, pubblicando in tre momenti diversi le tre sezioni degli Elementi di filosofia: il De Corpore (1655), il De Homine (1658) e il De Cive (1642). Il Leviathan pubblicato nel 1651 (versione inglese) è fuori da questo disegno sistematico, ma sarà comunque l'opera più conosciuta del filosofo inglese, che già da molti anni prima aveva delineato alcune delle sue idee in uno scritto intitolato The Elements of Law Natural and Politic (1640), successivamente sviluppate nel Leviathan1. Inoltre François Tricaud, autore di una traduzione francese dell'opera, ha avanzato l'ipotesi che lo scritto hobbesiano fosse 1 Th. Hobbes, Leviathan, cit., p. XIII- IX.

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Valentina Rosiello Contatta »

Composta da 79 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.