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Mercati elettrici scandinavi. Borsa dell'energia ed interscambio fra i Paesi nordici

L’idea di scrivere una tesi su quest’argomento nasce dal fatto che oggi i sistemi di mercato relativi ad ogni settore economico stanno subendo un profondo e radicale cambiamento. Si assiste, infatti, ad un inesorabile processo di liberalizzazione che, partito quasi venti anni fa, in Gran Bretagna ha interessato progressivamente tutta l’Europa: il settore dell’elettricità non si è sottratto a tale ineluttabile mutamento. I Paesi Scandinavi, Norvegia, Svezia, Finlandia, hanno intrapreso, seguendo con un leggero ritardo la Gran Bretagna, identica manifestazione di interesse alla liberalizzazione del settore dell’energia elettrica. Il primo paese scandinavo ad aprire il proprio mercato elettrico è stato la Norvegia con il dispositivo legislativo del Norwegian Act del 1991. A differenza del caso inglese, quello scandinavo presenta l’ulteriore interesse di aver portato all’integrazione di più mercati prima separati e di aver sviluppato rapidamente una serie di strumenti anche finanziari per dare maggiore liquidità al mercato. I produttori, i consumatori, e l’intera collettività, iniziarono a trarre giovamento per le incipienti economie esterne che la liberalizzazione del settore generava. Durante questi anni l’esperienza inglese prima e quella scandinava poi hanno dimostrato che la completa liberalizzazione del mercato elettrico non ha significato la completa e selvaggia deregolamentazione del settore, ma invece è stata caratterizzata da un processo di semplificazione e snellimento senza però che il legislatore fosse distratto dalla considerazione che si trattasse comunque di un settore strategico. Le intenzioni di questo lavoro si basano sul fatto che il mercato elettrico scandinavo ha raggiunto un grado di maturità in questo decennio misurabile dai benefici che hanno interessato il sistema economico e sociale dei paesi nordici.

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3 Introduzione L’idea di scrivere una tesi su quest’argomento nasce dal fatto che oggi i sistemi di mercato relativi ad ogni settore economico stanno subendo un profondo e radicale cambiamento. Si assiste, infatti, ad un inesorabile processo di liberalizzazione che, partito quasi venti anni fa, in Gran Bretagna ha interessato progressivamente tutta l’Europa: il settore dell’elettricità non si è sottratto a tale ineluttabile mutamento. I Paesi Scandinavi, Norvegia, Svezia, Finlandia, hanno intrapreso, seguendo con un leggero ritardo la Gran Bretagna, identica manifestazione di interesse alla liberalizzazione del settore dell’energia elettrica. Il primo paese scandinavo ad aprire il proprio mercato elettrico è stato la Norvegia con il dispositivo legislativo del Norwegian Act del 1991. A differenza del caso inglese, quello scandinavo presenta l’ulteriore interesse di aver portato all’integrazione di più mercati prima separati e di aver sviluppato rapidamente una serie di strumenti anche finanziari per dare maggiore liquidità al mercato. I produttori, i consumatori, e l’intera collettività, iniziarono a trarre giovamento per le incipienti economie esterne che la liberalizzazione del settore generava. Durante questi anni l’esperienza inglese prima e quella scandinava poi hanno dimostrato che la completa liberalizzazione del mercato elettrico non ha significato la completa e selvaggia deregolamentazione del settore, ma invece è stata caratterizzata da un processo di semplificazione e snellimento senza però che il legislatore fosse distratto dalla considerazione che si trattasse comunque di un settore strategico. Le intenzioni di questo lavoro si basano sul fatto che il mercato elettrico scandinavo ha raggiunto un grado di maturità in questo decennio misurabile dai benefici che hanno interessato il sistema economico e sociale dei paesi nordici.

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Salvatore Lima Contatta »

Composta da 142 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1438 click dal 20/03/2004.

 

Consultata integralmente 4 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.