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Le imprese di servizi ad alto contenuto di conoscenza: tra Personalizzazione e standardizzazione

La presente tesi è il frutto di una ricerca nel campo del Terziario Avanzato, con particolare attenzione alle imprese ad alto contenuto di conoscenza.
Attualmente il settore dei servizi innovativi e tecnologici è diventato un vero e proprio motore economico, sotto forma di imprese, valore aggiunto e occupazione. La crescita di questo settore è determinata da due fattori fondamentali: se da una parte è la conseguenza di una maggior attenzione verso a più elevati standard di qualità, efficienza ed efficacia, dall’altro lo sviluppo del Terziario Avanzato è la conseguenza di un aumento delle risorse umane qualificate e professionali e delle nuove forme di comunicazione.
I capitoli della tesi illustrano in un modo contenuto il mondo delle imprese ad alto contenuto di conoscenza, chiamate anche come KIBS (dal inglese Knowledge Intensive Business Services), iniziando con la descrizione e la nascita del terziario avanzato, il settore dei KIBS, con un riferimento particolare alle KIBS di design e ICT. Il primo capitolo parte con la descrizione storica del terziario, ove vengono illustrati i primi passi verso il lungo camino di questo settore e il modo in cui ha cambiato aspetto durante tutti questi anni. Il motore che ha contribuito alla crescita di questo settore è l’innovazione, sopratutto nei servizi IT (tecnologie dell’informazione). Il contributo fondamentale delle IT presenta il fatto che cambiano la struttura dei costi e la qualità dei servizi. Un altro fattore importante per il processo di innovazione nei servizi è la dimensione dell’interattività della relazione delle imprese con i loro clienti. Segue poi, un quadro generale sul mondo dei servizi ad alto contenuto di conoscenza in Europa, ove viene rappresentato l’andamento del settore nei ultimi anni, e in Italia. Nel nostro paese il settore dei servizi ad alto contenuto di conoscenza è molto importante, e un settore basato sulla tecnologia, professionalità e sulla capacità di creare innovazione, un settore che registra 2,5 milioni di addetti con un fatturato di oltre 300 miliardi di euro al anno. Anche davanti alla crisi tale settore è riuscito a fare fronte in un modo migliore in confronto ad altri settori (manifatturiero e l’agricoltura).
Il secondo capitolo descrive le KNOWLEDGE INTENSIVE BUSINESS SERVICES in maniera più approfondita. Partendo dalla definizione di queste imprese chiamati come dei creatori delle idee e servizi per altre aziende clienti, alla loro classificazione e al ruolo che assumono al interno della economia. Il capitolo esporre con attenzione il ruolo della interazione con le aziende clienti dei KIBS, e come risultato di questo scambio si ha un processo di creazione e accumulazione di conoscenze. Proprio dalla natura di queste interazioni dipende la qualità del servizio erogato, e non solo anche il processo di innovazione, in queste aziende ad alto contenuto di conoscenza, è strettamente correlato. Come supporto al processo di innovazione le imprese KIBS assumono diversi ruoli, così come:
1)FACILITATOR, 2)CARRIER, e 3)SOURCE. Il primo ruolo si distingue nel fatto che il KIBS aiuta l’impresa cliente ad assorbire delle conoscenze provenienti dal esterno, il secondo ruolo si verifica quando il KIBS difende il trasferimento di conoscenze intersettoriale o interaziendale e il terzo ruolo si ha quando promuove e sviluppa le innovazione al interno delle aziende clienti. Un particolare ruolo nei processi di innovazione dei KIBS viene applicato anche alla prossimità spaziale che permette sopratutto di incontrare la domanda con l’offerta nel settore dei KNOWLEDGE INTENSIVE BUSINESS SERVICES.

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5 CAPITOLO 1 IL SETTORE DEI SERVIZI 1.1. Il mondo dei servizi. Alcuni riferimenti storici. La teoria classica economica considera i servizi alla stregua di attività improduttive, contrapposte alle attività di produzione di beni in cui la creazione di ricchezza ha luogo e viene materializzata nell’ottenimento di un bene destinato allo scambio 1 , così come le teorie fisiocratiche dei Tableau Economiques di Quesnay 2 (1758), che considerano l’agricoltura come l’unica fonte di ricchezza, e ad aggiungere la produzione dei beni materiali è Adam Smith con The Wealth of Nations 3 nel 1776. Poi, nelle epoche successive i servizi vengono gradualmente riconosciuti come fonti di utilità economica al pari dei processi di produzione di beni: in tal modo la teoria della produzione e gli studi di economia allargano il proprio orizzonte descrittivo anche ai servizi 4 . Questi sono i primi passi dell’evoluzione del terziario, che pero si ha affiancato al settore primario e secondario solo a partire degli anni trenta del novecento. Negli studi di Ficher (1939) e Clark (1940) si rispecchia il termine terziario, inteso come la separazione delle statistiche dei numerosi servizi prodotti ed erogati nelle economie di mercato dalle classiche attività agricole e industriali. Si tratta di attività atipici secondo i consueti canoni teorici e in cui la mancanza di un output di tipo materiale comporta delle difficoltà nell’attribuire un «valore-costo». Quindi l’origine del terziario è del tutto residuale, che rappresenta un aggregato statistico con diversità nel suo interno, dal punto di vista dell’impiego di capitale, 1 Marco Paiola 2 François Quesnay- medico, economista e naturalista francese, alla guida del movimento fisiocratico. La Tableau Øconomique costituisce il primo tentativo di schematizzare il funzionamento di un sistema economico 3 Adam Smith- filosofo e economista scozzese. Il libro”The Wealth od Nations” elaborato nel 1776, e diventato il riferimento per tutti gli economisti classici del XVIII e XIX secolo. 4 A. Marshall: Principles of Economics, 1890

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Cristina Cortac Contatta »

Composta da 67 pagine.

 

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