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Analisi dell'efficienza del mercato: il caso Ubi Banca

Il tema dell’efficienza dei mercati finanziari, della sua concreta realizzabilità e dei suoi potenziali effetti sul sistema economico-finanziario si pone da decenni al centro del dibattito scientifico, interessando accademici, istituzioni e investitori.
In particolare, gli operatori si interrogano sull’efficienza informativa del mercato, ovvero sulla capacità dei prezzi degli strumenti finanziari di riflettere tempestivamente e correttamente tutte le informazioni disponibili. Si indaga, in tal senso, per capire quali condizioni il mercato dovrebbe soddisfare per garantirne il corretto funzionamento, se i prezzi espressi dalle quotazioni dei titoli azionari siano effettivamente rappresentativi del reale valore dell’azienda emittente, o ancora se sia possibile adottare strategie di investimento tali da conseguire degli extra-profitti, sfruttando eventuali elementi di imperfezione o inefficienza del mercato finanziario.
Dal punto di vista pratico, la naturale ed ineliminabile asimmetria che caratterizza la distribuzione delle informazioni rende molto probabile l’incapacità del mercato di raggiungere una condizione ottimale, ma non è esclusa la possibilità di riscontrare un grado di efficienza di intensità minore, con particolare riferimento al set informativo considerato.
L’obiettivo dell’elaborato è testare l’efficienza informativa semi-forte del mercato, ossia la capacità dei prezzi di riflettere tutta l'informazione contenuta nelle serie storiche di dati e qualunque altra informazione di dominio pubblico. Se il mercato è efficiente, gli effetti di una news si riflettono immediatamente sui prezzi delle azioni, perciò è interessante analizzare le loro variazioni in una finestra temporale ridotta a cavallo dell’evento. A tal fine, lo strumento utilizzato è la metodologia event study, largamente usato anche in altri campi, che permette di misurare l’impatto di uno specifico evento sul/i titolo/i in esame e analizzare la reazione del mercato rilevando eventuali anomalie di rendimenti e volumi significative.
In particolare, nel primo capitolo viene esposta la teoria di efficienza dei mercati finanziari, di cui Fama è il fondatore, con una breve rassegna dei maggiori contributi e delle risultanze delle verifiche empiriche condotte negli ultimi decenni. Nel secondo capitolo viene ampliamente approfondita la metodologia event study, con la descrizione delle relative fasi di applicazione. Nel terzo capitolo viene proposta una verifica empirica condotta sul titolo azionario Ubi Banca, sul quale si misura l’effetto prodotto dall’annuncio al mercato di un aumento di capitale sociale tramite l’emissione di nuove azioni, verificando la velocità di aggiustamento del prezzo all’informazione e osservando la distribuzione di rendimenti e volumi anomali significativi per capire la reazione degli operatori e rintracciare eventuali segni di anticipazione del mercato.

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3 CAPITOLO 1 LA TEORIA DI EFFICIENZA DEI MERCATI FINANZIARI 1.1 Mercati finanziari efficienti Il tema dell’efficienza dei mercati finanziari, della sua concreta realizzabilità e dei suoi potenziali effetti sul sistema economico-finanziario si pone da anni al centro del dibattito scientifico, interessando accademici, istituzioni e investitori. I mercati finanziari sono efficienti? I prezzi espressi dalle quotazioni dei titoli azionari sono effettivamente rappresentativi del reale valore dell’azienda emittente? Quali condizioni dovrebbe soddisfare il mercato per garantirne il corretto funzionamento? E’ possibile adottare delle trading rules per conseguire degli extra-profitti? Sono solo alcuni degli interrogativi ai quali si cerca di rispondere. Nonostante il susseguirsi di elaborazioni teoriche e verifiche empiriche nel secolo scorso, ad oggi resta ancora complicato dare risposte uniformemente accettate e condivisibili. Un esempio significativo è dato dalla contrapposizione di diversi pensieri circa la valutazione delle dinamiche di formazione dei prezzi, tra chi appoggia pienamente la teoria dell’efficienza e chi tenta di smentirla attraverso l’analisi tecnica. Al fine di valutare il funzionamento di un mercato si è soliti misurarne il grado di perfezione e di efficienza. Un mercato è considerato perfetto quando tutti gli operatori dispongono di una assoluta omogeneità di informazioni. Ciò significa che tutti gli investitori devono avere le medesime informazioni sugli strumenti finanziari oggetto di scambio. Nella realtà è impossibile che si verifichi tale condizione. Infatti, le informazioni non sono distribuite in modo effettivamente uniforme: non tutti possono essere interessati a sostenere i costi per procurarsi l’intero set di informazioni ottenibili, e non tutti sono nella condizione di avere accesso alla totalità di informazioni. Sussiste, perciò, una situazione di asimmetria informativa, ossia le informazioni non sono uniformemente distribuite tra gli operatori del mercato, con l’effetto che qualcuno di essi gode di vantaggi rispetto agli altri. Il mancato riscontro nella realtà della caratteristica di perfezione porta a valutare un mercato sulla base del concetto di efficienza.

Laurea liv.I

Facoltà: Economia

Autore: Tania Quarchioni Contatta »

Composta da 50 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 440 click dal 04/07/2013.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.