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Il senso del limite. Analisi della poesia di Cesare Viviani da ''Silenzio dell'universo'' a ''Credere all'invisibile''

Questo studio si occupa dell'ultima fase produttiva del poeta senese Cesare Viviani, quella che comprende i quattro libri pubblicati nell'arco di tempo 2000-2010, la cosiddetta fase di poesia-pensiero: Silenzio dell'universo, Passanti, La forma della vita, Credere all'invisibile. In più viene preso in esame, come appendice di lettura, l'ultimissima raccolta, Infinita fine, recentemente pubblicata dall'autore. lo studio analizza anche il lavoro pregresso dell'autore, in particolare la raccolta d'esordio L'ostrabismo cara, e le principali fonti dell'autore senese. Si delinea così un percorso nella poesia italiana del Novecento, che mette in risalto il talento e l'originalità di Viviani.

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6 Premessa Occuparsi di un poeta contemporaneo e per di più vivente è un’operazione decisamente affascinante; certo esiste una scarsa bibliografia da prendere in riferimento, ma almeno è possibile interloquire direttamente con l’autore. La componente umana acquisisce quindi un valore fondamentale, il dialogo con l’autore arricchisce lo studioso e presenta al proprio lavoro una luce completamente diversa da quella classica dello studio prettamente bibliotecario. È pur vero che nel caso di Cesare Viviani – è lui l’autore in questione – c’è da fare i conti con una ricca produzione in chiave di auto commento, ma se a questa aggiungiamo anche la voce viva del poeta l’operazione risulterà particolarmente intrigante; ne scaturisce infatti un dialogo a doppio senso che si integra in maniera ancora più soddisfacente come, spero vivamente, questo lavoro tende a dimostrare. Cesare Viviani è poeta senese ma ormai convinto milanese d’adozione («Alla fine l’unico merito che ho avuto/ è quello di aver vissuto/ molti anni a Milano») 1 ed è anche uno degli autori più prolifici del panorama italiano: ben dodici raccolte poetiche, una romanzo epistolare, quattro saggi critici sulla poesia del Novecento e due saggi di psicanalisi. Viviani è infatti psicanalista junghiano e il rapporto tra questa sua attività e la poesia risulta decisivo per la comprensione della poetica; in questo lavoro verrà presa in analisi l’ultima parte della sua produzione, quella compresa nell’arco di tempo che va dal Duemila ai giorni nostri, da Silenzio dell’universo a Credere all’invisibile con un’appendice di lettura dedicata all’ultimissima raccolta Infinita fine. Questo periodo è stato definito da Enrico Testa come la fase di “poesia-pensiero” dell’autore, fase in cui il poeta recupera una piena autonomia formale, in cui la grammatica si ricompatta definitivamente e la poetica rimugina e riflette su se stessa dando risultati alterni e decisamente originali; una poesia mistica, salmodiale fatta di ritmi veloci e scanditi dal verso breve e una poesia prosastica, quasi romanzo in versi, che si snoda intorno al verso lungo, spesso doppio, e legato all’ipometria e all’ipermetria. Il tema dominante è poi sempre quello degli inizi: l’incomprensibilità della realtà. Viviani dedica una vita (poetica) intera all’analisi della realtà e della sua imperscrutabilità. Dagli inizi sperimentali dominati da una parola frantumata dal lapsus freudiano, ma meglio sarebbe dire dal “trauma lacaniano”, ai lenti e progressivi recuperi della forma fino all’approdo della poesia-pensiero. Questo lavoro intende analizzare come si arriva agli esiti delle ultime cinque raccolte prendendo in 1 Cesare Viviani, Infinita fine, Einaudi, Torino 2012, p. 62.

Tesi di Dottorato

Dipartimento: Italianistica

Autore: Federico Romagnoli Contatta »

Composta da 153 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2442 click dal 10/04/2013.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.