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La pliometria nella ginnastica ritmica

L'elaborato vuole portare in risalto l'importanza degli esercizi pliometrici per migliorare l'elevazione dei salti.
Osservando un gruppo di ginnaste praticanti ginnastica artistica con età compresa tra i 14 e i 22 anni ho notato che i salti ginnici, nonostante la grande mobilità articolare, non risultavano salti con buona altezza. In accordo con la loro allenatrice ho inserito durante l'allenamento due esercizi di tipo pliometrico con l'obbiettivo di aumentare
l'elevazione. Per verificare la loro capacità iniziale e finale ho utilizzato uno strumento con un sistema di rilevamento ottico: opto jump, in grado di percepire e calcolare attraverso un sistema di trasmissione di impulsi l'altezza del salto effettuato. I test sono stati eseguiti in palestra dopo il riscaldamento.

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3 PREMESSA L'argomento che vuole portare in risalto l'elaborato è l'importanza dello sviluppo della forza esplosiva nei salti di elevazione. Questo tipo di forza può essere esaltata con un lavoro di tipo pliometrico. In uno sport come la ginnastica ritmica dove il codice dei punteggi richiede l'esecuzione del salto con una buona altezza cioè un'elevazione sufficiente a realizzare il salto con forma ben definita e fissata, la forza esplosiva risulta aver un grande rilievo sulla riuscita del salto. Per allenare questo tipo di forza potrebbe risultare efficace inserire nella seduta di allenamento alcuni esercizi specifici. Osservando l'allenamento di un gruppo di ginnaste dai 14 ai 22 anni che si allenano tre volte alla settimana e partecipano a gare della ginnastica per tutti (Gpt) nel settore della ginnastica ritmica, ho riscontrato che non erano previsti esercizi specifici all'incremento dell'elevazione. In accordo con la loro allenatrice ho quindi proposto una serie di esercizi pliometrici con l'obbiettivo di migliorare la forza esplosiva dei salti ginnici. Non è stato proposto lo stesso allenamento alle bambine più piccole in quanto gli esercizi pliometrici richiedono un carico elevato a livello delle articolazioni e le ossa in fase di accrescimento potrebbero risentirne. Inoltre la ginnastica ritmica necessita di un alto grado di mobilità articolare, di tipo speciale intendendo una mobilità articolare specifica per questo sport; e per non danneggiare questa capacità l'introduzione degli esercizi pliometrici è stata proposta in una sola seduta settimanale. Si è sentito parlare per la prima volta di pliometria nel 1966 da Zatsiorski, per giustificare i suoi esercizi che usavano il riflesso da stiramento; è solo grazie a Carmelo Bosco che la pliometria arriva in Italia negli anni '80 proponendo un sistema innovativo e semplice per misurare l'elevazione. Sin dall'inizio la pliometria viene proposta nelle sedute di allenamento delle discipline dell'atletica leggera (quali il salto in lungo, salto triplo), poi introdotto nella pallavolo, nel basket, nella ginnastica artistica, cioè in tutte quelle discipline dove il tempo di contatto al suolo deve essere minimo e il tempo di volo massimo.

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Motorie

Autore: Miriam Pilloni Contatta »

Composta da 35 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 3430 click dal 08/04/2013.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.