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Il problema dell’intelligenza collettiva in Pierre Lévy. Una prospettiva di comunicazione pubblica.

Informazioni tesi

  Autore: Graziana Canessa
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2004-05
  Università: Università degli Studi di Pisa
  Facoltà: Lettere
  Corso: Comunicazione Pubblica, sociale e d'impresa
  Relatore: Adriano Fabris
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 56

Attraverso una rivisitazione della teoria di Pierre Lévy, viene formulata una proposta per il futuro della comunicazione pubblica-istituzionale.
Il presente lavoro è suddiviso in tre capitoli che affrontano, ciascuno, tematiche che mi sono parse particolarmente rilevanti per esporre in modo efficace il pensiero dell’autore.
Il primo capitolo, Tecnologie, è dedicato all’analisi che Pierre Lévy fa delle nuove tecnologie e all’atteggiamento che l’autore assume nei loro confronti. Lévy, pur mantenendo il primato dell’uomo sulle macchine, riconosce il ruolo fondamentale che gli strumenti ricoprono nell’interazione umana. Si sofferma sugli aspetti innovativi che caratterizzano il cyberspazio rispetto ai tradizionali mezzi di comunicazione. In particolare analizza il concetto di “virtuale” e dimostra l’inesattezza del senso comune il quale contrappone il virtuale, privo di esistenza, al reale.
Nel secondo capitolo, intitolato Antropologia, ho cercato di riassumere l’originale teoria di Pierre Lévy sull’evoluzione sociale e culturale dell’uomo attraverso diversi “spazi antropologici”, intesi come sistemi di prossimità esclusivamente umani che comprendono tecniche e rappresentazioni. Lévy intende mostrare come il cammino dell’uomo tenda inesorabilmente verso il virtuale e come il processo di virtualizzazione giunga a compimento nel nuovo spazio antropologico, lo Spazio del sapere, reso possibile dall’interazione tra l’uomo e le nuove tecnologie intellettuali.
Nel terzo capitolo, dal titolo Economia della conoscenza, ho esposto le implicazioni sociali e culturali che, a parere di Lévy, possono derivare dall’instaurarsi del nuovo spazio antropologico, dove saperi e conoscenze divengono gli elementi fondamentali di una nuova economia dell’umano. Il dispositivo informatico degli “alberi di conoscenza”, ideato da Pierre Lévy e Michel Authier, si rivela, secondo l’autore, particolarmente efficace per dare visibilità allo Spazio del sapere e per attivare processi di condivisione e cooperazione, indispensabili per affrontare la complessità della società umana. L’ultimo paragrafo del capitolo, la città intelligente, è dedicato ad esporre le dinamiche sociali e politiche che, secondo Lévy, risponderebbero alle esigenze di approfondimento della democrazia in una società caratterizzata da integrazione e condivisione.
Nella considerazioni finali cercherò di mettere in evidenza l’importante contributo che la riflessione di Pierre Lévy può dare alla Comunicazione pubblica e alla teoria della comunicazione in generale. Mi soffermerò, quindi, sui principali aspetti della funzione di comunicazione nella pubblica amministrazione e sulla complessità del processo comunicativo.

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5 Introduzione Al termine del percorso di studi nel Corso di laurea in Comunicazione pubblica, sociale e d’impresa, ho deciso di presentare un autore, Pierre Lévy, che, a mio avviso, consente di approfondire la riflessione su un nuovo modo di comunicare reso possibile dai nuovi strumenti tecnici che l’uomo ha a disposizione. L’analisi dei processi comunicativi e l’attenzione al contesto di interazione, competenze fondamentali per un professionista della comunicazione, inducono necessariamente la consapevolezza che, in un’epoca di rapidi mutamenti tecnologici, i processi comunicativi stanno subendo un importante cambiamento. Si sta aprendo un inedito ambiente sociale e culturale determinato, in parte, dall’estensione dei canali comunicativi. Di fronte all’aumento esponenziale del flusso di informazioni, alla velocità del cambiamento in atto, di cui si avvertono risvolti negativi e pericolosi, si può assumere un atteggiamento nostalgico di rifiuto, oppure si può cercare di analizzare le potenzialità dei nuovi strumenti e di guardare al futuro con maggiore ottimismo. Personalmente ho optato per la seconda alternativa, scegliendo di studiare ed esporre un autore le cui riflessioni tendono ad esplorare gli aspetti e le conseguenze positive del nuovo spazio di comunicazione. In un’epoca di importanti cambiamenti sociali e culturali, le Istituzioni sono chiamate a svolgere un ruolo centrale nella dinamica sociale. La riflessione di Pierre Lévy può rivelarsi utile anche per esplorare le potenzialità che le nuove tecnologie intellettuali mettono a disposizione dei professionisti della comunicazione che vogliano promuovere la modernizzazione della pubblica amministrazione. L’intento è di fornire una base teorica e filosofica ad una disciplina, la comunicazione pubblica, che si pone come principale risorsa strategica per il sorgere di una pubblica amministrazione più attenta ai bisogni dei cittadini. Pierre Lévy non è un fanatico delle nuove tecnologie; non le esalta, ma ritiene sia necessario prendere atto che, allo stesso modo dei precedenti mezzi di comunicazione, le nuove tecniche influenzano le percezioni e modificano le nostre rappresentazioni. L’evoluzione tecnologica è irreversibile ed è completamente inutile opporre resistenza. E’ necessario, invece, cercare di cogliere le implicazioni

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Parole chiave

innovazione
comunicazione pubblica
pierre lévy
virtuale
cyberspazio
teoria della comunicazione
spazio antropologico
dispositivo informatico
alberi di conoscenza

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