Skip to content

Consenso e rifiuto informati al trattamento medico

Informazioni tesi

  Autore: Francesca Valerio
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2008-09
  Università: Libera Univ. Internaz. di Studi Soc. G.Carli-(LUISS) di Roma
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Angelo Carmona
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 246

Con l’espressione “consenso informato” si fa riferimento alla manifestazione di volontà con cui il paziente, previamente informato in maniera esauriente dal medico sulla natura e i possibili sviluppi del suo percorso terapico, esprime la propria adesione a sottoporsi ad interventi di natura invasiva sul proprio corpo. Pur essendo infatti l’attività medica un'attività che si auto-legittima, la stessa non può essere esercitata senza il consenso informato del paziente, la cui sfera personale potrà essere “invasa” solo se questi, preventivamente informato, vi abbia consentito.
In Italia l’affermazione del principio del consenso informato è stata piuttosto lenta e si deve principalmente ad un’intensa opera interpretativa compiuta dalla giurisprudenza, che ne ha individuato il fondamento giuridico direttamente nella Costituzione. In particolare, la Suprema Corte, fin dal 1994, ha sottolineato come, in assenza del consapevole consenso del paziente al trattamento terapeutico e chirurgico, l'intervento è impedito al chirurgo tanto dall'art. 32 comma 2 della Costituzione, a norma del quale nessuno può essere obbligato ad un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge, quanto dall'art. 13 Cost., che garantisce l'inviolabilità della libertà personale con riferimento anche alla libertà di salvaguardia della propria salute e della propria integrità fisica. In conseguenza di ciò, la mancanza del consenso (opportunamente "informato") del malato o la sua invalidità per altre ragioni determina l'arbitrarietà del trattamento medico chirurgico e la sua rilevanza penale.
Sul presupposto che il consenso costituisce limite e fondamento per qualunque trattamento sanitario, ci si chiede se un simile diritto ad autodeterminarsi in ordine alle terapie incontri dei limiti. Si tratta soprattutto di stabilire i contenuti e i limiti del diritto al rifiuto consapevole al trattamento sanitario, con particolare riguardo alle ipotesi in cui il trattamento che si intende rifiutare sia necessario alla propria sopravvivenza.
Casi di questo genere sono piuttosto frequenti se si considerano i notevoli progressi compiuti dalla scienza e dalla medicina che, di fronte a certe patologie a prognosi infausta, hanno consentito all’uomo forme di prolungamento artificiale della vita. Il primo quesito che si pone al giurista è se si possa configurare in capo al malato un diritto di porre fine alla propria esistenza.
Nel presente lavoro vengono esaminate due vicende di cronaca recente: il caso Welby e il caso Englaro. Si tratta di due casi (umani prima ancora che giuridici) dai quali è scaturito un acceso dibattito sia giuridico che morale e da cui sono emerse, in modo lampante, le profonde lacune del nostro ordinamento giuridico rispetto ad un tema che non può e non deve restare privo di regolamentazione legislativa. Particolare attenzione è quindi dedicata all'ammissibilità delle dichiarazioni anticipate di trattamento e del testamento biologico nel nostro ordinamento.

CONSULTA INTEGRALMENTE QUESTA TESI

La consultazione è esclusivamente in formato digitale .PDF

Acquista
Mostra/Nascondi contenuto.
3 CAPITOLO I PRINCIPIO DI AUTODETERMINAZIONE IN ORDINE ALLE CURE MEDICHE 1. Premessa Nell’ordinamento giuridico italiano è oggi principio pacifico che nessun trattamento sanitario possa essere compiuto o proseguito in difetto del previo consenso manifestato dal soggetto interessato. Per la ricostruzione del concetto di “consenso informato” e delle sue dirette conseguenze nell’ordinamento assume assoluto rilievo il principio di autodeterminazione del paziente nell’accesso alle cure mediche, consacrato dalla nostra Carta costituzionale, quale principio generale, agli artt. 2, 13 e 32, che tutelano la salute come bene primario, sia per l’individuo che per la collettività, stabilendo la libertà inviolabile di autodeterminazione di ciascuno, ossia la libertà di scegliere se sottoporsi o meno ad un trattamento terapeutico. Pur essendo l’attività medica una attività che si auto-legittima, si rileva come la stessa non possa essere esercitata senza il consenso informato del paziente, la cui sfera personale potrà essere “invasa” solo se questi, preventivamente informato, vi abbia consentito, mentre non potrà esservi alcuna ingerenza se questi abbia opposto il suo rifiuto 1 . Tutto ciò si riflette nella copiosa giurisprudenza penale che qualifica come illecito l’intervento medico effettuato senza la previa acquisizione del consenso e in quella civile che riconosce l’esistenza di un danno non patrimoniale per la mancata informazione del paziente o per l’omessa richiesta del suo assenso ad un trattamento. L’imprescindibilità dell’acquisizione del consenso per la somministrazione di un qualsiasi trattamento sanitario si traduce inoltre nell’inevitabile impossibilità di imporre una cura laddove il paziente neghi il proprio consenso o, a maggior ragione, laddove formuli un esplicito diniego; e ciò anche quando il trattamento sia necessario alla sopravvivenza della persona, tanto da potersi prevedere con certezza la sua morte laddove non sia somministrato. 1 FRESA, La colpa professionale in ambito sanitario, Utet Giuridica, Torino, 2008, p. 63.

CONSULTA INTEGRALMENTE QUESTA TESI

La consultazione è esclusivamente in formato digitale .PDF

Acquista

FAQ

Per consultare la tesi è necessario essere registrati e acquistare la consultazione integrale del file, al costo di 29,89€.
Il pagamento può essere effettuato tramite carta di credito/carta prepagata, PayPal, bonifico bancario, bollettino postale.
Confermato il pagamento si potrà consultare i file esclusivamente in formato .PDF accedendo alla propria Home Personale. Si potrà quindi procedere a salvare o stampare il file.
Maggiori informazioni
Ingiustamente snobbata durante le ricerche bibliografiche, una tesi di laurea si rivela decisamente utile:
  • perché affronta un singolo argomento in modo sintetico e specifico come altri testi non fanno;
  • perché è un lavoro originale che si basa su una ricerca bibliografica accurata;
  • perché, a differenza di altri materiali che puoi reperire online, una tesi di laurea è stata verificata da un docente universitario e dalla commissione in sede d'esame. La nostra redazione inoltre controlla prima della pubblicazione la completezza dei materiali e, dal 2009, anche l'originalità della tesi attraverso il software antiplagio Compilatio.net.
  • L'utilizzo della consultazione integrale della tesi da parte dell'Utente che ne acquista il diritto è da considerarsi esclusivamente privato.
  • Nel caso in cui l'Utente volesse pubblicare o citare una tesi presente nel database del sito www.tesionline.it deve ottenere autorizzazione scritta dall'Autore della tesi stessa, il quale è unico detentore dei diritti.
  • L'Utente è l'unico ed esclusivo responsabile del materiale di cui acquista il diritto alla consultazione. Si impegna a non divulgare a mezzo stampa, editoria in genere, televisione, radio, Internet e/o qualsiasi altro mezzo divulgativo esistente o che venisse inventato, il contenuto della tesi che consulta o stralci della medesima. Verrà perseguito legalmente nel caso di riproduzione totale e/o parziale su qualsiasi mezzo e/o su qualsiasi supporto, nel caso di divulgazione nonché nel caso di ricavo economico derivante dallo sfruttamento del diritto acquisito.
  • L'Utente è a conoscenza che l'importo da lui pagato per la consultazione integrale della tesi prescelta è ripartito, a partire dalla seconda consultazione assoluta nell'anno in corso, al 50% tra l'Autore/i della tesi e Tesionline Srl, la società titolare del sito www.tesionline.it.
L'obiettivo di Tesionline è quello di rendere accessibile a una platea il più possibile vasta il patrimonio di cultura e conoscenza contenuto nelle tesi.
Per raggiungerlo, è fondamentale superare la barriera rappresentata dalla lingua. Ecco perché cerchiamo persone disponibili ad effettuare la traduzione delle tesi pubblicate nel nostro sito.
Scopri come funziona

DUBBI? Contattaci

Contatta la redazione a
[email protected]

Ci trovi su Skype (redazione_tesi)
dalle 9:00 alle 13:00

Oppure vieni a trovarci su


Non hai trovato quello che cercavi?


Abbiamo più di 45.000 Tesi di Laurea: cerca nel nostro database

Oppure consulta la sezione dedicata ad appunti universitari selezionati e pubblicati dalla nostra redazione

Ottimizza la tua ricerca:

  • individua con precisione le parole chiave specifiche della tua ricerca
  • elimina i termini non significativi (aggettivi, articoli, avverbi...)
  • se non hai risultati amplia la ricerca con termini via via più generici (ad esempio da "anziano oncologico" a "paziente oncologico")
  • utilizza la ricerca avanzata
  • utilizza gli operatori booleani (and, or, "")

Idee per la tesi?

Scopri le migliori tesi scelte da noi sugli argomenti recenti


Come si scrive una tesi di laurea?


A quale cattedra chiedere la tesi? Quale sarà il docente più disponibile? Quale l'argomento più interessante per me? ...e quale quello più interessante per il mondo del lavoro?

Scarica gratuitamente la nostra guida "Come si scrive una tesi di laurea" e iscriviti alla newsletter per ricevere consigli e materiale utile.


La tesi l'ho già scritta,
ora cosa ne faccio?


La tua tesi ti ha aiutato ad ottenere quel sudato titolo di studio, ma può darti molto di più: ti differenzia dai tuoi colleghi universitari, mostra i tuoi interessi ed è un lavoro di ricerca unico, che può essere utile anche ad altri.

Il nostro consiglio è di non sprecare tutto questo lavoro:

È ora di pubblicare la tesi