Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Sviluppo di catalizzatori ibridi organici-inorganici per reazioni di desolforazione ossidativa

L'ancoraggio terminale di code otteniliche su poliossotungstati molecolari li rende monomeri organici-inorganici polimerizzabili con formula
[(CH2 = CH (CH2) 6Si)xOySiWwOz] 4 -, x = 2, w = 11, y = 1, z = 39 (1) , x = 2, w = 10, y = 1, z = 36 (2) e x = 4, w = 9, y = 3, z = 34 (3). Questi ibridi molecolari possono utilizzare perossido di idrogeno acquoso per catalizzare l'ossidazione selettiva di solfuri organici in CH3CN. Co-polimerizzazione di 1-3,metacrilato di metile e etilenglicol dimetacrilato porta a materiali porosi con una distribuzione omogenea dei monomeri funzionali, come indicato dalle convergenti testimonianze delle analisi FT-IR e di microscopia elettronica. I polimeri catalitici attivano il perossido di idrogeno per il trasferimento di ossigeno, come indicato dalla ossidazione quantitativa e selettiva di metil p-tolil solfuro proiettato come substrato modello. Il materiale ibrido contenente monomero 2 è stato testato anche in n-ottano per valutarne il potenziale per l'ossidazione e la rimozione di dibenzotiofene, un noto contaminante della benzina.

Mostra/Nascondi contenuto.
1 1 Introduzione 1.1 I solfuri aromatici come inquinanti di carburanti e possibili sistemi per la desolforazione I composti solforati sono presenti nel petrolio greggio in un'ampia gamma di forme, sia alifatiche sia aromatiche, concentrate nella parte pesante del greggio [1] . Per soddisfare la domanda di carburanti per autotrazione, i processi di cracking catalitico sono utilizzati industrialmente per convertire questi tagli pesanti di basso valore in prodotti di alto valore (benzina e diesel), i quali devono sottostare ai limiti di legge per quanto riguarda il contenuto di zolfo. Negli Stati Uniti d’America dal 2006 il tenore di zolfo ammesso nei gasoli è di 15 ppm, mentre dal 2009, 10 ppm é quello stabilito dalle norme europee [2] [3] . I derivati del tiofene contribuiscono per più dell’80% allo zolfo totale contenuto nel gasolio e il 70% di questi é composto da benzotiofene (BT) e dibenzotiofene (DBT). [4] Figura 1.1 Durante i processi di cracking, i principali composti solforati vengono rimossi tramite processi di idrogenazione catalitica (idrodesolforazione, HDS). Il fine principale della desolforazione è di ridurre le emissioni di biossido di zolfo (SO 2 ), che deriva dall’utilizzo di tali combustibili nei mezzi di trasporto, nelle centrali elettriche a gas o a olio combustibile, nelle caldaie civili e industriali, e che provoca in atmosfera il fenomeno delle piogge acide attraverso conversione ad acido solforico. Altra ragione per cui è necessario rimuovere i composti solforati dagli idrocarburi è la facilità con cui i derivati dello zolfo possono avvelenare catalizzatori a base di metalli nobili (platino e renio) che si trovano nelle unità di reforming catalitico, utilizzate per aumentare il numero di ottano nella nafta. Infine, i composti solforati possono determinare la corrosione di strutture metalliche (oleodotti e metanodotti).

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali

Autore: Francesca Caneva Contatta »

Composta da 78 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 377 click dal 16/04/2013.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.