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La rivoluzione di Watchmen

Watchmen, la mini-serie realizzata da Alan Moore e Dave Gibbons e uscita in dodici albi tra il 1986 e il 1987, è un best-seller da ormai un quarto di secolo. L'opera è unanimemente considerata uno dei capolavori che ha contribuito in maniera sostanziale alla rinascita del fumetto supereroistico statunitense e nel 2009 la sua trasposizione cinematografica è finalmente approdata sul grande schermo, diretta da Zack Snyder e prodotta dalla Warner Brothers.
In questo lavoro abbiamo analizzato approfonditamente le due versioni e le abbiamo messe a confronto, cercando di sottolinearne le peculiarità e di comprendere il segreto del loro successo, inserendole anche nel contesto più ampio delle industrie fumettistica e cinematografica, con lo scopo di valutare la portata della loro eventuale influenza sulle produzioni successive.

La prima parte dell'elaborato è interamente dedicata all'opera a fumetti: in essa abbiamo innanzitutto fornito al lettore alcune coordinate per comprendere la storia della figura del supereroe nei comics statunitensi, la sua evoluzione e il suo rapporto con la società; abbiamo poi presentato Alan Moore, accennando alla sua vita, alle sue opere più famose e, soprattutto, alle tematiche a lui più care, illustrando le tecniche che usa più spesso e le motivazioni che lo hanno portato a sperimentare e a scegliere di narrare storie attraverso il medium del fumetto. È su queste informazioni che abbiamo basato la lettura puntuale della mini-serie, prendendone in esame la genesi, la struttura della storia e la complessità dei vari livelli del racconto, così come lo stile, le tecniche narrative e i personaggi che animano la vicenda.
Watchmen si presenta come un prodotto altamente innovativo: l'intera opera è caratterizzata da una coesione narrativa interna curata con estrema attenzione, sia dal punto di vista della sceneggiatura, che viene sviluppata con maestria su diversi livelli fino a sfruttare la metanarrazione, sia dal punto di vista della grafica e della struttura della singola tavola che, grazie all'utilizzo studiato di simboli, di immagini e della loro ripetizione, amplifica il significato convogliato dalle vignette e contribuisce a creare ulteriori livelli interpretativi. Inoltre l'opera presenta delle importanti novità anche sul piano dei temi affrontati: primo fra tutti la Guerra Fredda, traslata in un universo ucronico, che è la causa principale dell'atmosfera apocalittica e del nichilismo che pervade tutta la mini-serie e che viene raccontata attraverso gli occhi dei personaggi, soprattutto quelli secondari. Ed è proprio l'umanità, con le sue paure e la sua fragilità a essere il vero protagonista della storia: è questa la ragione che ha spinto gli autori a utilizzare come protagonisti degli eroi che fossero dei semplici esseri umani, caratterizzati non da particolari superpoteri, ma da debolezze e nevrosi, spinti a combattere il crimine e a indossare un costume da motivazioni non sempre moralmente condivisibili. Moore e Gibbons portano a termine così una vera e propria decostruzione dell'archetipo del supereroe a cui il lettore di fumetti era abituato e contribuiscono, forse involontariamente, alla sua rinascita.

Nella seconda parte, invece, ci siamo concentrati sul film di Snyder: lo abbiamo analizzato seguendo le stesse linee guida utilizzate per il fumetto e lo abbiamo definito una traduzione intersemiotica di modo oggettivante, vale a dire fortemente legata al testo di partenza. Il film infatti si fa notare per la sua estrema fedeltà all'opera cartacea ed è immediatamente riconoscibile come il lavoro di un fan per i fan: non solo gli attori sono scelti in base alla loro somiglianza con i personaggi che dovranno interpretare, ma Snyder opera addirittura una trasposizione “panel-to-frame”, riproducendo vignette, dialoghi e intere sequenze narrative. Questa scelta si è però rivelata il problema principale dell'adattamento cinematografico di Watchmen: concentrandosi quasi esclusivamente sulla resa estetica e visiva, si finisce con il perdere la complessità strutturale che rende il fumetto così interessante e soprattutto con il mettere in secondo piano la rappresentazione di quei temi politici, sociali e umani che sono fondamentali nel lavoro di Moore, lasciando troppo spazio esclusivamente alla violenza e alla sensualità.
Ci siamo sentiti di affermare che se Snyder avesse osato di più e avesse tentato di sperimentare e di rielaborare gli spunti dell'opera originale, seguendo proprio l'esempio dei due autori del fumetto, probabilmente sarebbe riuscito a ottenere un prodotto qualitativamente superiore e il suo film non sarebbe stato messo in ombra, agli occhi sia della critica che del pubblico, dalla famosissima trilogia di Nolan, che ha come protagonista l'Uomo Pipistrello e che ha profondamente modificato la rappresentazione del supereroe sul grande schermo, inaugurando una nuova fase nella produzione di cinecomic.

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Introduzione Watchmen, la mini-serie supereroistica di dodici albi firmata da Alan Moore e Dave Gibbons, è l'unico fumetto ad aver mai vinto un premio Hugo, l'Annual Achievement Award for Science Fiction and Fantasy, e a essere stato inserito dal Time Magazine tra i cento migliori romanzi in lingua inglese dal 1923 ad oggi. Uscito tra il 1986 e il 1987, Watchmen è un best-seller da ormai un quarto di secolo, unanimemente acclamato come uno di quei capolavori che ha contribuito alla rinascita del fumetto supereroistico statunitense che in quegli anni versava in una profonda crisi. Le motivazioni dietro al successo di quest'opera sono molteplici, prima fra tutte l'estrema precisione dimostrata dai due autori nella strutturazione e nella realizzazione della serie: in tutti i dodici albi niente sembra essere lasciato al caso, dall'impaginazione, ai dialoghi, fino ai minimi dettagli inseriti nelle singole vignette. Inoltre, le tematiche affrontate e le tecniche utilizzate innalzano finalmente il medium del fumetto a vera e propria arte anche agli occhi dei non addetti ai lavori. Proprio recentemente il titolo di Watchmen è tornato a rimbalzare su giornali e riviste, così come sul web, per la sua trasposizione cinematografica del 2009, realizzata da Zack Snyder e prodotta dalla Warner Brothers. In questo lavoro cercheremo di analizzare le due opere e di metterle a confronto, per capire le loro peculiarità e i segreti del loro successo, inserendole anche nel contesto più 5

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Francesca Paglialunga Contatta »

Composta da 185 pagine.

 

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