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Le relazioni Industriali nell'Eni: l'esperienza del Centro Oli di Viggiano (PZ)

Informazioni tesi

  Autore: Francesco Angelo Zitarosa
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2008-09
  Università: Libera Univ. degli Studi Maria SS.Assunta-(LUMSA) di Roma
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze politiche e delle relazioni internazionali
  Relatore: Andrea  Ciampani
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 30

L'Eni, Ente Nazionale Idrocarburi , è un'azienda creata dallo Stato Italiano come ente pubblico. Il Parlamento Italiano, il 10 febbraio del 1953 approva la legge n 136 che sancisce la nascita dell’Eni sotto la presidenza di Enrico Mattei. Lo Stato era entrato già nel 1926 nel business del petrolio attraverso la costituzione dell’ Azienda Generale Petroli (AGIP)1, che segnò l’intervento diretto del Governo nel settore industriale in concorrenza con l’industria privata2. L’Agip, fino a quel momento, presentava una struttura organizzativa arretrata, inefficiente, eccessivamente burocratizzata e le ricerche nello sfruttamento degli idrocarburi in Italia avevano dato scarsi risultati. L’orientamento dei governi dell’immediato dopoguerra era, quindi, quello di chiudere e liquidare l’Agip,.
Invece, a partire dal 1945, vi furono i primi promettenti ritrovamenti di metano in alcuni pozzi scavati dall’AGIP in Pianura Padana. In questo contesto e grazie all’’appoggio politico del Governo di allora, nacque, dal ceppo dell’AGIP, l’ENI.
Si diede origine, così, ad un gruppo petrolifero-energetico a cui veniva concesso il monopolio nella ricerca e produzione di idrocarburi nell’area della Pianura Padana.
L’ENI, prima della privatizzazione, era strutturato in modo simile all’IRI3, cioè come una holding che controllava diverse società operanti in vari settori industriali. A differenza dell’IRI l’ENI aveva come obiettivo principale il raggiungimento dell’autonomia energetica del paese.
Il gruppo Eni fino al 1995, anno della privatizzazione, era così strutturato:
Agip ed Agip Petroli, che controllavano rispettivamente il settore dell’estrazione e quello della raffinazione di idrocarburi;
Snam, che si occupava del trasporto e della commercializzazione (tramite Italgas) del gas;
Anic (fino al 1983), poi Enichem, caposettore per la petrolchimica e la chimica;
Snam-progetti e Saipem, specializzate nell’impiantistica e nell’ingegneria;
Nuovo Pignone, azienda di impiantistica e meccanica che controllava altre società meccaniche minori, ceduta dall’Eni nel 1992;
altre aziende minori che operavano nei settori del tessile, editoria, farmaceutico, e in quello alberghiero.
Dopo l’avvio della privatizzazione l’Eni si diede una struttura più “snella”: Agip e Snam furono assorbite dall’Eni Spa, e molte attività considerate non strategiche furono cedute.
Lo Stato italiano ha venduto in cinque fasi parte consistente del capitale azionario, tra il 1995 e il 2001, conservandone una quota superiore al 30% e detenendo comunque il controllo effettivo della società. L'Eni, attualmente, è attiva nei settori del petrolio, del gas naturale, della petrolchimica, della generazione e produzione di energia elettrica e dell'ingegneria e costruzioni.
L’Ente nazionale idrocarburi è presente nel settore energetico attraverso, EniPower , la società , controllata totalmente da Eni Spa, è diventata il quarto produttore nazionale di energia elettrica.
EniPower è all’avanguardia anche sul fronte delle energie rinnovabili, in particolare è impegnata nello sfruttamento di energie derivanti settore fotovoltaico. EniPower investe nelle risposte più efficaci e sostenibili alle esigenze energetiche. Il modello di business consolidato coniuga le esigenze ambientali con la capacità di produrre energia sempre più conveniente per tutti.
L'Eni, prima società italiana per capitalizzazione di borsa, è il quinto gruppo petrolifero mondiale per giro d'affari, dietro a Exxon Mobil, BP, Royal Dutch Shell e Total. È quotata alla Borsa di Milano e al New York Stock Exchange (NYSE).

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l l J j L'Eni, prima società italiana per capitalizzazione di borsa, è il quinto gruppo petrolifero mondiale per giro d'affari, dietro a Exxon Mobil, BP, Royal Dutch Shell e Total. È quotata alla Borsa di Milano e al New York Stock Exchange (NYSE) 2. L' ASAP: le origini L' Asap, l'Associazione sindacale aziende petrolifere, fu costituita da Enrico Mattei per gestire le relazioni industriali con i lavoratori delle imprese del settore energia. Mattei, impose l'uscita di Eni dalla Confindustria 4 e la costituzione di un' associazione sindacale propria dell'Ente Nazionale Idrocarburi, rifiutando al contempo di entrare in Intersind, l'associazione sindacale delle altre aziende a partecipazione statale 5 . Nacque, allora, un soggetto importante nel campo delle relazioni industriali. L' ASAP ebbe origine nel maggio del 1960 dopo il distacco delle società facenti parte dell'IRI da Confindustria. L' ASAP nasceva con una divisione di funzioni rispetto al l 'ENI "che lasciavano ali' ente le responsabilità economico produttiva e delegava all'associazione la rappresentanza sindacale" di sette società, per circa 17.000 dipendenti, dispiegando la sua azione sopra l'area contrattuale metalmeccanica, petrolifera e chimica" 6 . La costituzione dell' ASAP era collegata alla necessità per l'ENI di restare indipendente rispetto ali 'Intersind e alla volontà di perseguire una strategia dell'integrazione chimica tessile nell'ambito industriale 7 . La nascita dell' ASAP si colloca in un contesto economico, sociale e politico caratterizzato dalla presenza di tre fattori quali la costituzione di un pluralismo delle rappresentanze imprenditoriali, la possibilità di una regolazione sociale tra attori che si riconoscono e si legittimano a vicenda; le finalità di intervento dello Stato n eli' economia. 4 Confindustria è l'associazione che riunisce gli industriali italiani. 5 Cfr. sito internet: www.eni.it 6 Cfr. A. Ciampani, Annali di storia d'impresa, Roma-Bari, Latena 2002 7 Cfr. G. Sapelli e F. Carnevali, Uno sviluppo fra politica e strategia, Eni 1953-1985, Milano, Franco Angeli, 1992. 3

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relazioni industriali
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