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Analisi biomeccanica della curva nello slalom gigante: Confronto tra ragazzi e atleti evoluti

Allo stato attuale non sono presenti nella letteratura internazionale dello sci alpino, studi riguardanti il confronto biomeccanico tra atleti evoluti e ragazzi delle categorie giovanili.
Lo scopo di questa tesi sperimentale è stato quello di eseguire un confronto tra un gruppo di ragazzi della categoria Children e un gruppo di atleti evoluti, scovandone le differenze e/o analogie a livello tecnico – biomeccanico, attraverso un’analisi tridimensionale di una singola curva da slalom gigante. Sono state considerate le due prove più chiare e tecnicamente meglio eseguite su un totale di sei run effettuate dai soggetti. Per quest’obiettivo sono state utilizzate tre videocamere, opportunatamente calibrate all’interno del volume di acquisizione della curva, e software specifici necessari per la digitalizzazione, calcolo dei parametri e ricostruzione in 3D. Per ogni soggetto, sono stati calcolati i valori dei parametri temporali e cinematici (angolari, lineari e di velocità), in modo tale da ricavarne le differenze significative e le correlazioni con la performance tra i due gruppi.
I risultati hanno evidenziato che, tra i due gruppi sono emerse differenze significative, o vicine alla significatività, e correlazioni con la prestazione, sulle variabili di tempo totale e nella prima metà di curva, sul timing e sulla distanza trasversale e longitudinale del centro di massa (CoM) dalla porta al momento della massima flessione del ginocchio esterno, sull’altezza minima del CoM normalizzata all’altezza antropometrica e sulle velocità, specialmente in quella media della prima metà della curva.
Dall’analisi dei risultati si è potuto costatare che gli Evoluti eseguono un caricamento maggiore e prima della porta, così da compiere una curva più breve, e mantengono una traiettoria più interna alla curva e quindi più rettilinea, percorrendo in questo modo meno strada con la conseguente riduzione del tempo totale di curva. I Children non riescono invece, a sfruttare totalmente lo sci e ad eseguire la cosiddetta “curva corta”. I risultati, inoltre, fanno pensare che gli Evoluti eseguano dei movimenti più graduali e armoniosi durante la curva, limitando in questo modo la diminuzione di velocità. Oltre a ciò si è potuto dedurre che la preparazione al passaggio della porta risulta fondamentale per l’impostazione corretta della seconda parte di curva e quindi sulla performance finale.
In conclusione sono state riscontrate più similitudini che differenze tra i due gruppi nella curva analizzata. Lo studio è risultato molto utile ai fini tecnico-didattici per evidenziare anche i parametri correlati con la prestazione e individualizzare gli errori di gruppo o soggettivi.
Seguirà in futuro una pubblicazione scientifica dello studio in oggetto.

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3 CAPITOLO 1: INTRODUZIONE 1.1 Individualizzazione problematiche da affrontare La biomeccanica è una scienza molto vasta che riguarda molteplici aspetti della meccanica applicati al corpo umano, in condizioni sia statiche sia dinamiche. Essa è utilizzata in diversi ambiti, militare, biomedico e sportivo. La biomeccanica nello sport si sta evolvendo negli anni assieme alla tecnologia e sta acquistando un peso sempre maggiore. Con essa si possono creare le condizioni per aumentare la performance dell’atleta, ad esempio scoprendo tecniche più efficaci e/o efficienti, modificare l’attrezzatura utilizzata nel gesto sportivo in modo rendere più performante l’atleta o, come in questo caso, fare una comparazione tecnica approfondita su soggetti di diversa età e livello tecnico per scoprire le eventuali differenze e impostare corrette progressioni didattiche. Una volta conclusa la mia carriera agonistica, ho cominciato ad intraprendere la via dell’insegnamento dello sci, dapprima come maestro di sci e poi come allenatore di ragazzi a livello agonistico; durante questo periodo cominciai a chiedermi in termini quantitativi quanto potesse essere diversa la tecnica di un allievo giovane e poco esperto, rispetto a uno più evoluto e che è arrivato all’apice della sua forma nell’età adulta. Oltre a ciò le mie domande si riferivano anche a quali potessero essere gli errori più comuni e, anche in allievi giovani e meno esperti, se fosse possibile raggiungere una tecnica efficace e corretta. Naturalmente molti corsi ed esperti allenatori hanno risposto alle mie domande, tuttavia in modo superficiale e poco approfondito, senza dati quantitativi e qualitativi di studi specifici. Con lo studio sperimentale elaborato da questa tesi, assieme al mio docente e allo staff dell’Università di Scienze Motorie di Bologna, abbiamo voluto approfondire la comparazione tecnica biomeccanica di due diverse categorie, “Children” e ”Giovani”, attraverso la ricostruzione cinematica di una curva da

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Scienze Motorie

Autore: Enea Bortoluz Contatta »

Composta da 93 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2282 click dal 22/04/2013.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.