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L'educazione della donna nelle opere di Sofia Bisi Albini

La linea d’indagine della tesi , verte su come i concetti di “educazione” e “istruzione” siano, e siano stati, sempre strettamente correlati e su quanto sia stato difficile il percorso della scolarizzazione femminile. La prima parte del lavoro svolto ci porterà a conoscere i livelli di alfabetizzazione nell’Italia tra ‘800 e ‘900, andando a focalizzare l’attenzione su diversi punti ritenuti, a mio avviso, fondamentali per poter arrivare a comprendere la filosofia di Sofia Bisi Albini: la nascita di luoghi specifici riservati all’istruzione femminile e le relative differenze sessuali in questi spazi, il graduale movimento della donna verso i più alti livelli di alfabetizzazione fino ad arrivare all’immagine della donna nella scuola, non più solo come alunna, ma come insegnante.

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4 INTRODUZIONE Per molto tempo le donne sono state lasciate nell’ombra della storia. Poi hanno cominciato a uscirne, grazie anche allo sviluppo dell’antropologia, all’attenzione dedicata al tema della famiglia, all’affermarsi della storia delle mentalità, che punta sul quotidiano, il privato, l’individuale. Soprattutto, è stato il movimento delle donne a portarle alla ribalta, ponendo alcuni interrogativi sul loro passato e sul loro futuro. Le donne hanno avviato, dentro e fuori l’università, la ricerca delle loro antenate, per comprendere le radici del dominio subìto e il significato dei rapporti tra i sessi attraverso il tempo e lo spazio 1 . La filosofia e le nuove scienze sociali riflettono a lungo l’abituale sessismo del sociale, definendo una specificità femminile al servizio dell’uomo e della famiglia. Il modello della madre – moglie, diffuso dai nuovi media come il cinema, le riviste e la pubblicità, che non lavora trionfa e allo stesso tempo si democratizza. Il Quattrocento e Cinquecento furono secoli gloriosi per la donna italiana. Giustamente scriveva il grande statista Marco Minghetti, che chiunque prenda a studiare la storia dell’Italia del XV e XVI secolo, deve persuadersi che le donne, specialmente delle case ricche, erano elevate con un’estrema cura, e comprendere quale profitto esse facevano dell’educazione che ricevevano. A quel tempo le donne erano ritenute capaci di elevarsi come gli uomini coi quali competevano negli studi che erano allora in un fervore classico e si chiamavano umani. Le donne avevano interamente conoscenza delle loro meravigliose attitudini, ma non erano superbe e non pensavano che il governo della famiglia potesse essere un impedimento alle lettere o alla vita pubblica, nella quale parecchie fra esse ebbero una parte importante. 1 DUBY G., PERROT M., Storia delle donne. Il Novecento, Editori Laterza, Bari 2007.

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Sabrina Loi Contatta »

Composta da 94 pagine.

 

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