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Il federalismo fiscale e la corruzione

L’oggetto di questa tesi è il legame tra il federalismo fiscale e la corruzione.
Il primo capitolo sarà strutturato come un’introduzione generale all’argomento del decentramento fiscale, analizzandolo dal punto di vista economico. Per fare questo, introdurrò e studierò le due teorie sul federalismo fiscale: la teoria della prima generazione e la teoria della seconda generazione.
Nella prima parte di questo primo capitolo, tratterò la teoria della prima generazione sul federalismo fiscale, sviluppata dall’economista Oates, che ha elaborato nel 1972 il Teorema sul decentramento fiscale, del quale darò una definizione. Elencherò poi le diverse ipotesi su cui si basa questa teoria, le sue caratteristiche e infine deriverò analiticamente il modello presentato da Oates.
A questo punto, come argomento della seconda parte del primo capitolo, discuterò della teoria della seconda generazione sul federalismo fiscale. È necessario che introduca questa nuova teoria per poter poi analizzare il rapporto tra il decentramento e la corruzione: potrò fare questo poiché in questa teoria i politici non sono più considerati benevolenti, come accadeva nella prima teoria, bensì essi hanno un comportamento più o meno virtuoso a seconda dei vincoli a cui sono sottoposti, degli incentivi che essi hanno e delle situazioni a cui vanno incontro.
Presenterò quindi i suoi assunti di base e gli aspetti di differenziazione dalla teoria della prima generazione. Inoltre esporrò i vari modelli legati a questa teoria: il modello del principale-agente, il modello legislativo ed il modello elettorale, i quali studiano i problemi connessi a questa teoria della seconda generazione.
Nel corso del secondo capitolo studierò il legame esistente tra il federalismo fiscale e la corruzione. Prima di ciò, introdurrò il concetto di corruzione: fornirò una definizione, individuerò le diverse forme che può assumere, le sue cause e i suoi rimedi e discuterò dei modelli che spiegano l’esistenza della corruzione.
Il resto del capitolo sarà suddiviso in due parti: la prima parte tratterà i modelli teorici mentre la seconda i modelli empirici che studiano la relazione tra il federalismo fiscale e la corruzione.
Per quanto riguarda i modelli teorici, individuerò due gruppi di modelli: i modelli che sostengono che la localizzazione generi corruzione e i modelli che credono che la localizzazione riduca il livello di corruzione. A sostegno di quest’ultimo gruppo di modelli, presenterò il modello teorico proposto da Arikan.
Prima di terminare esponendo i modelli empirici, presenterò l’Indice di Percezione della Corruzione elaborato da Transparency International e confronterò i dati del 1998 con quelli del 2010.
Da ultimo esporrò i modelli empirici: prima il modello di Treisman e poi quello di Arikan.

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5 CAPITOLO 1: DALLA TEORIA DELLA PRIMA GENERAZIONE SUL FEDERALISMO FISCALE VERSO LA TEORIA DELLA SECONDA GENERAZIONE SUL FEDERALISMO FISCALE In tutto il mondo il settore pubblico sta subendo un cambiamento: in alcuni casi si assiste ad una centralizzazione fiscale, come in Europa con l’Unione Europea; in altri casi si verifica un decentramento fiscale, come in Spagna con uno spostamento dei poteri verso i governi regionali e nel Regno Unito con la formazione dell’Assemblea gallese e scozzese 1 . La riallocazione dei poteri fiscali tra il centro e le regioni può avvenire in due modi distinti: votando nel Parlamento nazionale oppure attraverso un referendum. Nel Regno Unito, l’assegnazione di poteri al parlamento scozzese è avvenuta attraverso una legge ordinaria nel parlamento nazionale; al contrario, l’entrata del Regno Unito nel 1975 nell’UE è stata decisa attraverso un referendum. L’uso di entrambe le procedure varia a seconda che ci si trovi in uno stato unitario o federale: la Costituzione di uno stato federale, in genere, prevede l’allocazione dei poteri tra i livelli di governo e può anche richiedere un emendamento costituzionale, approvato almeno dalla maggioranza delle regioni 2 . Un governo federale deve possedere dei precisi elementi affinchØ sia garantita la sua stabilità: da una parte il governo centrale deve essere sufficientemente forte da comandare sui governi locali, dall’altra ci devono essere dei limiti adeguati che costringano il governo centrale nella sua sfera. A dimostrazione della necessità di questi fattori, Blanchard e Schleifer hanno rilevato che il decentramento fiscale ha svolto un ruolo determinante nello sviluppo economico della Cina: qui è presente un forte governo centrale in grado di resistere ai governi locali 3 . 1 Oates (2005), ‘Toward a second-generation theory of fiscal federalism’, International Tax and Public Finance,12, p. 349 2 Lockwood (2006), ‘The political economy of decentralization’, in Ahmad, Brosio, (a cura di), Handbook of fiscal federalism, Cheltenham UK: Edward Elgar Publishing Limited, Northampton Massachusset USA: Edward Elgar Publishing, Inc, pp. 52-53. 3 Blanchard and Shleifer (2000), ‘Federalism with and without political centralization: China versus Russia’, Working Paper 7616, National Bureau of Economic Research, March, pp. 1-14.

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Micaela Cattaneo Contatta »

Composta da 59 pagine.

 

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