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Il credit crunch nei periodi di crisi finanziaria

Informazioni tesi

  Autore: Roberto Fizzani
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi Gabriele D'Annunzio di Chieti e Pescara
  Facoltà: Scienze Manageriali
  Corso: Economia, Management e Sviluppo Socioeconomico
  Relatore: Barbara Iannone
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 169

Il presente lavoro ha per oggetto il Credit crunch che tradotto in italiano significa “stretta creditizia” e indica un calo significativo (o inasprimento improvviso delle condizioni) dell'offerta di credito alle famiglie e alle imprese, al termine di un prolungato periodo espansivo, in grado di accentuare la fase recessiva, può emergere sia dagli spontanei andamenti dell'economia o essere provocata dalle autorità monetarie. Si ha il primo caso quando le banche sono preoccupate della solvibilità di coloro a cui prestano i soldi e quindi tirano i remi in barca, concedendo prestiti a condizioni più rigide: aumentando i tassi o chiedendo più garanzie. Si ha la stretta pilotata dalle Banche centrali quando sono queste che inducono le banche a fare meno prestiti, e questo pesante invito può assumere varie forme: alzando i tassi di interesse, o aumentando la riserva obbligatoria.
Nel 2007-2008 si è parlato molto di credit crunch, si trattava di una stretta del primo tipo: le banche stesse hanno irrigidito gli standard di prestito perché erano preoccupate del loro capitale, che veniva eroso dalle minusvalenze dovute alla crisi dei mutui.
Come è ben noto, la stretta del credito ha un effetto molto negativo sul sistema economico nazionale e dell’Euro zona. Le imprese, soprattutto quelle di piccole dimensioni, fanno molta fatica a ottenere prestiti dalle banche e di conseguenza non sempre riescono a far fronte ai loro impegni finanziari, alimentando quindi il circolo vizioso dell’insolvenza.
Con l’avvento della crisi finanziaria si sono allungati notevolmente i tempi di pagamento e le imprese creditrici tardano a vedere arrivare un po’ di ossigeno nelle loro casse, entrando in uno stato di crisi di liquidità a loro volta. Inoltre, riguardo ai pagamenti tra le imprese “i tempi si sono allungati da 88 giorni del 2009 a 103 dello scorso anno”. Chiaramente questo dato non può che peggiorare ancora di più una situazione già tragica.
Per cui il testo è stato articolato in modo da poter dare una visione generale della situazione economico e finanziaria del nostro Paese nonché dell’Unione Europea e del Globo intero.
Nel primo capitolo si è descritto il sistema finanziario in modo da poter dare una visione generale di come è strutturato il sistema, cioè i soggetti che vi operano, gli strumenti utilizzabili, i mercati che vi operano, le autorità di vigilanza italiane ed europee, fino a descrivere la procedura per la definizione di un meccanismo unico di supervisione bancaria a livello europeo.
Nel successivo capitolo il lavoro prosegue descrivendo la crisi finanziaria globale del 2007/2008 ed europea del 2010/2012 con dei riferimenti storici alla “Grande depressione” degli anni ’20.
Entrambe le due recenti crisi finanziarie sono state analizzate descrivendo in successione le cause, le modalità di manifestazione, l’estensione nel tempo e nello spazio, gli effetti e gli interventi correttivi.
Proseguendo si giunge nel cuore del lavoro, dove viene spiegato il fenomeno del credit crunch e il ruolo della Banca Centrale Europea, che come sappiamo è l’unico organo che può sviluppare manovre di politica monetaria e ricorrere ad serie di operazione per scongiurare tale fenomeno.
Difatti, si cerca di capire se le iniezioni di liquidità (Ltro) immesse nel sistema europeo attraverso gli istituti creditizi per scongiurare la crisi del credito che attanaglia famiglie e imprese, siano state effettivamente operazioni con un effetto positivo; tutto questo attraverso l’anali dell’erogazione del credito, a livello italiano, effettuato prima e dopo il periodo dell’operazione Ltro.
Non mancano dati sull’andamento economico italiano, vengono messi in evidenza anche la fragilità delle aziende del territorio Nazionale, fino ad una visione che ci riguarda più da vicino, cioè con la situazione locale della regione Abruzzo, sottolineando lo stato attuale, anche qui dell’economia e l’entità della domanda e offerta del credito, di imprese e famiglie, a livello territoriale.
Il capitolo successivo ci porta all’interno del sistema azienda per comprendere al meglio la struttura organizzativa e l’importanza delle fonti di finanziamento per l’imprenditore, a cui può attingere per sostenere il proprio fabbisogno finanziario.
Vengono descritti quali sono gli strumenti finanziari, di natura creditizia e mobiliari più classici, con la successiva analisi degli strumenti più innovativi, alternativi e complementari.
Nel capitolo sesto si focalizza l’attenzione sulle possibili soluzioni al fenomeno del credit crunch, sottolineando l’importanza dei mercati mobiliari già esistenti e introducendo l’idea di strutture da insediare a livello territoriale che renderebbero il sistema dei mercati molto più visibile, dando la possibilità all’investitore che risiede appunto nel territorio di rendersi protagonista nell’evoluzione dello sviluppo locale.

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8 Capitolo I Il sistema finanziario 1.1 - Il sistema finanziario Il sistema finanziario può essere definito come l’insieme delle operazioni di trasferimento di risorse di natura finanziaria che avvengono tra unità in surplus e unità in deficit. Le risorse finanziarie, in genere, rappresentano dei diritti su beni reali. Fra queste la moneta possiede una caratteristica specifica di valore come mezzo immediato di pagamento. Ogni qualvolta un’unità trasferisce a un’altra un’attività finanziaria a titolo di prestito o a titolo di scambio (ricevendo in contropartita un bene reale o un’altra attività finanziaria), si dice che l’operazione si svolge nell’ambito del sistema finanziario nazionale, qualora le due unità risiedano nel medesimo Paese, ovvero del sistema finanziario internazionale, qualora le due unità in Paesi differenti. Il sistema economico di un Paese si basa su due circuiti distinti, ma sovrapposti: uno alimentato dai flussi reali di beni e di fattori produttivi e uno alimentato dai flussi finanziari. Il secondo costituisce la contropartita monetaria del primo 1 . 1.1.1 - Flussi reale e flussi finanziari I due circuiti si basano sullo svolgimento di attività economiche da parte degli operatori del sistema economico. Questi ultimi generano un reddito, 1 Cfr. R. ANGELUCCI - M. DI MICHELE - F. MASTRACCI, L’innovazione finanziaria, la trasformazione dei mercati e l’analisi del rischio, Libreria dell’Università Editrice, Pescara, 2005.

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basilea 3
finanziamenti bancari
andamento economico abruzzese
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