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Comunicare i Luoghi della Cultura - Progetti d'identità visiva.

Informazioni tesi

  Autore: Piera Antuono
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi Ca' Foscari di Venezia
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Scienze e tecnologie delle arti figurative, musica, spettacolo e moda
  Relatore: Daniela Rossi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 89

Un lavoro di ricerca su testi d’approfondimento e riviste di settore, mi ha portata a delineare un profilo storico italiano di quelle che sono state le innovazioni legislative a favore dello sviluppo culturale. Queste hanno avuto, a livello sociale, una grande influenza e sono state necessarie per l’aumento del consumo e dell’interesse dei fruitori verso la cultura. Ho ritenuto necessario dare risalto alla comunicazione partendo dai problemi teorici del lavoro creativo fino ad arrivare ai metodi: brief, intermediatore culturale, dialogo tra creativo e cliente, logo, immagine coordinata, ecc… Successivamente ho affrontato il punto di arrivo del progetto di comunicazione: il fruitore e il rapporto che l’ente culturale riesce a instaurare con esso.
Nell’ultima parte del lavoro propongo esempi concreti della comunicazione adottata da musei e fondazioni. Il mio studio ha preso in considerazione diverse aree del panorama italiano e per ogni caso il lavoro ha dato risposte differenti in termini di stili e approcci, ognuno risponde a esigenze sociali e comunicative diverse. In ogni scheda propongo un profilo storico dell’ente in questione e uno pratico della sua comunicazione.
Lo scopo è quello di dare la giusta importanza all’arte grafica al pensiero e al progetto comunicativo, alle possibilità che una buona informazione può dare alla crescita e allo sviluppo della comunità avvicinandola al patrimonio artistico-culturale che le appartiene.

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4 COMUNICARE I LUOGHI DELLA CULTURA, PROGETTI D’IDENTITÀ VISIVA Introduzione «La pubblicità è l’anima del commercio. E noi abbiamo bisogno di commerciare anche i prodotti culturali; ma parliamo di un commercio che non è solo a scopo di lucro, bensì libera circolazione delle idee, che permetta un’opportunità diffusa di crescita, di svago e di coesione sociale 1 .». Francesca Cattaneo 2 . Da sempre l’Italia è un punto di riferimento nel panorama internazionale per la sua ricchezza artistica e culturale. Non sempre i cittadini italiani hanno coscienza del loro patrimonio e questo è l’ostacolo più grande che enti, fondazioni, musei e organismi culturali intendono superare. Secondo un celebre aforista 3 « la cultura è ricevuta dalla maggior parte delle persone, trasmessa da molti e posseduta da pochi». Il problema è quello della dispersione dei dati e della mancata coscienza sociale, troppo spesso i cittadini non conoscono i patrimoni storici e culturali delle proprie città. Per arrivare concretamente ai cittadini la soluzione è la comunicazione; questa può attirare l’attenzione e creare un dialogo tra utenza e istituzioni culturali. Per dialogare con il cittadino in modo fluido, bilaterale e vivo, l’ente deve proporsi per mezzo di un’immagine fortemente riconoscibile e in grado di diventare familiare. Spesso la tendenza è quella di non dare importanza all’aspetto comunicativo; da pochi decenni 4 le aziende culturali hanno dimostrato di essere molto attente alla propria identità visiva, alla 1 Fabio Severino, Comunicare la cultura, FrancoAngeli, 2007, p.9. 2 Dal1986 al 1989 svolge attività pubblicistica presso l’agenzia pubblicitaria “A.Manzoni” di Pavia, il quotidiano “La provincia pavese” (PV) e il quotidiano “Repubblica” (MI), con relativa iscrizione all’albo dei Giornalisti Pubblicisti della Regione Lombardia. 3 Karl Kraus (Jičín, 29 aprile 1874 – Vienna, 12 giugno 1936) scrittore, giornalista, autore satirico, saggista, aforista, commediografo e poeta, viene generalmente considerato uno dei principali autori satirici di lingua tedesca del ventesimo secolo ed è noto per le sue critiche taglienti alla cultura, alla società, ai politici tedeschi e alla stampa.

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