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Il ruolo dei mass media nella configurazione violenza in ambito sportivo

Informazioni tesi

  Autore: Cristiana Ferri
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Padova
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Psicologia Clinico - Dinamica
  Relatore: Gian Piero  Turchi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 183

La presente ricerca prende avvio dal progetto “Sport e Media: la configurazione della violenza in ambito sportivo. Ricerca base e risvolti operativi”, nato dalla collaborazione tra Co.re.com Veneto e il Dipartimento di Psicologia Applicata dell’Università degli Studi di Padova.
La violenza in ambito sportivo sembra essere considerata una delle questioni che occupa sempre più la sezione di cronaca come problematica che ha delle implicazioni rispetto al tessuto sociale in termini di sicurezza, compattezza e di investimento di risorse finanziare/umane.
La ricerca prende avvio dalla scelta di intervenire “ripristinando l’ordine del discorso” in termini scientifici. In proposito, a partire da una fase di studio di ricerche e interventi presenti in letteratura, dalla quale emerge un proliferare di teorie che costruiscono legami tra il verificarsi di presunte cause (‘psicologiche’, ‘sociali’) ed il comportamento violento, si è ricorso all’epistemologia che consente di asserire che la violenza non risponde ai dettati conoscitivi propri di un oggetto di natura empirica, bensì appartiene alle categorie conoscitive dei costrutti teorici e perciò una realtà generata dal e nell’uso del linguaggio a partire dall’interazione delle “voci” degli attori di un determinato scenario sociale (Paradigma Narrativistico). In coerenza con tale piano conoscitivo, si è adottato il Modello Dialogico che, attestandosi sul piano del linguaggio, ha consentito di considerare i diversi poli discorsivi che concorrono nel generare la configurazione di realtà violenza in ambito sportivo. Si è trattato dunque di procedere con una ricerca esplorativa che ha coinvolto 835 testi provenienti dai media, di lavorare sul come si configura violenza e non perché, ovvero di descrivere le regole d’uso del linguaggio che generano la configurazione violenza in ambito sportivo nei mass media. Focalizzarsi su quali modalità discorsive vengono impiegate in ambito sportivo dove si configura la realtà violenza, e su come queste vengono intercettate dal ruolo e dalle produzioni discorsive dei mass media, ha infine consentito lo sviluppo di precise linee di intervento formative ed informative che coinvolgono i media, offrendo loro gli strumenti utili a perseguire l’obiettivo di promozione della salute e gestione in termini di anticipazione di scenari critici che si potrebbero configurare nello sport.

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9 INTRODUZIONE La presente ricerca dal titolo “Il ruolo dei Mass Media nella configurazione violenza in ambito sportivo” prende avvio dal progetto di ricerca Sport e Media: la configurazione della violenza in ambito sportivo. Ricerca di base e risvolti operativi” nato dalla collaborazione tra il Comitato Regionale per le Comunicazioni (Co.re.com Veneto) e il Dipartimento di Psicologia Applicata dell’Università degli Studi di Padova. La presenza dei mass media, come testate giornalistiche di settore e non, blog, trasmissioni televisive e radio, nel diffondere immagini e notizie relative alla ‘violenza’ in ambito sportivo, riguardando, in modo trasversale, lo ‘sport’ praticato sia a livello dilettantistico che professionistico, che dalle diverse fasce d’età; risulta tale da essere considerata una delle questioni che occupa sempre più spazi nei fatti di cronaca. Nei quotidiani, infatti, oltre che nei programmi televisivi d’informazione giornalistica, sono riportati frammenti di testi quali “durante una partita di calcio allievi, con giocatori adolescenti, tra le squadre del Palazzaccio e il Livorno 9, c’è stata una rissa che ha coinvolto gli allenatori e i calciatori facendone finire alcuni al pronto soccorso” (tratto da “La Nazione”); per arrivare a quanto titolavano i giornali nei giorni seguenti agli scontri verificatisi a Genova il 12 Ottobre 2011: “Gli ultrà serbi scatenano il caos, alla fine Italia Serbia non si gioca” (tratto da “Il corriere della sera”); e a quanto titolava un servizio del Tg5 nazionale in data 10 Marzo 2011: “Eccesso di agonismo tra i giovani nello sport e si sfiora la tragedia”. La problematica della ‘violenza’ nell’ambito sportivo ha delle implicazioni rispetto tutto il tessuto sociale, non solo in termini di “sicurezza”, di “coesione” e “compattezza”, ma anche in termini di investimento di risorse finanziare e umane. Rispetto a ciò deve inserirsi il ruolo della comunità scientifica che, accogliendo la richiesta, ha la responsabilità di farsi carico di quanto accade in questi scenari intervenendo da un lato ripristinando l’ordine del discorso (in termini scientifici) ossia andando a conoscere quali sono gli elementi che caratterizzano gli scenari che generano la richiesta; dall’altro e a partire da tale processo conoscitivo, offrire delle proposte di intervento volte ad assolvere l’esigenza che dà vita alle richieste della società civile. In proposito, lo

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