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Le figure femminili nei romanzi di Luigi Pirandello

Informazioni tesi

  Autore: Alexandra Del Bianco
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Trieste
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Lettere moderne
  Relatore: Anna Storti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 115

Intento principale di questo mio lavoro è di porre in evidenza le figure femminili che maggiormente caratterizzano i romanzi di Luigi Pirandello. Autore vissuto a cavallo tra l’Ottocento e il Novecento, egli infatti dimostra particolare attenzione alla donna e al suo ruolo all’interno della società italiana dell’epoca.
Questo suo spiccato interesse verso la questione femminile appare chiara già dal suo esordio come romanziere, favorito e fortemente voluto dall’amico e maestro Luigi Capuana, nel 1893 con L’esclusa. Ecco che allora Pirandello riesce ad affrontare nel romanzo un tema fondamentale come quello dell’emancipazione femminile, questione di grande attualità al tempo in cui l’autore di Girgenti inizia la sua avventura da romanziere. Il primo blocco tematico del mio lavoro si incentra proprio sulla protagonista dell’Esclusa, Marta Ajala, la quale può essere definita come l’eroina di una rivolta imperfetta, una donna che non è riuscita a portare a compimento il suo percorso di emancipazione, perché ancora sottomessa ai vincoli di una società patriarcale e conservatrice com’era quella siciliana, ma in genere quella italiana, all’indomani dell’unità d’Italia. Un altro capitolo della mia tesi l’ho voluto, sempre in riferimento al tema dell’emancipazione della donna, incentrare su un’altra figura femminile di notevole interesse, Silvia Roncella, protagonista del romanzo Suo marito, pubblicato nel 1911. Se Marta aveva fallito nella sua personale lotta per l’emancipazione, Silvia riesce, in parte, nella sua impresa; la sua è un’emancipazione possibile, poiché ella ha successo a livello lavorativo (Silvia è una scrittrice di successo), a discapito però della sua sfera più intima, quella di madre.
Un’ulteriore prova dell’interesse che Pirandello dimostra di avere, all’interno dei suoi romanzi, nei confronti di temi importanti e di grande attualità sono i Quaderni di Serafino Gubbio operatore, pubblicati nel 1926. Ed è proprio in questo romanzo, in cui è evidente la polemica contro la meccanizzazione dell’arte, che spicca la figura di Varia Nestoroff: essa rappresenta una svolta nella raffigurazione che Pirandello offre dell’immaginario femminile all’interno dei suoi romanzi. Si introduce cioè una nuova immagine di donna, quella della femme fatale; Varia, prima attrice di un’importante casa cinematografica, diventa soggetta a quel procedimento di scomposizione umoristica che, come accade per la maggior parte dei personaggi tipici della narrativa pirandelliana, le conferisce un’ambiguità e una complessità tali da rendere arduo a un lettore darne un’interpretazione unitaria e coerente: Varia allora incarna allo stesso tempo lo stereotipo della seduttrice spietata con gli uomini, e quello della donna debole e sofferente.
Se nei primi tre capitoli di questo mio lavoro ho scelto di fermare l’attenzione su tre figure femminili centrali come quelle di Marta Ajala, Silvia Roncella e Varia Nestoroff, nell’ultimo capitolo ho messo in evidenza altre figure femminili, non centrali come le prime tre protagoniste, ma comunque funzionali a individuare i temi fondamentali dell’opera pirandelliana. Allora si scoprono personaggi affascinanti come quello di Caterina Laurentano dei Vecchi e i giovani, madre coraggiosa che rinuncia a una vita agiata pur di rimanere fedele ai propri ideali; oppure personaggi come Nene Cavalena dei Quaderni e Dianella Salvo nei Vecchi e i giovani, che rimandano chiaramente al tema della follia, un altro argomento cardine della scrittura dell’autore di Girgenti.
L’elemento femminile assume poi un connotato simbolico soprattutto nell’ultimo romanzo di Pirandello, Uno, nessuno e centomila, romanzo che meglio riassume la poetica dello scrittore: la donna, nello specifico Dida, la moglie del protagonista, diventa uno specchio su cui si riflette la debolezza di un uomo, Vitangelo, che vede l’immagine di sé frantumarsi e disgregarsi in mille frammenti.
Se la donna all’interno dei suoi romanzi abbia connotati maggiormente positivi o negativi, questo Pirandello non lo rende esplicito. Emerge però chiara, dall'analisi condotta, tutta la complessità dell’universo femminile nei romanzi dell’autore, il quale, mettendo da parte le proprie personali tendenze alla misoginia, è riuscito a conferire ai propri personaggi femminili uno spessore e un’importanza inediti.

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1 Introduzione Intento principale di questo mio lavoro è di analizzare le figure femminili che maggiormente caratterizzano i romanzi di Luigi Pirandello. Autore vissuto a cavallo tra l’Ottocento e il Novecento, egli infatti dimostra particolare attenzione alla donna e al suo ruolo all’interno della società italiana dell’epoca. Questo spiccato interesse verso la questione femminile appare chiara già dal suo esordio come romanziere, incoraggiato dall’amico e maestro Luigi Capuana, nel 1893 con L’esclusa. Fin da allora Pirandello affronta nel romanzo un tema fondamentale come quello dell’emancipazione femminile, di grande attualità al tempo in cui l’autore di Girgenti inizia la sua avventura da romanziere. Il primo blocco tematico del mio lavoro si incentra proprio sulla protagonista dell’Esclusa, Marta Ajala, la quale può essere definita come «l’eroina di una rivolta imperfetta» 1 , una donna che non è riuscita a portare a compimento il suo percorso di emancipazione, perché ancora sottomessa ai vincoli di una società patriarcale e conservatrice come quella siciliana, e in genere quella italiana, all’indomani dell’unità d’Italia. Se Marta aveva fallito nella sua personale lotta per l’emancipazione, Silvia Roncella, protagonista del romanzo Suo marito, pubblicato nel 1911, riesce, in parte, nella sua impresa; la sua è un’emancipazione possibile, poiché ella ha successo nel lavoro (Silvia è una scrittrice di successo), a discapito però della sua sfera più intima, quella di madre. Un’ulteriore prova dell’interesse che Pirandello dimostra di avere, all’interno dei suoi romanzi, nei confronti di temi importanti e di grande attualità sono i Quaderni di Serafino Gubbio operatore, pubblicati nel 1926. Ed è proprio in questo romanzo, in cui è evidente la polemica contro la meccanizzazione dell’arte, che spicca la figura di Varia Nestoroff: essa rappresenta una svolta nella raffigurazione che Pirandello offre dell’immaginario femminile all’interno dei suoi romanzi. Si introduce cioè una nuova immagine di donna, quella della femme fatale; Varia, prima attrice di un’importante casa cinematografica, diventa soggetta a quel procedimento di scomposizione umoristica che, come accade per la maggior parte dei personaggi tipici della narrativa pirandelliana, le 1 Maria Antonietta Grignani, Il femminile nei romanzi, in «Retoriche pirandelliane», Napoli, Liguori, 1985, p. 136.

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