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Il giocatore di rugby nel ruolo degli avanti: studio sperimentale sull’interazione tra piede, scarpa e terreno nel movimento di traslazione antero-posteriore

Informazioni tesi

  Autore: Fabio Scambelluri
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Milano
  Facoltà: Medicina e Chirurgia
  Corso: Podologia
  Relatore: Umberto Alfieri Montrasio
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 74

Nella tesi di laurea in oggetto abbiamo svolto un lavoro di ricerca sperimentale, in collaborazione col Politecnico di Milano e con lo staff della Nazionale di Rugby Italiana, allo scopo di individuare le variabili che incidono maggiormente sull’attrito tra scarpa e terreno durante la fase di mischia ordinata nel rugby a 15.
Ai fini di una spinta ottimale è necessario avere un’interfaccia piede-terreno che permetta di esprimere la massima forza di traslazione antero-posteriore. Tramite l’ausilio di un piede meccanico, costruito dallo staff del Politecnico; abbiamo quindi analizzato le prestazioni di differenti modelli di scarpe, verificando l’importanza della lunghezza e la disposizione dei tacchetti nell’interazione col terreno. Si è visto, infatti, in letteratura che l’incidenza degli infortuni può essere correlata, oltre che a fattori ambientali, anche alla lunghezza e allo spessore dei tacchetti. Minimizzare dunque qualsiasi dispendio di energia o movimento patologico dovuto a fattori esterni come le calzature può permettere perciò di ottimizzare il movimento di spinta della mischia, permettendo di ridurre anche il rischio di infortuni.
Nei primi tre capitoli abbiamo quindi descritto gli elementi intrinseci che rientrano in questa analisi: il piede dal punto di vista articolare, il funzionamento della mischia e la biomeccanica della spinta, che rappresenta il movimento caratteristico di questa fase del gioco. Nel quarto capitolo abbiamo indagato invece gli elementi estrinseci: il terreno di gioco e l’oggetto del nostro studio, la scarpa da rugby, per poi soffermarci nel sesto capitolo nella vera e propria traumatologia nel rugby.
A seguito dell’elaborazione e dell’analisi dei dati raccolti abbiamo infine concluso che le scarpe con tacchetti più lunghi, di materiale metallico e con una superficie di contatto più ampia incidono positivamente sulla trazione, ottimizzando il movimento di spinta della mischia e riducendo la probabilità di insorgenza di traumi.

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Introduzione In questo studio sperimentale, svolto in collaborazione con il Politecnico di Milano e lo staff della nazionale di Rugby, abbiamo voluto focalizzare l’attenzione sull’interazione tra scarpa, piede e terreno nel movimento di traslazione antero-posteriore che avviene nella spinta del giocatore di rugby durante la mischia. Infatti ai fini di una spinta ottimale è necessario non solo avere una forza muscolare estremamente sviluppata, ma anche un’interfaccia piede- terreno che permetta di esprimere la massima forza di traslazione. Per questo motivo abbiamo indagato sulla scarpa da rugby, attraverso un’analisi sperimentale in cui abbiamo confrontato la capacità di trazione di diversi modelli di scarpe da rugby e da calcio ai fini di valutare l’importanza della lunghezza e la disposizione dei tacchetti nell’interazione col terreno. Si è visto, infatti, in letteratura che l’incidenza degli infortuni può essere correlata anche alla lunghezza e allo spessore dei tacchetti oltre che a fattori ambientali. Minimizzare dunque qualsiasi dispendio di energia o movimento patologico dovuto a fattori esterni come le calzature può permettere perciò di ottimizzare il movimento di spinta della mischia, permettendo di ridurre il numero di infortuni e di esprimere al meglio uno dei momenti più entusiasmanti di questo sport, in cui forza muscolare e spirito di collaborazione concorrono insieme al conseguimento del risultato.

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Parole chiave

calcio
trazione
scarpa
rugby
attrito
podologia
piede
avanti
mischia
tacchetti

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