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Didattica speciale e tecnologie informatiche: Utilizzo di software dedicati ai bambini con ritardo cognitivo lieve.

Informazioni tesi

  Autore: Iolanda Coccurello
  Tipo: Tesi di Specializzazione/Perfezionamento
Specializzazione in Sostegno per l'insegnamento nella scuola primaria
Anno: 2008
Docente/Relatore: Olga Di Loreto
Istituito da: Università degli Studi dell'Aquila
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 46

Le nuove tecnologie informatiche e multimediali, sono entrate prepotentemente nella nostra società, permettendo alla pedagogia di superare molti limiti didattici, soprattutto per quanto concerne il variegato mondo delle diversabilità. I bambini, usufruendo delle nuove modalità di trasmissione del sapere, possono accedere più regolarmente e più facilmente ai vecchi e nuovi contenuti proposti dalla scuola e, nello stesso tempo, fanno registrare un apprendimento più significativo, sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo.
In tale contesto educativo, i docenti hanno il dovere professionale di un aggiornamento continuo possibile anche grazie al progresso tecnologico che permette di mettere in atto le strategie didattiche individualizzate più opportune e redditizie.
L’utilizzo di software rivolti a bambini con ritardo cognitivo lieve (nonché a tutti i diversabili), induce l’ insegnante, cosciente dei problemi che presenta il diversabile inserito nella scuola, a saper rinunciare all’apparente sicurezza, derivante da uno schema a volte troppo rigido e meccanico, (si pensi alle tradizionali lezioni frontali, compiti, interrogazioni, ecc.) a favore di un atteggiamento critico di ricerca di soluzioni didattiche originali, allontanandosi dai classici libri di testo per dare spazio ai vari sussidi audiovisivi, tecnologici, informatici.
L’utilizzo dei vari strumenti espressivi, quali fotografie, disegni, filmati, fumetti ecc, diviene quasi indispensabile nell’educazione del diversabile, in quanto detti ausili sono un valido supporto alla comprensione e allo sviluppo della comunicazione.
Nel software didattico gli obiettivi sono ben definiti, le istituzioni sono precise e si fa ricorso a diversi canali percettivi quali: visivo, acustico, psicomotorio. Sotto il profilo psicopedagogico si fa leva su tre elementi fondamentali: 1) il cambiamento; 2) la fantasia; 3) la curiosità.
Il software didattico è entrato nella scuola e anche nelle istituzioni riabilitative; ovviamente, sia nella scuola che nelle istituzioni socio-sanitarie l’intervento dell’insegnante o del terapista è essenziale ed insostituibile. Questi software, attraverso una programmazione comune basata su precise finalità, motivano al massimo il diversabile all’apprendimento. Tutto ciò è dunque proteso a situazioni apprenditive e comunicative dove la ricchezza (o la povertà) delle situazioni stesse insieme al grado di coinvolgimento più o meno intenso, determinano lo sviluppo delle capacità cognitive ed essenziali del bambino diversabile (o il regresso).
Non va dimenticato, inoltre, che la sinergia tra percorsi informatici e quelli manipolativi può dar vita a risultati a volte anche inattesi.
Per quanto attiene alla suddivisione del presente elaborato in Capitoli , nello specifico essi trattano i seguenti argomenti : un primo capitolo incentrato sulla definizione del ritardo cognitivo lieve e l’ integrazione del bambino diversabile nonché sulla valenza della didattica laboratoriale multimediale , con particolare approfondimento sui software didattici ; un secondo capitolo che tratta nello specifico dei software didattici rivolti agli alunni con ritardo cognitivo lieve dimostrandone l’efficacia specie dell’ ipertesto ; un terzo capitolo, con una connotazione più empirica, la “pratica” didattica in contesti di speciale normalità rappresenta l’argomento principale; ivi si riporta, altresì, la mia esperienza di tirocinio a scuola attraverso le quali ho potuto esperire e sperimentare metodologie didattiche “speciali” supportate da computer

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4 INTRODUZIONE Le nuove tecnologie informatiche e multimediali, sono entrate prepotentemente nella nostra società, permettendo alla pedagogia di superare molti limiti didattici, soprattutto per quanto concerne il variegato mondo delle diversabilità. I bambini, usufruendo delle nuove modalità di trasmissione del sapere, possono accedere più regolarmente e più facilmente ai vecchi e nuovi contenuti proposti dalla scuola e, nello stesso tempo, fanno registrare un apprendimento più significativo, sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo. In tale contesto educativo, i docenti hanno il dovere professionale di un aggiornamento continuo possibile anche grazie al progresso tecnologico che permette di mettere in atto le strategie didattiche individualizzate più opportune e redditizie. L’utilizzo di software rivolti a bambini con ritardo cognitivo lieve (nonché a tutti i diversabili), induce l’ insegnante, cosciente dei problemi che presenta il diversabile inserito nella scuola, a saper rinunciare all’apparente sicurezza, derivante da uno schema a volte troppo rigido e meccanico, (si pensi alle tradizionali lezioni frontali, compiti, interrogazioni, ecc.) a favore di un atteggiamento critico di ricerca di soluzioni didattiche originali, allontanandosi dai classici libri di testo per dare spazio ai vari sussidi audiovisivi, tecnologici, informatici. L’utilizzo dei vari strumenti espressivi, quali fotografie, disegni, filmati, fumetti ecc, diviene quasi indispensabile nell’educazione del diversabile, in quanto detti ausili sono un valido supporto alla comprensione e allo sviluppo della comunicazione. Nel software didattico gli obiettivi sono ben definiti, le istituzioni sono precise e si fa ricorso a diversi canali percettivi quali: visivo, acustico, psicomotorio. Sotto il profilo psicopedagogico si fa leva su tre elementi fondamentali: 1) il cambiamento; 2) la fantasia; 3) la curiosità. Il software didattico è entrato nella scuola e anche nelle istituzioni riabilitative; ovviamente, sia nella scuola che nelle istituzioni socio-sanitarie l’intervento dell’insegnante o del terapista è essenziale ed insostituibile. Questi software, attraverso una programmazione comune basata su precise finalità, motivano al massimo il diversabile all’apprendimento. Tutto ciò è dunque proteso a situazioni apprenditive e comunicative dove la ricchezza (o la povertà) delle situazioni stesse insieme al grado di coinvolgimento più o meno intenso, determinano lo sviluppo delle capacità cognitive ed essenziali del bambino diversabile (o il regresso).

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Parole chiave

disabilità
scuola
didattica
disabili
ritardo cognitivo
software dedicati

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