Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Il rapporto tra sistema elettorale, sistema dei partiti e forma di governo: il caso italiano alla luce dell'analisi comparata.

La presente tesi si propone di approfondire le discipline dell’elezione degli organi rappresentativi e, più in generale, le modalità di funzionamento dei sistemi elettorali e le ripercussioni degli stessi nell'ordinamento.
Si tratta di un argomento che in Italia, specialmente negli ultimi anni, ha suscitato notevole interesse e sul quale si è ampiamente dibattuto, non solo in ambito politico ma anche, in ambito scientifico, tra politologi, giuristi, sociologi e nella stessa società civile.
Peraltro, dopo i risultati delle ultime elezioni politiche, il dibattito è divenuto ancor più intenso e una riforma elettorale sembra essere sempre più attesa e necessaria.
Al di là del caso italiano, l’interesse per l’argomento è certamente giustificato dal fatto che le leggi elettorali non sono, o almeno non sono soltanto, dei meccanismi di traduzione di voto in seggi, ma rappresentano, soprattutto, uno dei più importanti strumenti che gli ordinamenti moderni conoscono per l’esercizio diretto della sovranità popolare.
A partire da tale principio, nel primo capitolo, ci si è adoperati a suddividere schematicamente i sistemi elettorali in due tipologie fondamentali: quelli a carattere maggioritario e quelli a carattere proporzionale, analizzandone peculiarità e tratti distintivi.
I primi, infatti, generalmente privilegiano la stabilità e la garanzia di governabilità di un paese, mentre i secondi sono maggiormente ispirati da criteri di rappresentatività e pluralismo; a questa bipartizione è stato aggiunto un ulteriore modello, quello dei sistemi misti.
Si è poi spostata l’attenzione, nel secondo capitolo, sugli effetti che i sistemi elettorali sono in grado di produrre nell’ambito tanto delle forme di governo quanto dei sistemi partitici, sempre tenendo in considerazione il fatto che si tratta di un’influenza reciproca e vicendevole.
In ogni caso, per quanto si sia tentato di enunciare delle regole, rimane chiaro che queste possono assumere il rango di principi sempre smentibili in relazione al caso specifico in cui il sistema elettorale si trova ad operare.
Successivamente si è passati ad analizzare i modelli elettorali nelle specificità di alcuni casi concreti a partire dalla loro rilevanza all’interno delle Costituzioni. Mentre nella Costituzione italiana la posizione del sistema elettorale pare poco accentuata un discorso diverso si deve fare per altri ordinamenti, come quello spagnolo.
Nel terzo capitolo si sono poi analizzati i casi di Francia, Germania e Spagna, modelli presi in considerazione in quanto si tratta di sistemi ritenuti particolarmente riusciti, che hanno prodotto dei risultati tendenzialmente positivi nei rispettivi sistemi politico-istituzionali.
Di seguito si è operata una disamina del caso italiano, anche alla luce del recente periodo di scarsa governabilità, con riferimento ai modelli stranieri e al Codice europeo di buona condotta in materia elettorale.
Dopo un breve excursus storico, nel capitolo quarto, è stata analizzata approfonditamente la legge che attualmente regola il nostro sistema elettorale, enucleando tutte le criticità che portano a considerare il sistema elettorale italiano come un unicum nel panorama mondiale.
Gli aspetti negativi della l. 270/2005 si sono a pieno manifestati nella sua pratica applicazione in occasione delle tornate elettorali del 2006, 2008 e 2013.
É proprio su queste ultime elezioni che, nel capitolo cinque, si è svolta un’analisi maggiormente specifica, partendo dai mesi precedenti al voto e dando conto dei tentativi di riforma concreta del sistema, poi concretizzatisi in un nulla di fatto.
L’analisi è stata, infine, rivolta ai risultati usciti dalle urne e, quindi, alla situazione politica post-elettorale quanto mai incerta, caratterizzata da una ingovernabilità che la stessa legge elettorale ha contribuito in maniera rilevante a determinare.
Un ultimo cenno è stato poi riservato alle ultimissime proposte di modifica che continuano a rappresentare una stretta necessità, visto il possibile, forse probabile, imminente ritorno alle urne.

Mostra/Nascondi contenuto.
~ 5 ~ INTRODUZIONE La presente tesi si propone di approfondire le discipline dell’elezione degli organi rappresentativi e, più in generale, le modalità di funzionamento dei sistemi elettorali e le ripercussioni degli stessi nell’ordinamento. Si tratta di un argomento che in Italia, specialmente negli ultimi anni, ha suscitato notevole interesse e sul quale si è ampiamente dibattuto, non solo in ambito politico ma anche, in ambito scientifico, tra politologi, giuristi, sociologi e nella stessa società civile. Peraltro, dopo i risultati delle ultime elezioni politiche, il dibattito è divenuto ancor più intenso e una riforma elettorale sembra essere sempre più attesa e necessaria. Al di là del caso italiano, l’interesse per l’argomento è certamente giustificato dal fatto che le leggi elettorali non sono, o almeno non sono soltanto, dei meccanismi di traduzione di voto in seggi, ma rappresentano, soprattutto, uno dei più importanti strumenti che gli ordinamenti moderni conoscono per l’esercizio diretto della sovranità popolare. A partire da tale principio, nel primo capitolo, ci si è adoperati a suddividere schematicamente i sistemi elettorali in due tipologie

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Marco Ricciarelli Contatta »

Composta da 171 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 4992 click dal 14/05/2013.

 

Consultata integralmente 12 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.