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Una stagione di talk: analisi dei programmi di approfondimento politico durante la campagna elettorale del 2013

Il lavoro analizza il ruolo e le caratteristiche comunicative delle trasmissioni televisive di approfondimento politico-economico presenti nel palinsesto delle reti generaliste nella stagione 2012-2013, con particolare focus sulla campagna elettorale per le elezioni politiche del febbraio 2013. Il percorso effettuato intende in primo luogo analizzare questo genere di prodotti alla luce dell'offerta televisiva complessiva, per poi individuare, per ciascuno degli elementi del corpus selezionato, i modelli comunicativi e le loro finalità, i linguaggi adottati, il quadro partecipativo, il quadro spazio-temporale, il tono e lo stile. In un secondo momento, si intende analizzare nello specifico e comparare le forme dell'interazione e gli effetti di senso realizzati all'interno di un campione selezionato di testi. Infine, si tenta di delineare alcune tendenze generali di questo genere testuale, con particolare attenzione alle sue influenze e relazioni reciproche con la realtà extratelevisiva.

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3 Introduzione Fin dalla sua comparsa nel nostro Paese, la televisione ha catalizzato l’attenzione, la curiosità, i timori degli esponenti del mondo politico. Da tecnologia dispensatrice di immagini e strumento dalle enormi potenzialità nei termini di accesso di pubblico, la televisione si rivela molto di più di questo: un dispositivo comunicativo consustanziale alle logiche di potere e la causa, insieme al complesso del sistema dei media, di un’epocale e profonda modificazione delle regole e dei modi della comunicazione politica. La scena pubblica diventa mediatica e anche quando si ricorre a modelli più tradizionali come il comizio oppure ci si affida ai nuovi media e alla rete, è quasi sempre la televisione che raccoglie, seleziona, rielabora, combina secondo il proprio linguaggio e, in ultima istanza, amplifica il discorso politico. Anche l’anomala campagna elettorale di questo primo scorcio di 2013, che ha portato a conclusioni ancora più anomale e sicuramente inedite per l’Italia, è stata definita da più parti come la campagna più televisiva dell’era repubblicana. I fattori di un legame che pare inscindibile tra candidati e studi tv sono molteplici: la possibilità di rivolgersi ad un vasto uditorio insieme a quella di ottenere la maggiore visibilità possibile; ma anche l’occasione di massimizzare gli obiettivi comunicativi a fronte di una spesa che è invece relativamente ridotta, così come la possibilità di mettere in scena il confronto democratico utilizzando però le strategie del coinvolgimento della sensibilità e dell’emozione. Nel presente lavoro, però, non si analizzeranno tanto le motivazioni dei partecipanti quanto piuttosto le modalità secondo le quali i cosiddetti talk show politici articolano il discorso politico e lo adattano alle esigenze di spettacolarizzazione a cui nemmeno una tv dell’informazione si può ormai sottrarre. La “piazza elettronica” si è ormai imposta come un ambiente sociale e comunicativo a tutti gli effetti, governato da regole proprie e che si esprime nella variazione continua di regimi conversazionali e registri stilistici. Il discorso politico e quello televisivo trovano un terreno comune nell’adozione di una comunicazione che vada oltre una logica dell’argomentazione e della persuasione per adottare piuttosto una logica della seduzione e dell’emozione; una comunicazione, perciò, attenta non solo all’approfondimento dei contenuti, ma anche e

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Lucia Parato Contatta »

Composta da 116 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 965 click dal 16/05/2013.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.