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Quadro normativo e agevolazioni fiscali per lo sviluppo del mercato del Biodiesel

Durante l’esposizione mondiale di Parigi (1900), Rudolf Diesel presentò un motore alimentato con olio di arachidi. L’inventore sosteneva che: “l’impiego di oli vegetali come carburanti potesse con il passare del tempo diventare importante come lo è il petrolio”.
Attualmente, con il perdurare della crisi mondiale ed il prezzo del greggio in continua ascesa, l’UE ha stabilito un piano d’azione per promuovere l’utilizzo dei biocarburanti. In particolar modo, l’impiego del biodiesel è supportato anche da uno stimolo ecologico ed ambientale oltre che economico.
Nel mio elaborato concentrerò l’attenzione sul quadro normativo vigente in Europa riguardo al biodiesel, sulle agevolazioni fiscali di cui gode e sui vantaggi e svantaggi che il suo utilizzo comporta, sia sul piano ambientale che economico e sociale.
Nel primo capitolo tratterò il biodiesel in generale; parlerò della sua nascita, della sua storia, dei vari metodi di produzione e dei suoi molteplici utilizzi.
Nella seconda parte entrerò nel cuore dell’argomento parlando appunto dei vantaggi e svantaggi economici e sociali associati all’utilizzo del biodiesel, della normativa vigente in Europa, dei costi di produzione e delle agevolazioni fiscali di cui gode volte ad incentivare la sua diffusione.
Nel terzo capitolo infine ho deciso di portare un caso di studio, e concentrerò appunto la mia attenzione sulla Germania, leader mondiale nella produzione dei biocarburanti, esaminando le condizioni politiche e fiscali che regolano l’utilizzo del biodiesel, il mercato di cui gode attualmente e le prospettive future.

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3 1. BIODIESEL 1.1 STORIA Nel corso degli anni venti, i produttori di motori diesel modificarono i loro propulsori per sfruttare la minore viscosità del combustibile fossile a scapito dell’olio vegetale. Il risultato fu la quasi completa eliminazione dell’infrastruttura di produzione del combustibile di biomassa in quanto il nuovo prodotto era più economico da produrre rispetto alle alternative ricavate dalla biomassa. Un interesse più accentuato verso gli oli vegetali da utilizzare come carburanti ha avuto però inizio nei primi anni ‘70 del XX secolo in corrispondenza della prima crisi petrolifera. La riforma agraria del Maggio 1992 ha stimolato gli agricoltori ad orientarsi verso coltivazioni destinate al consumo “non-alimentare”. Dai primi anni ‘90 il mercato del biodiesel è fortemente cresciuto in quanto le preoccupazioni circa l’impatto ambientale e la diminuzione della differenza di costo hanno reso i biocarburanti un’alternativa valida. Inoltre le condizioni-quadro giuridiche, vedi le agevolazioni fiscali in Germania e in Austria, hanno sicuramente dato un importante contributo. In Germania il biodiesel è stato venduto fino alla fine del 2003 in forma pura. In Francia e in Italia il biocarburante viene venduto in miscela da parecchio tempo. Il biodiesel ha quindi raggiunto un certo grado di notorietà come prodotto di miscela. E’ l’unico biocarburante che attualmente viene utilizzato in quantità non indifferenti. (la vendita di biocarburanti nell’Unione Europea è aumentata di 1,7 milioni rispetto al 2009; è un aumento del 13,6% a 13,9 milioni di tonnellate). Intorno agli anni 2000 il più grande mercato del biodiesel era rappresentato da quello francese, che rappresentava il 40% delle entrate complessive del mercato dei biocarburanti. (dati Fprst & Sullivan, 2001). Fino a quel momento la Germania era il secondo mercato in Europa con una quota pari al 38%, ma a partire dal 2001 questo ha iniziato a crescere superando al primo posto quello francese.

Laurea liv.I

Facoltà: Economia

Autore: Leonardo Vantaggi Contatta »

Composta da 48 pagine.

 

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