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La nuova Russia e la politica di neoegemonia all'interno della CSI

La transizione della Russia e dei Paesi ex-URSS, dagli ultimi tentativi di riforma di Gorbacev, glasnost' e perestrojka, fino all'affermazione di Vladimir Putin ed i nuovi movimenti centripeti dell'intero blocco ex-sovietico.

L’obiettivo che, senza pretese di verità rivelata, ci siamo posti con la presente ricerca, è stato proprio quello di dare conto al lettore dell’evoluzione di questo blocco di Stati dagli ultimi anni del regime comunista fino ai giorni nostri, osservando il tutto con un occhio neutrale, “svuotato” il più possibile dai canoni occidentali.
Dalla perestrojka a Putin, dall’URSS alla CSI, abbiamo cercato di mettere in luce i punti in comune e quelli di rottura e quanto la nuova Russia possa essere identificata come la prosecutrice del vecchio Stato sovietico, seppur in forme e modalità più sfuggenti.
Questi i temi principali che abbiamo affrontato: il ruolo di Gorbačëv nella difficile fase terminale dell’URSS ed il grande successo, da egli sempre rivendicato, di aver condotto la transizione senza spargimenti di sangue, se non minimi; la dissoluzione dell’Impero comunista e l’attrazione, reciproca fra Mosca ed i suoi vicini fin dai primi anni Novanta; l’ascesa di El’cin ed il tentativo di stabilizzare le nuove istituzioni russe e di ritrovarne la collocazione internazionale; l’evoluzione della CSI e l’effettivo ruolo russo al suo interno; gli anni di Putin, la riemersione di vecchi conflitti e la “tentazione di potenza”.
Attraverso questa analisi, che non può che essere incompleta vista la condizione di transitorietà che ancora caratterizza la zona ex URSS, ci si è infine posto l’obiettivo di comprendere la “peculiarità” del caso russo, che non trova paragoni in altri Paesi e si configura come un unicum, un sistema di potere posto a metà fra le democrazie di stampo occidentale ed i regimi autoritari tipici del Secondo Mondo.
Un Paese sconfinato, affascinante e dalla storia secolare alla ricerca della sua identità, fra un passato difficile ed un futuro ancora tutto da scrivere.

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Introduzione La storia degli ultimi trent’anni di quello che, un tempo, era indicato nel suo complesso come “blocco orientale”, è forse una delle più complicate in cui addentrarsi per noi occidentali. Dalla fine della Guerra Fredda e la conseguente affermazione del modello statunitense a livello mondiale, in molti casi si fatica ancora a trovare gli appropriati canali di interpretazione e di analisi dei Paesi ex URSS, su tutti, ovviamente, la Federazione russa. L’obiettivo che, senza pretese di verità rivelata, ci siamo posti con la presente ricerca, è stato proprio quello di dare conto al lettore dell’evoluzione di questo blocco di Stati dagli ultimi anni del regime comunista fino ai giorni nostri, osservando il tutto con un occhio neutrale, “svuotato” il più possibile dai canoni occidentali. Dalla perestrojka a Putin, dall’URSS alla CSI, abbiamo cercato di mettere in luce i punti in comune e quelli di rottura e quanto la nuova Russia possa essere identificata come la prosecutrice del vecchio Stato sovietico, seppur in forme e modalità più sfuggenti. Questi i temi principali che abbiamo affrontato: il ruolo di Gorbačëv nella difficile fase terminale dell’URSS ed il grande successo, da egli sempre rivendicato, di aver condotto la transizione senza spargimenti di sangue, se non minimi; la dissoluzione dell’Impero comunista e l’attrazione, reciproca fra Mosca ed i suoi vicini fin dai primi anni Novanta; l’ascesa di El’cin ed il tentativo di stabilizzare le nuove istituzioni russe e di ritrovarne la collocazione internazionale; l’evoluzione della CSI e l’effettivo ruolo russo al suo interno; gli anni di Putin, la riemersione di vecchi conflitti e la “tentazione di potenza”. Attraverso questa analisi, che non può che essere incompleta vista la condizione di transitorietà che ancora caratterizza la zona ex URSS, ci si è infine posto l’obiettivo di comprendere la “peculiarità” del caso russo, che non trova paragoni in altri Paesi e si configura come un unicum, un sistema di potere posto a metà fra le democrazie di stampo occidentale ed i regimi autoritari tipici del Secondo Mondo. Un Paese sconfinato, affascinante e dalla storia secolare alla ricerca della sua identità, fra un passato difficile ed un futuro ancora tutto da scrivere. Gorizia, 25 marzo 2012 Fabrizio Barbon Di Marco

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Fabrizio Barbon Di Marco Contatta »

Composta da 81 pagine.

 

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