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Il libro nel Medioevo

Informazioni tesi

  Autore: Denise Minerva
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2012-13
  Università: Università degli Studi del Piemonte Orientale A.Avogadro
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Filosofia
  Relatore: Alessandro Barbero
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 70

La tesi affronta una breve indagine relativa al libro in epoca medievale; la struttura del libro, i metodi di realizzazione, i fruitori del libro e il rapporto tra la donna e il libro.

Ho suddiviso la mia tesi in tre capitoli. Il primo ha carattere storico e fornisce un’idea generale del contributo italiano fornito alla fruizione del libro nel corso del lungo arco medievale; si mostra come nel corso dei secoli il libro sia stato sempre protagonista, ma è stato prodotto e conservato con modalità sempre diverse in relazione al periodo storico. Si vedrà come anche il valore dello stesso libro muta, con il procedere del tempo. Per realizzare questo capitolo ho analizzato i saggi di Attilio Bartoli Langeli, “Francesco d’Assisi e il primo secolo di storia francescana”, di Guglielmo Cavallo, “Dall’eremo al cenobio” e “Libri e lettori nel Medioevo. Guida storica e critica” a cura di Guglielmo Cavallo.
Il secondo capitolo affronta nel dettaglio le caratteristiche tipiche del manoscritto, partendo dai diversi supporti scrittorii, dalla fattura del libro, dai vari tipi di scrittura, passando per l’aspetto esteriore del testo e giungendo a varie teorie su cui gli storici ipotizzano il quadro generale della storia del libro. Per questo tema fondamentale è il contributo fornito da Bernhard Bischoff “Paleografia latina. Antichità e medievo”, la dettagliata descrizione di Emanuele Casamassima “Tradizione corsiva e tradizione libraria nella scrittura latina del Medioevo” e in chiusura del capitolo l’analisi di Armando Petrucci contenuta in “La descrizione del manoscritto”.
Il terzo capitolo affronta un tema decisamente originale e recente e analizza l’approccio tra la figura femminile e il libro medievale. Attraverso “Governare l’alfabeto. Donne, scrittura e libri nel Medioevo” di Luisa Miglio, si scoprirà se anche le donne medievali avessero accesso ai principali mezzi della cultura, quali fossero le limitazioni a cui erano sottoposte e il loro approccio psicologico alla tradizione.
Riprendendo una citazione di Carlo M. Cipolla, noto storico italiano, chiuderei la mia introduzione per iniziare l’indagine intorno al libro: “Voglia il cielo che dopo aver scorso questo libro il lettore non si penta di aver imparato a leggere e non danni il giorno in cui io imparai a scrivere”.

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4 Introduzione Una delle più stravolgenti informazioni acquisite durante il mio percorso formativo universitario fa riferimento all’idea generale che si ha del Medioevo. Fino al momento in cui iniziai a frequentare il corso di storia medievale, ho sempre pensato, come mi era stato tramandato dalle precedenti istituzioni scolastiche, che il Medioevo fosse un periodo povero di cultura, negativo e associato ai termini “secoli bui”. Frequentando il corso e analizzando i testi che mi sono stati sottoposti, sono giunta all’idea che le informazioni acquisite fino a quel momento dovevano essere rivalutate. Prima di iniziare la mia tesi ho verificato se l’idea di un periodo negativo fosse realmente radicata nella nostra società. Ho così condotto un rapido questionario, tramite un noto social network e ho chiesto che mi venissero fornite delle associazioni di idee partendo dal termine Medioevo. Il target analizzato è costituito da circa 80 persone, uomini e donne di un’età compresa tra i 18 e i 50 anni, in modo da poter analizzare i contenuti offerti da una scuola più tradizionale e quelli forniti dai libri più recenti. I risultati ottenuti sono stati piuttosto deludenti; è emerso come poco più del 75% dei termini associati al periodo medievale, siano negativi. Le parole più frequenti sono state: “Dark Ages”, “secoli bui”, “stregoneria”, “superstizione”, “oscuro”, “censura”. I termini positivi invece fanno riferimento alla “rinascita”, al “castello” e allo “stile romanico”. Il risultato ottenuto mi ha consentito di giungere all’affermazione che la scuola dei giorni d’oggi, fino al ciclo superiore è ancora molto tradizionalista, tanto che i pregiudizi e i preconcetti sono molto radicati, così tanto da considerarli forse dogmi, per non decidere di rivalutarli.

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