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''Spesso il male di vivere ho incontrato''. Prospettive sulla depressione a confronto

Informazioni tesi

  Autore: Simona Arcidiacono
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Palermo
  Facoltà: Scienze della Formazione
  Corso: Psicologia Clinica
  Relatore: Giorgio Falgares
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 116

Questo lavoro indaga il tema della depressione, nel tentativo di far dialogare una dimensione intrapsichica della depressione, che abbiamo individuato nella visione psicodinamica, con una fenomenologica, connessa al vissuto dell’individuo depresso, ed ancora con altre due prospettive che si occupano degli elementi sociali e culturali: quella sociologica e quella etnopsichiatrica.
Nella visione psicodinamica viene presa in considerazione la posizione di Sidney Blatt rispetto allo sviluppo della personalità e ai risvolti psicopatologici, concentrandoci sulle polarità da lui delineate: quella introiettiva e quella anaclitica. In seguito vengono confrontate diverse teorie sulla depressione con la concezione di Blatt.
Infine vengono approfonditi due nuclei psicodinamici, associati ciascuno ad una delle due polarità: il lutto patologico al versante anaclitico e la colpa al versante introiettivo.
Nella prospettiva fenomenologica dopo aver differenziato la tristezza dal sentimento di mancanza di sentimento, secondo Stanghellini, vengono esplorate due esperienze che risultano alterate nella depressione: il vissuto del tempo e del corpo.
L’ultimo capitolo esprime il tentativo di indagare i cambiamenti che la depressione ha subito nel tempo, collegandoli alle trasformazioni sociali evidenziate da Ehrenberg. Inoltre ci si è interrogati, attraverso il contributo di Pietro Coppo e altri autori come Cardamone e Inglese, sul ruolo della cultura nel mettere in forma questo tipo di patologia, e in generale sulle differenze culturali nel significare le forme della sofferenza.
Si è poi guardato alle nuove configurazioni della depressione e ad alcuni modi di gestirle e affrontarle, soffermandoci sull'importanza dell’ascolto, della relazione e del tempo.

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4 Introduzione Questo lavoro indaga il tema della depressione, nel tentativo di far dialogare una dimensione intrapsichica della depressione, che abbiamo individuato nella visione psicodinamica, con una fenomenologica, connessa al vissuto dell’individuo depresso, ed ancora con altre due prospettive che si occupano degli elementi sociali e culturali: quella sociologica e quella etnopsichiatrica. Consapevoli che si tratta di una scelta che non esaurisce la complessità della tematica, abbiamo provato comunque ad approcciarci alla molteplicità di cui parla Morin nella teoria della complessità, la quale rimanda alla <<necessità di tenere in considerazione, quando ci si occupa della condizione umana in tutta la sua sofferenza e profondità, numerose verità, in luogo della verità unica sostenuta dalle prospettive più tradizionali>> (Stallone & Avara, 2001, p. 34). Prima di approfondire il contenuto dei singoli capitoli vorremmo fare una digressione sul titolo del presente elaborato, il quale riprende la nota poesia di Eugenio Montale presente nella raccolta “Ossi di Seppia” (2007). Spesso il male di vivere ho incontrato: era il rivo strozzato che gorgoglia, era l’incartocciarsi della foglia riarsa, era il cavallo stramazzato. Bene non seppi, fuori del prodigio che schiude la divina Indifferenza:

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Parole chiave

tempo
depressione
corpo
coppo
male di vivere
ehrenberg
blatt
stanghellini
introiettivo
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