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Consumi, consumatori e piramide di Maslow, come la crisi ha cambiato i consumi

Informazioni tesi

  Autore: Elena Grosso
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia aziendale
  Relatore: Bernardo Bertoldi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 21

L’avvento della crisi economica globale ha probabilmente sancito la fine di una importante fase di sviluppo economico, di un vero e proprio ciclo che ormai si protraeva da diversi decenni. È entrato definitivamente in crisi il sistema capitalistico moderno, un sistema economico pesantemente basato sui consumi degli individui che, progressivamente, sono andati ad abbandonare l’importanza materiale dei beni e si sono concentrati sempre più sulla ricerca di componenti metafisiche, edonistiche, improntate alla soddisfazione dei desideri, anziché dei reali bisogni. Il nuovo consumatore non lesina a risparmiare significativamente su quei beni che possono essere considerati come necessari, mentre va ad aumentare la spesa in consumi secondari, superflui ma in grado di attribuire maggiore soddisfazione o piacere.
Gli studi realizzati da Abraham Maslow nella prima metà del Novecento, sfociati poi nella schematizzazione gerarchica dei bisogni umani, ad oggi non sono più veritieri, non corrispondono più esattamente alle abitudini e alle esigenze dei nuovi consumatori. Ciò che era basilare cinquant’anni fa oggi non lo è più; i beni che un tempo erano ritenuti superflui e secondari, oggi sono diventati parte integrante dei consumi della società.

Attraverso questa tesi si andrà ad analizzare il concetto di bisogno, oltre ad aspetti di marketing inerenti la creazione dei bisogni stessi, l’analisi delle motivazioni che muovono gli essere umani e i comportamenti d’acquisto degli individui. Nella parte conclusiva della tesi, attraverso i dati Istat e Coldiretti, vengono individuati i cambiamenti che la recente situazione di crisi ha portato all’interno dei consumi. Si vedrà quindi che a causa dell’affiancamento dei desideri ai bisogni umani, dell’importanza crescente delle emozioni nei comportamenti di consumo, della spiccata tendenza alla superficialità e della nuova necessità del superfluo, la piramide di Maslow non viene privata in modo netto di tutti quei consumi classificabili come secondari, ma viene tagliata trasversalmente, evidenziando dunque una tendenza dei consumatori a privarsi in egual modo sia dei beni primari che di quelli secondari.

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CAPITOLO 1 IL COMPORTAMENTO DEL CONSUMATORE 1.1 Il concetto di bisogno Il “bisogno” è una nozione molto complessa e articolata, tale da essere oggetto di molte discussioni nel campo del marketing e di conseguenza perno centrale degli studi che le imprese effettuano sui consumatori. Il bisogno è la manifestazione di uno squilibrio: si ha quando qualcosa fuori o dentro noi si è trasformato. Le nostre azioni devono quindi essere modificate in modo da seguire il cambiamento avvenuto, così da ristabilire l’equilibrio tra il fatto che ha provocato il bisogno e la nostra organizzazione mentale quale si presentava anteriormente ad esso. 1 La componente culturale e soggettiva è parte integrante del concetto di bisogno, poichè l’uomo è al tempo stesso un essere naturale, condizionato dalle necessità del suo corpo, e un essere storico, condizionato dalle caratteristiche dell’epoca in cui vive, dalla sua cultura di appartenenza e dalla propria “storia personale”. Queste ed altre componenti devono essere analizzate e studiate per poter realizzare, e ovviamente vendere con successo, nuovi prodotti, il più possibile conformi alle diverse esigenze dei vari gruppi di clienti. Affinché ciò avvenga l’impresa deve approfondire le componenti motivazionali e psicologiche che stanno alla base delle decisioni di acquisto. Sono spesso difficili da individuare e esaminare, per questo motivo infatti nelle analisi l’azione dell’acquirente viene ricondotta ad un puro gesto razionale, a cui corrisponde una chiara e precisa preferenza del cliente, che si ipotizza essere stabile nel tempo, anche se questa situazione è alquanto distante da ciò che avviene realmente. La motivazione all’azione dipende soprattutto da due elementi fondamentali della personalità dell'individuo: le competenze e i valori personali. Quest’ultimi rappresentano il nucleo di idee guida dell’individuo, ciò che dà forma e significato alla sua esistenza, ciò che egli vuole fare, mentre le competenze sono l'insieme di risorse necessarie alla riuscita, ciò che la persona è in grado di fare. La spinta motivazionale viene innescata ogni volta che l'individuo avverte che il suo equilibrio interno è stato modificato, quando percepisce cioè un bisogno, un senso di mancanza, di privazione totale o parziale di alcuni elementi che generano il benessere della persona. Questo stato di insoddisfazione spinge l’uomo a procurarsi i mezzi necessari per porvi rimedio. 1 Jean Piaget, Lo sviluppo mentale del bambino, Einaudi, Torino, 1967

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economisti
teoria del comportamento pianificato
piramide di maslow
teoria dell’azione ragionata
teorie di ajzen

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