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La cooperazione decentrata tra Italia e Brasile. Il programma 100 città per 100 progetti

Informazioni tesi

  Autore: Alessandro Falbo
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze dello Sviluppo e della Cooperazione Internazionale
  Relatore: Raffaele Cadin
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 144

L'obiettivo di questa tesi è quello di condurre una analisi sulla cooperazione decentrata tra Italia e Brasile. In particolare, si evidenzia il ruolo acquisito nel corso degli anni da parte delle regioni, province e comuni nella cooperazione.
I capitoli introduttivi si concentrernno su questi temi, per poi effettuare un'analisi sul tema principale della cooperazione con gli stati brasiliani e le altre istituzioni a livello decentrato.
Uno sguardo speciale comporterà l'analisi di un progetto di cooperazione specifica denominata "100 città per 100 progetti. Italia-Brasile ". L'obiettivo è quello di comprendere lo stato di avanzamento di questo progetto, gli obiettivi, i vantaggi comparati derivanti dalla sua applicazione.
100 città per 100 progetti è un programma creato da ANCI in collaborazione con il Fronte Nazionale dei Sindaci, che attraverso la creazione e il rafforzamento delle strutture istituzionali comuni cerca di affrontare una serie di questioni specifiche che vanno dalla protezione ambientale all'istruzione, al miglioramento della qualità della vita.
Si rivedono i progressi compiuti dalle istituzioni di entrambi i paesi e, allo stesso tempo mette in luce le carenze ei problemi da affrontare per ottimizzare e rendere più fruttuosa cooperazione fondata sul partenariato e in aiuto pubblico allo sviluppo.

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1 Introduzione: pensare globalmente, agire localmente Ormai da tempo il concetto di globalizzazione si è fatto strada, ha plasmato i nostri tempi, il nostro modo di vedere il mondo. Esso rappresenta un fenomeno economico, sociale, politico. Un fenomeno che sicuramente ha comportato grandi vantaggi, ma che ha determinato anche grandi disparità a livello mondiale, acuendo spesso situazioni che già apparivano critiche. In nome della libertà e dello sviluppo sono stati avanzati e imposti modelli che di sviluppo avevano ben poco. Anche la cooperazione internazionale, nata per colmare quel divario esistente tra i Paesi del Nord e del Sud del mondo, ha finito per incanalarsi in quei modelli che giovavano solo alle logiche dei Paesi ricchi e industrializzati. Più volte si è cercato di ricalibrare le politiche e gli interventi, spesso di fronte ad impegni assunti ma mai concretizzati del tutto. In un momento di difficoltà, negli anni novanta, si è via via cominciato a diffondere un progressivo interessamento della società civile, è aumentata la sensibilità verso i temi della crescita e dello sviluppo e, di conseguenza, la pressione verso i governi centrali. Contestualmente, si è affermata la voglia di intervenire dal basso, di fronte alle inefficienze e alla scarsa sensibilità verso le popolazioni destinatarie di progetti pensati e attuati dall’alto. In questo ambito, in Italia emergevano gli Enti locali, che progressivamente cominciavano a promuovere interventi che tenessero conto delle esigenze del territorio. La loro cooperazione ha vissuto momenti di difficoltà iniziale, che verranno superati con l’acquisizione di nuove competenze ed esperienze, fino a diventare un pilastro indiscutibile della cooperazione allo sviluppo. La nostra analisi si concentrerà sui rapporti di questo tipo di cooperazione nei confronti del Brasile. Analizzeremo i rapporti tra l’Italia e il Brasile per dare una base storica delle relazioni tra i due Paesi e vedere come esse abbiano affrontato momenti diversi. Politica, affari, cultura, sono il simbolo di un grande patrimonio di amicizia che ci unisce l’uno all’altro. La scelta del Paese è stata determinata da legami personali con la realtà sudamericana ma anche dall’idea di

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Parole chiave

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cooperazione
brasile
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