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Le forme non finite del verbo in inglese: aspetti sintattici, semantici e pragmatici

Informazioni tesi

  Autore: Elisa Viti
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi Roma Tre
  Facoltà: Lingue straniere per la comunicazione internazionale
  Corso: Lingue e culture moderne
  Relatore: Anna Pompei
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 183

Nel lavoro in questione si analizzano le forme non finite del verbo in inglese dal punto di vista semantico, sintattico e pragmatico, prestando particolare attenzione alla -ing form. Il lavoro è suddiviso in cinque parti fondamentali, tra cui: analisi introduttiva delle categorie grammaticali caratterizzanti nomi e verbi e di come le forme non finite del verbo si collochino nel continuum nome-verbo; studio del caso particolare del suffisso –nte nella lingua italiana ed in quella spagnola, ripercorrendone lo sviluppo dalle origini latine; introduzione generale delle forme non finite del verbo in inglese, ossia, gerundio, participio e infinito e analisi delle diverse funzioni sintattiche delle forme verbali in –ing, ossia di verbo, nome e aggettivo al fine di mettere in luce quali sono i punti di incontro e anche di sovrapposizione di esse (verbo-nome, nome-aggettivo, verbo-aggettivo).
In seguito, analisi del suffisso polifunzionale –ing da un punto di vista sintattico e semantico come converbio, nome deverbale, complemento verbale, aggettivo deverbale. Individuazione dei parametri di classificazione tipologica dei converbi e distinzione tra free adjuncts e absolutes secondo Kortmann (1991: 5-13); analisi dei possibili casi di ambiguità tra le diverse funzioni della –ing forms, in particolare tra participio-maṣdar, converbio-participio, converbio-maṣdar. Spiegazione dell’ambiguità in termini di vaghezza, polisemia e indeterminatezza. Si prosegue poi con un'analisi delle diverse funzioni pragmatiche delle frasi avverbiali che precedono o seguono la frase reggente in termini di foreground e background sulla base dei parametri indicati da Violeta Ramsay (1987: 385-407). Analisi in termini di Tema e Rema secondo la descrizione fornita da Cresti (1987: 27).
Infine, analisi di un testo narrativo (Amsterdam di Ian McEwan) per evidenziare il diverso comportamento delle –ing forms in funzione di converbio quando seguono o precedono la frase reggente in termini di foreground e background, attraverso l’applicazione dei test utilizzati da Ramsay (1987: 385-407). Identificazione della loro funzione ai fini della distribuzione dell’informazione, in particolare in termini di Tema e Rema, al fine di osservare se tali parametri coincidano con quelli individuati dalla dicotomia foreground/background.

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5 LE FORME NON FINITE DEL VERBO IN INGLESE: ASPETTI SEMANTICI, SINTATTICI E PRAGMATICI. INTRODUZIONE Nel presente lavoro si analizzeranno le forme non finite del verbo in inglese dal punto di vista semantico, sintattico e pragmatico, prestando particolare attenzione alla -ing form. A tal fine, si è suddiviso il lavoro in cinque parti fondamentali: 1) Analisi introduttiva delle categorie grammaticali caratterizzanti nomi e verbi e di come le forme non finite del verbo si collochino nel continuum nome-verbo. Studio del caso particolare del suffisso –nte nella lingua italiana ed in quella spagnola, ripercorrendone lo sviluppo dalle origini latine. 2) Introduzione generale delle forme non finite del verbo in inglese, ossia, gerundio, participio e infinito e analisi delle diverse funzioni sintattiche delle forme verbali in –ing, ossia di verbo, nome e aggettivo al fine di mettere in luce quali sono i punti di incontro e anche di sovrapposizione di esse (verbo-nome, nome-aggettivo, verbo-aggettivo). Breve cenno all’evoluzione della –ing form a partire dall’origine come nome in Old English all’ingresso all’interno del paradigma verbale. 3) Analisi del suffisso polifunzionale –ing da un punto di vista sintattico e semantico come converbio, nome deverbale, complemento verbale, aggettivo deverbale. Individuazione dei parametri di classificazione tipologica dei converbi e distinzione tra free adjuncts e absolutes secondo Kortmann (1991: 5-13). Analisi dei possibili casi di

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