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La Smart City quale modello metropolitano orientato allo sviluppo sostenibile: le best practices torinesi

La società attuale, nonostante gli innumerevoli segnali di non sostenibilità del sistema vigente, è ancora permeata dalle logiche di mercato consumistiche.
Sempre più persone però convergono sull’ idea che l’uso sostenibile delle risorse energetiche sia la base per la crescita economica ed il benessere nel futuro.
In questo contesto si localizzano le Smart Cities, fenomeno ancora relativamente sconosciuto anche agli stessi abitanti delle città aderenti ma in rapidissima diffusione grazie al brulicare mediatico portato avanti in particolar modo dagli stessi attori dei progetti.
Le città intelligenti sono luoghi in cui l'insieme dei comportamenti dei suoi abitanti e le scelte amministrative concorrono a renderla smart attraverso la creazione di un sistema di vita qualitativamente migliore sia dal punto di vista dell’equità sociale che da quello del rispetto ambientale.
La tecnologia quale elemento fondante delle politiche di risparmio energetico ed efficentamento dei servizi della Pubblica Amministrazione è vista come vero motore per la rinascita della città.
Ridisegnare la società su un sistema orientato al lungo termine che preservi le ricchezze naturali e sociali attuali per le generazioni future significa semplicemente avere più consapevolezza dei propri comportamenti e del loro impatto.
Compito della Pubblica Amministrazione è farsi promotrice di pratiche sostenibili ed informare la cittadinanza delle proprie iniziative e del proprio operato oltre che cogliere le proposte che arrivano proprio dal basso.
La creazione di reti orizzontali, per esempio tra città e città, e verticali, dal cittadino alla Pubblica Amministrazione, garantisce una maggiore efficacia degli sforzi intrapresi.
La dimensione in tutti i casi è un fattore determinante del successo: le città di medie dimensioni, come per esempio Friburgo, sono il prototipo ideale perché coniugano il vantaggio geografico con quello economico. La possibilità di attuare politiche che comprendano facilmente tutta l’area urbana, cosa impossibile nelle grandi megalopoli, è in questi casi di più facile attuazione. Il vantaggio economico invece è da misurarsi rispetto a realtà di piccole dimensioni che molto spesso non risultano in grado di reperire le risorse necessarie per avviare politiche virtuose.
L’unica soluzione possibile per le piccole città che vogliono intraprendere un percorso smart è creare reti di comuni prossimi nel territorio e con caratteristiche più o meno simili tra loro. Ne sono un esempio i comuni dell’area Nord-Est di Torino.
Nel contesto Torinese, il capoluogo piemontese ha offerto un importante spinta alle città dell’hinterland come Settimo Torinese ed altre che, grazie alla stretta collaborazione tra loro, hanno innescato un processo virtuoso di riqualificazione del territorio. La visione metropolitana che si è cercato di sviluppare ha offerto le basi per la nascita di una strategia vera e propria, evitando la frammentazione degli interventi e quindi la dispersione di energie offrendo un terreno fertile per la nascita di iniziative di eccellenza come Laguna Verde.
I legami di collaborazione tra imprese, fornitori, comunità scientifiche e amministrazione locale consolidati nel tempo costituiscono precondizione fondamentale allo sviluppo di nuove progettualità smart.
L’ICT viene oggi vista come la miglior soluzione per innovare, risparmiare e semplificare le attività cittadine. Oltre l’informatizzazione, lo strumento del crowdsourcing può essere considerato determinante per avviare un processo di collaborazione e coinvolgimento della cittadinanza nello sviluppo digitale della città.
L’innovazione tecnologica è un importante strumento per realizzare un nuovo modello di business in cui un’azienda o un’istituzione pubblica sviluppa un progetto, servizio o prodotto attraverso il diretto coinvolgimento bottom-up di un insieme di persone organizzate in una comunità virtuale. Questo sistema può garantire vantaggi a tutti gli attori: per le aziende è un nuovo modello di open enterprise, per i soggetti privati costituisce la possibilità di offrire i propri servizi su un mercato globale e per le istituzioni pubbliche rappresenta una forma di collaborazione con i cittadini.
Pensare l’evoluzione urbana in termini complessivi risulta una scelta vincente in un’ottica di medio-lungo termine. La rete di iniziative e di risultati che si creerà così facendo permetterà un rinnovamento a cascata che coinvolgerà sempre più realtà più o meno vicine tra loro, innescando un circolo virtuoso di portata sempre maggiore.

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5 Introduzione La città ed il territorio, sin dalle loro prime manifestazioni, sono stati oggetto di indagini tuttora in continuo sviluppo. Il loro perpetuo mutare, a tratti evolutivo ma anche involutivo, ha offerto continui spunti di analisi e riflessione che si sono tradotti in molte occasioni in studi complessi ed articolati. In una prima analisi possiamo intendere la città come la casa di una società, una comunità organizzata, un insediamento umano esteso e stabile di cui le mura e il mercato sono i primi elementi fondativi poiché la sua funzione è originariamente legata alla difesa e allo scambio. Il territorio, storicamente considerato in opposizione alla città, era uno spazio aperto in cui dominava la natura e la presenza antropica risultava rada e discontinua. Le trasformazioni di questi luoghi erano lente poiché la scarsa presenza umana, principalmente dovuta alla paura di essere attaccati, permetteva a queste zone di mutare secondo i ritmi della natura. Attualmente però si è reso sempre più necessario ricomprendere nelle concettualizzazioni di luogo ora descritte l’aspetto ambientale, inteso come tutela del patrimonio di risorse che compongono l’habitat umano, ed anche l’aspetto sociale, considerato nel suo obiettivo di responsabilizzazione del cittadino in quanto singolo individuo ed anche della comunità valutata come entità unitaria. Ciò porta quindi a dare alla città ed al circostante un ruolo di vero e proprio bene collettivo, poiché dalla qualità di questi luoghi dipende direttamente il benessere dei suoi abitanti e delle generazioni che vi risiederanno in futuro, e di conseguenza, ne dipenderà il livello di sostenibilità. Lo sviluppo sostenibile non è però argomento di esclusivo appannaggio delle città in quanto tali, esso è anzi considerato un tema centrale dall’Unione Europea che nel V Programma d’azione in materia ambientale lo definisce come

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Economia

Autore: Valentina Spatola Contatta »

Composta da 294 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.