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Attentional Blink e cambio di compito volontario

Informazioni tesi

  Autore: Ilaria Polimeni
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Psicologia del lavoro e delle organizzazioni
  Relatore: Fabio Ferlazzo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 61

Ricerca sperimentale finalizzata alla comprensione delle cause sottostanti il fenomeno di inattenzione selettiva definito come Attentional Blink. I risvolti applicativi puntano ad ottimizzare la prestazione dell’individuo in contesti lavorativi caratterizzati da fonti informative in costante cambiamento e forte pressione temporale, soprattutto per le attività che richiedono il minor numero possibile di errori.

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2 Introduzione In psicologia, la ricerca sull'attenzione ha come obiettivo generale l’indagine delle modalità con cui le informazioni provenienti dall'ambiente esterno vengono elaborate dal sistema percettivo e cognitivo umano. Numerose ricerche si sono focalizzate sullo studio delle limitazioni mostrate da tale sistema, analizzando come esso sia in grado di sopperire all'impossibilità di elaborare contemporaneamente le migliaia di stimoli ai quali è sottoposto di continuo. Il modo più efficace per gestire una simile quantità di dati è assegnare delle priorità alle informazioni da elaborare, in base a determinati obiettivi. Questa fondamentale capacità ha a che fare con la cosiddetta “attenzione selettiva”, ovvero l'insieme dei meccanismi che ci consentono di selezionare gli stimoli utili e/o interessanti all'interno di un contesto, ignorando tutti gli altri. All'origine della capacità di attenzione selettiva troviamo quei processi responsabili del controllo sul comportamento cognitivo dell'individuo, che, in base agli obiettivi da raggiungere, indicano al filtro attentivo quali sono le informazioni da ricercare tra le tante fonti potenzialmente in concorrenza (Norman & Shallice, 1986). Un ambito di studio utile per indagare il ruolo svolto dai processi di controllo è quello offerto dal paradigma sperimentale del cambio di compito, o task switching, in cui si chiede ai soggetti di alternare velocemente l'esecuzione di due o più compiti. Nella letteratura sui processi di controllo si fa riferimento al termine costo del cambio di compito, o switching cost, per indicare un peggioramento della prestazione durante l'esecuzione della prima prova effettuata dopo che il compito da eseguire è stato cambiato, in termini di rallentamento del tempo di risposta ed aumento del numero di errori (Della Libera & Stablum, 2004). Questo fenomeno mette in evidenza l'assunto di base comune a molti approcci teorici sull'attenzione, ovvero il fatto che i processi cognitivi umani siano un sistema a capacità limitata. Un ulteriore paradigma sperimentale con cui tale assunto è stato indagato consiste nel compito di presentazione visiva seriale rapida (RSVP), in cui due stimoli target di una stessa categoria vengono presentati in rapida successione tra una serie di stimoli distrattori: nel rilevare il secondo target, i soggetti mostrano una prestazione scarsa se l'intervallo temporale tra i due stimoli (stimulus onset asynchrony; SOA) è compreso tra i 200 e i 500 millisecondi (msec), fenomeno che è stato definito per la prima volta da

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Parole chiave

ergonomia cognitiva
attenzione selettiva
distrattori
rsvp
attentional blink
task switching
cambio di compito
processi di controllo
meccanismi inibitori
prove di shift

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