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Alla ricerca di una città sostenibile. Il servizio taxi e il problema del traffico a Roma da Rutelli a Veltroni: riforme attuate e riforme tentate (1994-2007)

Il Taxi è un elemento indispensabile della vita cittadina, parte fondamentale dell'immagine e della cultura di un popolo. Mezzo di trasporto utile e a volte indispensabile. Non è soltanto il mezzo di trasporto dei più ricchi; su quella macchina saliranno prima o poi tutti, dal pensionato, al facoltoso uomo d’affari, dalla suora allo studente ritardatario. Il tassista è sempre in strada, con il suo fedele mezzo, pronto ad affrontare la giornata lavorativa che non sarà mai uguale a quella precedente. Lo si trova in strada, dal centro alla periferia; in qualsiasi ora è pronto ad affrontare il traffico cittadino per portare il cliente a destinazione. Vivendo tra le vie della città per la maggior parte della sua giornata, il tassista è testimone di un contesto urbano che cambia giorno dopo giorno, e delle novità portate dal susseguirsi delle giunte politiche che non sempre facilitano il suo lavoro.
Il tassista fa parte di una categoria coesa al suo interno e che può essere di peso nelle scelte amministrative; a Roma spesso nel corso degli anni si è scontrato con sindaci, assessori, governi, ed enti ritenendo di dover far valere i suoi diritti e difendere il suo lavoro. Una difesa del proprio status a volte esagerata, dai toni tutt’altro che pacati, ha portato la società ad identificare i tassisti come una lobby antipatica ed egoista, che ha pensato più ai propri interesse che a quelli della società e del trasporto pubblico locale. Proprio questa visione lobbystica della categoria e le richieste sempre più pressanti degli autisti, ha portato troppo spesso, tassisti ed amministrazioni locali ad una netta contrapposizione, con la conseguenza di una città frequentemente bloccata ed un servizio non funzionante o non efficiente per giorni e giorni.
Fu l’inefficienza del servizio taxi, da sempre ritenuto tale, a motivare i governi e le amministrazioni locali, in particolare quella capitolina, ad intervenire con un tentativo di riforma del settore. Ciò che dagli anni ‘90 cercarono di attuare le varie giunte capitoline dei sindaci Francesco Rutelli e Walter Veltroni, fu un progetto di completo rinnovamento per rendere alla collettività un servizio migliore. Le idee da attuare erano tante, alcune necessarie, altre più fantasiose o forse mai capite bene dai tassisti; tutte dovevano portare nel giro di pochi anni, in vista del Giubileo del 2000 alla perfezione del servizio. Tariffe più trasparenti, meno burocrazia, taxi più tecnologici e soprattutto più numerosi, doveva bastare un cenno della mano per trovare un taxi libero.. Il vero problema però fu sempre quello di addivenire ad un accordo con i tassisti, che nel corso degli anni non si arresero mai alle richieste dei sindaci, e fecero tutto il possibile per intralciare il progetto del Comune di Roma.
Con questo lavoro si vuole cercare di comprendere, le motivazioni e le cause dello scontro tra tassisti e giunte capitoline, che dal 1993 al 2007 raggiunse livelli non immaginabili fino a qualche anno prima. Una battaglia che coinvolse interessi più diversi, e che causò grandissimi problemi per i sindaci e innumerevoli disagi alla cittadinanza. Per interpretare in modo distaccato e imparziale la vicenda, si è cercato di ricostruire in ordine cronologico i fatti storici, partendo dall’insediamento in Campidoglio del sindaco Rutelli (1993), fino all’ultimo anno del sindaco Veltroni (2007), traendo le informazioni da fonti scritte ed orali, da chi in quegli anni ha vissuto in prima persona i fatti.
Un cambiamento necessario per la città che però, come hanno dimostrato gli anni a venire, non risolse i problemi di un servizio che difficilmente in una città come Roma sarà mai impeccabile. Il percorso di riforma è durato quindici anni. Due sindaci, hanno dovuto confrontarsi con una delle categorie più difficilmente trattabili. Alla fine il Comune riuscì ad ottenere i risultati sperati: più vetture in circolazione, norme più trasparenti, per la cittadinanza, per i turisti e per la capitale. Sicuramente un esempio per il futuro.

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5 Introduzione Elemento indispensabile della vita cittadina in ogni angolo del globo, diversissimi tra loro oppure tutti uguali, il Taxi è ormai parte fondamentale dell'immagine e della cultura di un popolo. ¨ il mezzo di trasporto universale che offre il primo contatto con il Paese che si sta visitando; per lavoro, per viaggiare o per necessità, è un mezzo utile e a volte indispensabile. Taxi come luogo sociale, momento di confronto, specchio della coscienza collettiva, quel filo sottile di complicità o indifferenza che lega, tassista e cliente, nelle strade delle grandi città o nel paesino piø isolato. Un rapporto che spesso va oltre il semplice servizio di trasporto, una strana confidenza, che fa intrecciare i racconti di vita e le esperienze di persone dei ceti sociali piø diversi. Il tassista conosce tutti, non è solo il mezzo di trasporto dei piø ricchi; su quella macchina saliranno prima o poi tutti, dal pensionato, al facoltoso uomo d’affari, dalla suora allo studente ritardatario. Lui è sempre lì in strada, ed è proprio la strada il modo migliore per conoscere una società e capirla. La storia dei Taxi è piø antica di quanto possiamo immaginare, i primi risalgono al XIX secolo; anche prima dell’invenzione dell'automobile, un servizio similare era fornito da carrozze trainate da cavalli o da barche. L'idea di utilizzare l'automobile come servizio pubblico nacque in Germania, a Stoccarda, nel 1896 su iniziativa dell’ingegnere e imprenditore tedesco Gottlieb Daimler, che ebbe l’idea di combinare due delle novità tecnologiche del tempo, ossia l’automobile e il tassametro, per costruire il Daimler Victoria, il primo taxi “moderno” al mondo. 1 La ditta di trasporti Friedrich Greiner, in quell’anno, commissionò una carrozza a motore del tipo Landaulet-Vittoria alla DMG, accessoriata di tassametro; l'automobile venne consegnata per l'astronomica somma di 5.530 marchi, ed autorizzata al servizio dal comando di polizia nel giugno 1897. Motorizzata con un bicilindrico con cambio a quattro marce, capace di percorrere 70 km al giorno, il taxi creato dalla società tedesca ebbe un successo immediato che portò la Greiner, ribattezzata poi "Daimler Motor Wagen Kutscherei", ad acquistare altre sei automobili dello stesso tipo. 2 1 Il primo taxi a motore? Ha piø di cento anni, in «la Repubblica», 7 giugno 2006.

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Luca Saveri Contatta »

Composta da 152 pagine.

 

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