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L'Esperienza Rorschach nella tossicodipendenza

Partendo dalla lettura e dall'approfondimento di alcuni protocolli Rorschach, si vogliono formulare alcune riflessioni sulla tossicodipendenza, intesa come un comportamento sintomatico, a prescindere dalle diverse ipotesi diagnostiche di altra natura. La vasta letteratura ha evidenziato l'impossibilità di stabilire una struttura di personalità comune (Bergeret, 1982), rilevando che le nozioni di struttura e topica possano intendersi come soluzioni momentanee, in un'estrema mobilità della vita in cui perturbazioni e deformazioni spostano continuamente gli equilibri (Olievenstein, 1983): una fuga permessa e promossa dalle fantasmagorie illusionali che ogni droga trascina con sè, di restituire un senso in un deserto di insignificanza. Il test proiettivo di Rorschach, nella nostra pratica, viene utilizzato come uno strumento che ci aiuta a comprendere alcuni aspetti del modo di essere del paziente, nel suo relazionarsi con sé e il mondo e ci offre validi punti di orientamento.
Il test viene usato non tanto per avere o supportare una diagnosi descrittiva, ma sopratutto per approfondire il mondo del paziente. L'ausilio che il test di Rorschach offre con questi soggetti è importante, dal momento che è difficile avere un colloquio con i tossicodipendenti, è difficile sentirsi raccontare qualcosa di sé che non abbia a che fare con la roba che tiene su. Spesso c'è silenzio, come se non ci fosse nulla da dire, oppure come se tutto fosse già detto: in questo senso la costruzione di uno spazio psicologico- psicoterapeutico è un obiettivo, piuttosto che il punto di partenza.
L'ipotesi psicopatologica, da cui cercherò di muovermi mette in primo piano il deficit relazionale (intrapsichico oltre che intersoggettivo). Nella prima parte (capitolo I) vengono approfonditi gli approcci psicodinamici della tossicodipendenza, dando un rilievo maggiore a quegli autori che hanno cercato di capirla in termini di funzionamenti difettosi delle prime relazioni.
Il secondo capitolo approfondisce le modalità di come una separazione o una perdita possa essere l'origine di uno sviluppo patologico. Nel terzo capitolo viene descritta la natura del Rorschach; quali sono gli aspetti fondanti di questo test, e come possono diventare degli strumenti di conoscenza. L'ultima parte (capitolo IV) esamina i protocolli somministrati, valutando i risultati in chiave macroscopica (su tutto il campione), per poi approfondirli in maniera più dettagliata.
Questo lavoro si propone di far comprendere come l'esperienza del Rorschach possa essere un veicolo per indagare gli atteggiamenti del tossicodipendente, ed in modo particolare, come il suo immaginario si inscriva in una relazione d'assenza; creatice di uno spazio di solitudine, dove le immagini restano chiuse, inglobate dall'angoscia di una madre non presente.

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    4   Introduzione "Non esiste una personalità pretossicomane... per dirla terra terra, quasi tutti apprezzano la droga. Avendo fatto l'esperienza di questo piacere l'organismo umano tende a ricercarlo all'infinito. La malattia del tossicodipendente è la roba. Bussate a una porta qualunque. Chiunque risponda, dategli quattro dosi da 30 milligrammi Della Medicina di Dio al giorno per sei mesi ed ecco che si troverà Con la cosidetta "personalità del tossicomane". William S. Burroughs (1961). La macchina morbida. Mi piacerebbe inziare questo lavoro con una frase di Catherine Chabert che scrive: "Le parole sono lì per mascherare ciò che non è rappresentabile, per sbarrare le vie di accesso a chi ascolta, perchè egli non può vedere" 1 . La possibilità di poter leggere le dinamiche che si celano dietro ogni individuo, esplorare il suo immaginario, formulare ipotesi sul suo funzionamento, cercare di capire più di quanto lui mi possa esprimere attraverso una risposta data ad una macchia d'inchiostro, diviene per me il completamento di un percorso iniziato quattro anni fà, ma che ha delineato un nuovo punto di partenza. Partendo dalla lettura e dall'approfondimento di alcuni protocolli Rorschach, si vogliono formulare alcune riflessioni sulla tossicodipendenza, intesa come un comportamento sintomatico, a prescindere dalle diverse ipotesi diagnostiche di altra natura. La vasta letteratura ha evidenziato l'impossibilità di stabilire una struttura di personalità comune (Bergeret, 1982), rilevando che le nozioni di struttura e topica possano intendersi come soluzioni momentanee, in un'estrema mobilità della vita in cui perturbazioni                                                                                                                 1   Chabert C. (1998ª). Psicopatologia e Rorshach, trad. ital., Raffaello Cortina Editore, Milano, 2003, p. 133.  

Tesi di Specializzazione/Perfezionamento

Autore: Paolo Tordone Contatta »

Composta da 81 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.