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Il sistema previdenziale italiano nel 2013 dopo il decreto legge n. 201, del 6 Dicembre 2011 (convertito in legge 214/2011)

Informazioni tesi

  Autore: Davide Morosi
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2010-11
  Università: Università Telematica "E-Campus"
  Facoltà: Scienze Bancarie, Finanziarie e Assicurative
  Corso: Economia bancaria
  Relatore: Francesco Vallacqua
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 127

IL SISTEMA PREVIDENZIALE ITALIANO NEL 2013 DOPO IL DECRETO LEGGE N. 201, DEL 6 DICEMBRE 2011 (CONVERTITO IN LEGGE 214/2011). Analisi della situazione vigente e ipotesi di scenari previdenziali alternativi, basati su un patto intergenerazionale finalizzato ad una più equa allocazione di impegni e risorse.

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Davide Morosi - Tesi di laurea in Economia / Corso Scienze Bancarie e Assicurative (22 Febbraio 2013) 4 Introduzione Il contenuto di questa tesi di laurea sarà centrato, come si evince dal titolo, sul sistema previdenziale vigente in Italia nel 2013 dopo l’entrata in vigore della riforma varata alla fine del 2011 (Fornero-Monti) ed introdotta con il Decreto legge n. 201 del 06 Dicembre 2011 – “Disposizioni urgenti per la crescita, l’equità e il consolidamento dei conti pubblici (convertito nella legge 214/2011)”. Nel titolo della legge si parla di due concetti importanti: disposizioni urgenti ed equità che saranno oggetto di approfondimento in questo elaborato. Il tema della “previdenza” si colloca, come noto, all’interno del cosiddetto Welfare State che comprende anche “assistenza” e “sanità” e rappresenta uno degli argomenti di maggiore rilevanza per i paesi industrializzati, con implicazioni di natura economico-finanziaria e conseguenze sul piano sociale. La pensione pubblica erogata da un organo sovrano, uno Stato o un ente da esso preposto, può essere, sinteticamente, definita come un supporto economico riconosciuto a diverse tipologie di soggetti per il loro sostentamento (consumi) e per la loro sopravvivenza duratura (salute). Qualcuno parla anche della pensione come di un’entrata economica, da ricevere alla fine dell’attività lavorativa, che consenta di mantenere il piø possibile, lo stesso tenore di vita antecedente al pensionamento, ma su questo argomento di seguito alcune riflessioni. Il “diritto” di ricevere una pensione pubblica è stato introdotto nelle moderne legislazioni nella prima parte del ‘900 per tutelare diverse tipologie di soggetti: a) chi ha concluso il periodo lavorativo e si trova senza entrate economiche da salario, stipendio o altro reddito (pensione di vecchiaia o di anzianità); b) chi ha lavorato per un periodo inferiore al quello minimo imposto dalla legge (pensione o assegno sociale); c) chi ha subito eventi traumatici sul piano dell’integrità fisica e non può piø lavorare o agli eredi nel caso di premorienza (invalidità, superstiti). Nella tesi si analizzerà, soprattutto, la prima categoria. In sostanza la pensione pubblica è una forma di

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Parole chiave

previdenza complementare
patto intergenerazionale
tasso di sostituzione
tre pilastri
riforma fornero
sistema previdenziale italiano
pensioni integrativa

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