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Ipotesi ambientali sull’evoluzione umana e le influenze dei cambiamenti climatici: analisi dei siti in grotta sudafricani di Sterkfontein e Swartkrans

L’emergere di nuovi e dettagliati dati paleoclimatici, ottenuti sia da depositi marini sia da depositi continentali, e le ultime scoperte di nuovi fossili correlate agli studi successivi su collezioni già esistenti, permettono di gettare nuova luce sul ruolo svolto dai cambiamenti del clima sull’evoluzione della mammalofauna in Africa, incluso l’uomo, in particolare nel momento di passaggio tra il Pliocene ed il Pleistocene, ovvero con l’ingresso nel periodo del Quaternario (2,6 Ma).
Il seguente lavoro di tesi mira a esporre le principali ipotesi ambientali circa l’evoluzione faunistica africana (focalizzandosi su alcuni dei principali siti del Sudafrica), e le correlazioni tra questa e i dati ricavati negli studi di questi ultimi anni riguardanti i cambiamenti climatici avvenuti nel passato, come probabili fattori decisivi nei mutamenti evolutivi delle specie presenti nel continente africano.

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4 INTRODUZIONE L’emergere di nuovi e dettagliati dati paleoclimatici, ottenuti sia da depositi marini sia da depositi continentali, e le ultime scoperte di nuovi fossili correlate agli studi successivi su collezioni già esistenti, permettono di gettare nuova luce sul ruolo svolto dai cambiamenti del clima sull’evoluzione della mammalofauna in Africa, incluso l’uomo, in particolare nel momento di passaggio tra il Pliocene ed il Pleistocene, ovvero con l’ingresso nel periodo del Quaternario (2,6 Ma). Il seguente lavoro di tesi mira a esporre le principali ipotesi ambientali circa l’evoluzione faunistica africana (focalizzandosi su alcuni dei principali siti del Sudafrica), e le correlazioni tra questa e i dati ricavati negli studi di questi ultimi anni riguardanti i cambiamenti climatici avvenuti nel passato, come probabili fattori decisivi nei mutamenti evolutivi delle specie presenti nel continente africano. Due in particolare sono le ipotesi emerse nel tempo, alle quali si può fare riferimento quando si tenti di ricostruire quella catena di causa–effetto che ha portato anche al sorgere dell’umanità: l’ipotesi di “habitat–specifico” e l’ipotesi della “selezione– variabilità” (Potts, 1998). La prima ipotesi presenta un modello dove le modificazioni evolutive sono dovute ad adattamenti a un singolo e determinato ambiente: l’esempio più noto è quello dell’emergere della prateria erbosa della savana a partire dal tardo Pliocene. La seconda pone l’accento sull’importanza dei cambiamenti climatici secolari e millenari nei processi di adattamento, selezione, evoluzione e, al contrario della prima, considera l’instabilità ambientale come principale fattore di stimolo a modifiche di natura genetica. Gli studi e le ricerche sull’evoluzione umana si susseguono nel tempo dalla nascita e affermazione dell’idea dell’alta antichità dell’uomo, seguita alla teoria evoluzionistica

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Maurizio Porcu Contatta »

Composta da 55 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 940 click dal 21/06/2013.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.