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La prosodia nel parlato enfatico

Comunicare parlando è un atto di volizione che deve essere sostenuto da una consapevolezza non solo mentale ma anche fisica. Ma quanto siamo coscienti del funzionamento degli organi interessati alla produzione di quel suono che chiamiamo voce? E quanto siamo padroni dei nostri mezzi espressivi? Questi interrogativi hanno stimolato la mia curiosità; di qui la scelta di sviluppare l'argomento in capitoli trattanti la fisiologia della voce, le meccaniche del parlare, i disturbi del linguaggio (con attenzione alla normativa in fatto di DSA), le caratteristiche del suono. Ma, soprattutto,ho voluto sottolineare l'importanza dell'educazione della voce come strumento espressivo-comunicativo per la formazione di un curricolo formativo che passi anche attraverso la rappresentazione scenica, l'animazione teatrale, vista come alternativa ed efficace modalità per comunicare, per trasmettere contenuti, sentimenti ed emozioni, per rispondere al bisogno di esprimersi, raccontare e raccontarsi sul piano fantastico. Riconoscere, studiare e lavorare sulla propria voce equivale a un processo analogo nei confronti del proprio sè profondo, poichè ciò che influenza maggiormente il parlato di ciascuno è la componente emozionale.

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FISIOLOGIA DELLA VOCE Il funzionamento della voce Come funziona la voce? Ecco un semplice schema fisiologico delle meccaniche del parlare: 1.nella corteccia motoria del cervello si verifica un impulso; 2.l’impulso stimola il respiro ad entrare e uscire dal corpo; 3.l’aria che esce entra in contatto con le corde vocali che conseguentemente oscillano; 4.le oscillazioni creano delle frequenze (vibrazioni); 5.le frequenze (vibrazioni) vengono amplificate dai risuonatori; 6.il suono risultante è articolato dalle labbra e dalla lingua per formare parole. Eccone una descrizione più scientifica. «Una serie di impulsi vengono generati nella corteccia motoria del cervello e inviati alle strutture del linguaggio attraverso i tratti neurali. Gli impulsi sono sincronizzati in modo da arrivare nei diversi punti del corpo affinché si verifichi una serie di azioni omogenee e coordinate. Innanzitutto il tratto vocale che va da labbra e naso ai polmoni si apre e i muscoli della respirazione preposti all’inspirazione si contraggono a una pressione più bassa nel torace in modo che l’aria possa affluire nei polmoni relativamente senza ostacoli. Quando si è inspirata aria sufficiente per la desiderata espressione, il sistema respiratorio cambia direzione e tramite una combinazione di contraccolpo elastico di tessuti distesi e la contrazione di muscoli addominali e toracici, si sviluppano delle forze che rispingono l’aria su per il tratto vocale e fuori dalla bocca e dal naso. Ma nel frattempo, nella laringe, le corde vocali si sono almeno parzialmente avvicinate all’inizio dell’espirazione così che il flusso di aria è adesso in parte ostacolato nel suo percorso verso l’alto. Le flessibili corde vocali si sono attivate in quasi sincronica oscillazione mentre l’aria vi passa attraverso. Queste oscillazioni distribuiscono il flusso dell’aria che esce in diversi sbuffi d’aria che vengono rilasciati nel tratto vocale sovrastante. Questi sbuffi attivano l’aria nelle cavità risonanti dei passaggi faringei, orali e nasali, producendo suono nei tratti vocali superiori. La forma, il volume e l’apertura dei risuonatori determinano la struttura degli armonici del suono, 1

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Margherita Leogrande Contatta »

Composta da 93 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 522 click dal 27/06/2013.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.