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La Valutazione Degli Impatti Sul Paesaggio Urbano - Il “Grattacielo” Di Trani

L’approvazione del PUG (Piano Urbanistico Generale) della città di Trani nel marzo del 2009 ha l’obiettivo di definire l’assetto strutturale del territorio comunale, finalizzato alla tutela ed alla valorizzazione della sua identità storica, ambientale e culturale, e di definire le previsioni programmatiche finalizzate al soddisfacimento dei fabbisogni nei settori residenziale, produttivo e infrastrutturale.
L’introduzione del nuovo strumento urbanistico punta anche a dar nuova linfa al settore delle costruzioni della città, da tempo imbrigliato nella staticità del vecchio PRG (Piano Regolatore Generale) risalente agli anni ’70.
In questo contesto trova spunto lo studio effettuato, riferito alla sostenibilità di un caso particolare ed unico nel tessuto urbano della città: il progetto di un “grattacielo”.
Trani è caratterizzata da uno skyline costante e l’inserimento di una tipologia nuova nel panorama cittadino pone interessanti quesiti.
Obiettivo dell’analisi effettuata non è quello di rispondere a questi quesiti ma è quello di definire gli elementi e i criteri necessari a capire e giustificare univocamente le scelte da adottare per un procedimento di VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) necessario per situazioni particolari quali quella in esame.
Il primo capitolo punta l’attenzione sulla tipologia edilizia dell’edificio alto, facendo un excursus storico dai suoi “antenati” fino alla vera e propria nascita del grattacielo.
Importante è anche capire come la questione sugli edifici alti si è sviluppata nel corso del tempo, cercando di analizzare le voci più autorevoli dell’architettura e dell’ingegneria, provando infine ad ipotizzare quale sarà il futuro dei grattacieli.
Nel secondo capitolo è stata affrontata la tematica della Valutazione Ambientale percorrendo la sua evoluzione dai primi passi, all’introduzione nei Paesi Europei, fino alla situazioni italiana attuale.
Nella determinazione degli impatti più significativi si è posto l’accento nel terzo capito su quelli nel caso in questione di tipo visivo. Questo tipo di impatto a sua volta dipende strettamente dal paesaggio, dalla sua trasformazione e dalla diretta interazione con l’uomo, dalla geometria, dalla percezione sia individuale che sociale, dall’estetica ambientale.
Il quarto capitolo affronta il tema giuridico della Valutazione di Impatto, analizzando come la norma definisce l’ambiente, l’ecosistema l’habitat, l’impatto ambientale e il danno ambientale.
Il caso di studio è analizzato nel quinto capitolo in cui è descritta la storia della città di Trani per capire in quale contesto si inserisce la trattazione. L’edificio è descritto dalle stesse parole del progettista relative alla relazione allegata alle tavole di progetto per non apporre modifiche critiche personali. Il metodo di valutazione è relativo alla ricerca di indici e metodiche di analisi che possano porsi come strutturate e organizzate secondo una struttura definita accompagnando e giustificando decisioni e scelte progettuali.

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4 1.1 Gli antenati dei grattacieli Oggi ci si domanda se i grattacieli hanno ancora un futuro. Ma qual è il loro passato? “Un tempo tutta l’umanità parlava la stessa lingua e usava le stesse parole. Pensarono di adoperare mattoni al posto delle pietre e bitume invece della calce. Poi dissero: ‘Forza! Costruiamoci una città! Faremo una torre alta fino al cielo! Così diventeremo famosi e non saremo dispersi in ogni parte del mondo!’.La città fu chiamata Babele, cioè Confusione, perché fu lì che il Signore confuse la lingua degli uomini e li disperse in tutto il mondo.” La torre di Babele Così il mito biblico della Torre di Babele, cerca di spiegare la pluralità delle lingue umane mettendo insieme la somiglianza tra il nome di Babilonia, in realtà Bab-Ili, “Porta di Dio”, e la parola ebraica balal, che significava “confondere”. E poi c’è l’uso babilonese di costruire le ziggurat, alte torri destinate all’osservazione del cielo; e l’idea che i babilonesi, storici nemici del “popolo eletto”, fossero per questo invisi a Dio, e dunque andassero considerate maledette le loro usanze. L’idea di “avvicinarsi al cielo” attraverso costruzioni era considerata profana e sacrilega in tutte le religioni.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Ingegneria

Autore: Giuseppe Antonacci Contatta »

Composta da 156 pagine.

 

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