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Albright, Rice e Clinton: retorica e gender nel discorso del segretario di stato americano

La mia tesi nasce dall’interesse per un settore dinamico e in continua evoluzione che da molti anni è al centro degli scenari politici e istituzionali di tutti i paesi democratici ovvero il campo della comunicazione politica; il mio studio in particolare si propone di analizzare alcuni discorsi politici da un punto di vista linguistico-retorico di tre Segretari di Stato degli Stati Uniti d’America: Madeleine Albright, Condoleezza Rice e Hillary Rhodam Clinton, le uniche donne che nella storia americana hanno ricoperto questa prestigiosa carica. Considerato il ruolo fondamentale che la comunicazione politica riveste ormai nella società postmoderna ritengo innanzitutto che l’analisi del “discorso politico” potrebbe rivelarsi uno strumento critico molto utile per lo studio delle strategie linguistiche impiegate dagli attori della politica.
Il recente processo di empowerment delle donne in politica rende poi, a mio parere, ancora più interessante lo studio del linguaggio politico di Albright, Rice e Clinton, ovvero di tre donne che hanno raggiunto una delle più alte cariche di funzionario di Stato. Obiettivo del mio lavoro è proprio quello di individuare gli espedienti retorici impiegati nel loro linguaggio politico e in particolare quelle strategie comunicative personali che potrebbero essere definite di gender come il feminine style di cui parla Karlyn Kohrs Campbell o l’invitational rhetoric, teorizzata da Sonja Foss e Cindy Griffin.
Soffermandomi sulle peculiarità generali degli stili di comunicazione delle tre analizzerò il loro diverso approccio ai temi come l’importanza della donna nella società globale, la guerra, le negoziazioni, la difesa dei diritti umani, la costruzione dell’immagine degli Stati Uniti.
Un’attenzione particolare sarà prestata soprattutto al livello simbolico del linguaggio politico che attraverso espedienti retorici quali la metafora, la similitudine e la personificazione sfrutta i frames culturali che innescano meccanismi di riconoscimento nell’uditorio portandolo in questo modo a supportare o a credere a una determinata tesi.
Un’analisi linguistico-retorica più approfondita nella quale si terrà conto di tutti i livelli del discorso (sintattico, semantico, lessicale, concettuale..) esaminerà infine tre discorsi: il processo di pace israelo-palestinese di Madeleine Albright, la “trasformational diplomacy” di Condoleezza Rice e la politica dell’opportunità delle due Americhe di Hillary Rhodam Clinton.
Il mio lavoro, in conclusione, non pretende di essere considerato uno studio esaustivo della retorica di tre grandi donne politiche come Madeleine Albright, Condoleezza Rice e Hillary Rhodam Clinton ma vuole essere semplicemente un modesto tentativo di analisi linguistica in un contesto dinamico come quello della politica estera.

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5 1.1 LA COMUNICAZIONE POLITICA NELLA SOCIETA’ GLOBALE. Nell’era dei new media e della video politica globale il mondo politico e quello della comunicazione e dell’informazione risultano ormai legati in modo inscindibile in un rapporto di reciprocità ed interdipendenza. Una disciplina complessa che ha come oggetto di studio proprio i rapporti tra questi due sistemi, quello della comunicazione dei mass-media tradizionali (stampa, televisione, radio) e dei nuovi mezzi di informazione (Internet, tecnologie digitali) e quello della politica è la comunicazione politica. Quest’ultima indaga una realtà fenomenica molto complessa e variegata che la porta a sconfinare in più territori spaziando dalla politologia alla sociologia all’antropologia, dalle scienze della comunicazione e dell’opinione pubblica. La comunicazione politica è nella definizione di Giampietro Mazzoleni “lo scambio e il confronto dei contenuti di interesse pubblico-politico prodotti dal sistema politico, dal sistema dei media e dal cittadino-elettore 2 ”. Da semplici mezzi di informazione a osservatori delle lotte politiche i mezzi di comunicazione di massa, la televisione in primis, si sono conquistati progressivamente un ruolo primario all’interno dell’arena politica; ruolo che non si esaurisce soltanto nella funzione di mediazione ma comprende anche l’assunzione di ruoli quali interlocutori e controllori del potere politico. Quando i soggetti politici vogliono lanciare un messaggio al pubblico dei cittadini o ad altre istituzioni, per funzioni pubbliche o propagandistiche 2 Giampietro Mazzoleni, La comunicazione politica, Il Mulino Le vie della civiltà 1998, p. 34

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Valentina Pafumi Contatta »

Composta da 150 pagine.

 

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